Mortlach 25 yo (1987/2013, Adelphi, 59,4%)

Come sapete i siti che in Italia in varie salse parlano di whisky stanno spuntando come funghi. Il gran decano dei maltofili 2.0 ci guarda tutti dall’alto, avendo abbondantemente superato i cinque anni di attività, e col piglio coriaceo di sempre si premura di ricordare che “Angel’s Share nasce nel Febbraio 2009 in un desolato paesaggio web per il whisky in Italia, per fortuna man mano colmato da altri amici, ma che ai tempi vedeva la totale mancanza di notizie e informazioni sul whisky in lingua italiana”. Poi appunto è iniziata la proliferazione- un elenco completo lo trovate qui– tra siti di rater e portali d’informazione. Emblematico è il caso di Roma, dove la nascita del festival Spirit of Scotland, arrivato nel 2015 alla terza edizione, ha accompagnato la nascita a stretto giro di ben due siti di recensori. Un vero e proprio collettivo, che acquista bottiglie intere per degustazioni extra large, e un cane sciolto, il quale ha avuto l’ardire di staccarsi proprio da quel gruppo per tentare l’impresa solitaria sotto i vessilli di whiskymaschio. A nostro parere si trattava di una bella creatura, certamente mai banale, e dispiace vedere che il sito non viene più aggiornato da qualche  mese. Oggi quindi gli tributiamo il nostro personale omaggio assaggiando questo Mortlach, che ci piovve in saccoccia proprio sottoforma di dono da parte del maschio del whisky.

mortlach_1987_adelphiN: molto compatto e intenso. Non ha quella nota carnosa tipica di Mortlach però non è del tutto pulito, ricorda un po’ del legno vecchio e umido in cantina, con anche belle note cerose, oleose. Altri aromi ‘pesanti’ sono il cioccolato amaro, il rabarbaro, il tabacco. Poi c’è un lato zuccherino con tanto toffee e marmellate varie (di arance ma anche di albicocche). Non è sicuramente un whisky semplice, il quarto di secolo ha dato complessità a un distillato già tradizionalmente intrigante di suo. Vengono fuori anche zaffate delicate di frutta rossa.

P: grande botta di sapore. Sorprende la cera in aumento che avvolge la bocca in modo spettacolare, assieme al cacao. Poi si manifestano con più forza note di frutta rossa sempre in marmellata. Anche pesche, albicocche e mele rosse, in un gran balletto di frutta matura, zuccherosa. Un bel legno speziato, con la noce moscata e i chiodi di garofano che si sentono nitidamente. Rimane comunque abbastanza asciutto, chiudendosi su note legnose amaricanti.

F: lungo, speziato, ceroso e ancora molto fruttato, pur se complessivamente amarognolo.

A proposito di blog non anglofoni, l’unica altra recensione di questo single cask l’ha fatta whiskysaga, che gli dà 90 punti ma l’ha scritta in norvegese, rendendo il confronto abbastanza ostico per noi. Aiutiamoci da soli, quindi: questo Mortlach è di quelli che si ricordano per un po’, pur mancando di alcune caratteristiche peculiari della distilleria. C’è quella nota di legno amaro che lo trattiene dall’essere un grandissimo, ma è comunque un grande. L’impressione è che l’invecchiamento fosse arrivato proprio al limite e lo si sia riacciuffato un attimo prima che la situazione degenerasse: 87/100 e ancora grazie a whiskymaschio, sia mai che tornando alla mente questo dram sull’onda della recensione, non torni anche la voglia di rimettersi all’opera…

Sottofondo musicale consigliato: Lady Gaga – Dance in the dark (pensate che non sia un’artista talentuosa? Ricredetevi)

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