Glendronach 1990/2001 (Cadenhead’s, 57,9%)

Il primo malto del Tasting Facile di sabato pomeriggio era un single cask di Glendronach, imbottigliato nel 2001, quando la distilleria era chiusa (è rimasta silent tra il 1998 e il 2005). Si tratta di una singola botte refill-sherry, e – lo anticipiamo già – è stata la bottiglia meno apprezzata dai presenti: facile da prevedere, forse, vista la qualità del parterre…!

a0ni1iNiCFK6zgs1V-LOZnjy8bvkMT9wDHc7wvwFiVgN: nonostante la gradazione, non si nasconde, restando bello aromatico e svelando una certa maturità: il grande accordo tra botte e distillato trova un primo risultato in una pienezza più matura del previsto. Questo connubio unisce tante diverse sfumature di frutta, mai ruffiane: da note di frutta cotta (mela/prugna) a suggestioni eteree di frutti rossi (anzi: more, confettura di fragole); perfino arancia candita. Il malto, zuccherino e brioscioso, si accompagna a piacevolissime note di warehouse, di legno di botte, che ci pare a tratti dare note leggermente sporchine e tabaccose.

P: semplice ma intenso, ha la peculiarità di colpire in modo regolare, compatto, senza fiammate di sapore. Come al naso, attacca sullo zuccherino deciso e pesante, ma non eccessivo: qui le suggestioni sono di pesca sciroppata, zucchero di canna e caramello; ci pare di sentire frutta rossa un po’ in disparte, e invece ancora note di malto e legno, che ci rappresentiamo con una bella frutta secca (nocciola). Purtroppo sono presenti, avulsi da tutto ciò, anche pesanti ritorni alcolici che rovinano un quadretto altrimenti piacevole. L’acqua, da sconsigliarsi, sembra accentuare l’alcol e qualche sua connotazione vagamente metallica.

F: buccettina della mandorla. Amaro e maltosissimo.

Diciamolo senza scrupoli di sorta: il problema di questo Glendronach è il palato, lì l’alcol resta slegato dal resto, si sente molto più che al naso e l’acqua, invece di migliorare la situazione, la peggiora. Detto ciò, siamo di fronte a un whisky discreto, didattico, con un distillato più maturo della sua età grazie all’educato apporto di una botte per niente eccessiva, certo di buona qualità. Da annusare, soprattutto: 80/100.

Sottofondo musicale consigliato: Mogwai – Hardcore will never die, but you will.

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2 thoughts on “Glendronach 1990/2001 (Cadenhead’s, 57,9%)

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