Tomatin 8 yo (2006/2014, High Spirits for Gluglu, 50%)

Proseguiamo il nostro percorso alla scoperta dei giovinetti, cosa che, messa così, parrebbe richiedere come minimo la protezione delle alte sfere del Vaticano: ma, battutacce a parte, qui si parla di acquavite di cereali, e dunque assaggiamo un single cask di Tomatin di 8 anni, selezionato e imbottigliato da Glen Maur (animatore del whisky club Gluglu) nella nuova serie “Adventure Travel”, dedicata ai più entusiasmanti viaggi fatti dallo stesso Mauro. Occhio al packaging, peraltro: al festival di Milano, probabilmente, verranno presentate delle confezioni quantomeno sfarzose… Si inizia con un (favoloso, ammetterete) Como-Teheran-Como, 10000 chilometri percorsi nel 1976 a bordo del mitico Westfalia: noi, non potendo assaporare l’atmosfera dell’Iran prima di fedayyin e Khomeini, ci accontenteremo di questo dram…

Schermata 2015-09-09 alle 10.50.00N: alcol poco in evidenza. Porta i suoi pochi anni esibendo note asprigne (sarà che stiamo perdendo il controllo di noi stessi ma ci vengono in mente le bacche di goji, perfino l’alchechengi), poi di cereale fermentato (come nel Glenallachie, c’è un senso di mash tun). Poi però c’è anche un lato più accattivante, connotato essenzialmente da due suggestioni: un forte sentore di arancia secca, di oli essenziali d’agrumi; e poi un legno levigato, caldo, che sa di frutta secca (nocciola). Completano la marmellata d’albicocche e burro fresco. Via via si fa sempre più caldo e fruttato (uvetta, prugne cotte), pur se sempre in alternanza con grosse zaffate di malto giovane.

P: a livello d’intensità ci siamo (anche se dopo qualche sorso il corpo tende a perdere un po’) e pure proseguono luminose alcune delle vie tracciate al naso: c’è ancora un lato agrumato non indifferente e ricompare tanta frutta secca (ancora nocciole); brioche all’albicocca, e un po’ di frutta cotta. Sentiamo anche l’apporto del legno, che se sulle prime ricorda la liquirizia, dopo un po’ sembra puntare diritto verso un più deciso amarognolo. Quel che però prevale è comunque il cereale, un malto diretto, che rivela appieno l’età del dram. Ancora burro fresco. Non è per niente male, forse patisce l’assenza di grossi punti esclamativi, alla lunga.

F: asprigno e legnoso, malto e frutta cotta (come scrive lo stesso GlenMaur su whiskybase).

Confermiamo il giudizio dell’altro giorno: anche i whisky giovani, poco invecchiati, sanno regalare soddisfazioni. A nostro gusto, il Glenallachie era un poco più strutturato e complesso rispetto a questo Tomatin, forse per una maggiore integrazione delle note maltose e dell’apporto del legno: ma dovessimo ritrovarci in Iran con solo questa bottiglia da bere, beh, non verremmo certo a lamentarcene. 81/100, e via verso una nuova avventura.

Sottofondo musicale consigliato: Rachid Taha – Rock the Casbah, non abbiamo trovato nulla di più improbabile.

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