Balvenie Tun 1401 (2013, OB, batch #7, 49,2%)

Il giorno dopo il Milano Whisky Festival bisogna rimettere insieme i cocci, i tanti frammenti di facce e le storie ascoltate. Per noi il day after è però anche l’occasione per ripartire dai sample raccolti, catalogandoli e organizzando le bevute dei prossimi mesi. Ora ripartiamo dall’edizione dello scorso anno, in cui siamo riusciti a mettere le manacce su una rara release di Balvenie, ovverosia il settimo batch della serie ‘Tun 1401’, che prende lo stravagante nome dal numero del tino in cui vengono lasciati i malti provenienti dalle varie botti per il cosiddetto marriage. Queste uscite, contraddistinte da una scelta molto molto oculata delle botti (il cui numero di serie è sempre indicato in etichetta), sembrano essersi interrotte nel 2013, col batch numero 9, in favore delle serie ‘Tun 1509’ e ‘Tun 1858’. Nello specifico il whisky di oggi è il risultato dell’assemblaggio di sette botti di quercia americana e due sherry butt. Alla salute!

BalvenieN: attenzione, allarme rosso, naso da panico! Ci sono quell’intensità, piacevolezza e compattezza tipiche dei primi della classe. A dispetto delle proporzioni della miscela si respira nel bicchiere un’aria da vecchio sherried setoso, ma al contempo vivo e fruttato. C’è infatti subito quello schermo di cera (cera d’api, ma anche proprio candela spenta) che spesso ritroviamo nei grandi, ma sotto si scatena il finimondo: note di tè, rabarbaro; di cantina umida, legno di botte impregnata. Non è vanigliato ma  ha un lato fruttato di straripante vivacità, tutto dominato da una fragola spaventosa e da pesche succosissime. Il miele fa da collante tra sfumature di prugne secche e uvetta, tra chinotto e arancia dolce. Naso splendido.

P: incredibile l’assenza di alcol, che tra l’altro aumenta la sensazione di nettare succoso… e diciamo “nettare” anche se qui rispetto al naso la frutta arretra (ancora fragole). S’impone invece una componente più sfumata-ma bella intensa, eh- di legno impregnato, foglie di tè, tabacco da pipa, eucalipto, rabarbaro, chiodi di garofano, tanta cera d’api e caffellatte. Arrivano poi anche gli agrumi e il caramello. Insomma, un florilegio di suggestioni tutte gentili e miscelate però in una pozione di grande e compatta intensità.

F: lungo e persistente, alle mille suggestioni di cui sopra si aggiungono note leggermente fumose-tostate magnifiche.

La serie dei Tun 1401 è oramai un pezzo da collezione molto ambito e oltre al batch #2 recensito qualche anno fa difficilmente potremo mettere in parole qui sul sito tutto quel ben di dio. Il prezzo della release di oggi si aggira oramai sui 500 euro, così tanto per dire. Al i là dell’esuberanza dei collezionisti, comunque, stiamo parlando di alcune delle migliori botti di una delle migliori distillerie di Scozia. Mica bruscolini: 92/100.

Sottofondo musicale consigliato: Queen – Somebody to love

Published by

Una risposta a "Balvenie Tun 1401 (2013, OB, batch #7, 49,2%)"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...