Ben Nevis 18 yo (1996, Wilson & Morgan, 57,4%)

Come promesso pochi giorni fa, a un sorprendente Ben Nevis imbottigliato da Valinch & Mallet ne accostiamo uno dalle caratteristiche d’etichetta molto simili. L’invecchiamento anche qui è di quelli che cominciano a dirsi importanti e poi trattasi di maturazione in ex sherry cask, di questi tempi quasi una rarità, al punto che che Wilson & Morgan ha pensato bene di creare una serie ad hoc, contraddisinta dal bollino “matured in sherry wood” ben in evidenza sulla bottiglia. Insomma, roba che scotta.

Ben_Nevis_18Yo_574-BN: l’alcol è pazzescamente poco in evidenza ma come spesso usa con Ben Nevis bisogna esser pronti ad aromi forti, contundenti. E qui non mancano, con una dominanza di note di carne, di soffritto, di funghi cotti. Ci sono quasi cenni sulfurei, ruginosi. Dopo un po’ di ossigenazione però questo lato si affievolisce (o il naso si abitua) ed esce un profilo shierried caldo, profondo e ‘cotto’: carruba, frutta cotta (prugne e mele); marmellata d’arancia in cottura e ancora un tourbillon di delizie: miele, caramello, cioccolato, fichi secchi e datteri. C’è anche una terza fase, con frutta rossa in crescita (fragole e lamponi) e mela rossa a pacchi. Completano un naso complessissimo e di grande personalità un che di tabacco, di frutta secca (nocciola, noce di pecan) e caramella al rabarbaro. Se si aggiunge acqua diventa ancora più tabaccoso e speziato, ma anche più fruttato e succoso. Naso da sogno, insomma.

P: che botta! la gradazione qui si sente, il corpo è pastosissimo e denso. Il senso di carne e brodo è quasi inesistente ma, restando in cucina, troviamo pesanti note pepate e di peperoncino. Contrariamente a quanto immaginavamo dal naso la dolcezza non è così spinta, anzi è un whisky dagli spigoli delicati, maltoso, quasi vegetale, con un filo di cera e di burro fresco fantastici. Ritroviamo la carruba e poi zuppa inglese, tante arance rosse, caramello, mele cotte e zucchero di canna. Infine una nota amaricante di legno e di tabacco da sigaro. Consigliamo vivamente l’aggiunta di acqua per renderlo più succoso e abbordabile, e spostare il peperoncino dall’attacco alla chiusa del palato.

F: ancora molto complesso e variegato: si va dal caramello alle prugne e mele cotte. Carruba, noce di pecan, caffelatte zuccherato ma anche noce moscata, peperoncino e un velo di cera.

Sicuramente questo Ben Nevis è uno dei whisky più stimolanti assaggiati negli ultimi mesi. Complesso e cangiante durante la degustazione, va sicuramente annoverato nella categoria dei malti ‘sfidanti’: provi a comprenderli ma loro sono già un passo avanti ai tuoi miseri sensi umani. Comunque, azzardando un giudizio complessivo, il naso, sofisticatissimo, era sicuramente sopra i 90 punti, mentre il palato propone un copione inaspettato e molto suggestivo, forse solo con un filo di legno di troppo. Il finale merita una menzione particolare ancora per la grande ampiezza di suggestioni. Il conto di tutto questo fatuo argomentare fa un bel totale di 89/100.

Sottofondo musicale consigliato: Soley – I’ll drown

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