Springbank Green 13 yo (2015, OB, 46%)

Dopo l’edizione del 2014, Springbank raddoppia e insiste sul concetto di orzo 100% biologico. Innovazione di prodotto? Rispetto per la Terra Madre? Marketing?  E a noi cosa importa? Un fico secco (che a sorpresa non rientrerà tra i descrittori di questa recensione). A parte il cereale, importante è invece sapere che questo imbottigliamento limitato, di cui sono state prodotte 9 mila bottiglie, deriva da un assemblaggio di soli botti ex sherry.

Nov15-SpringbankGreen13N: il primo impatto è delizioso, ancorché molto diverso dal Green 12 anni. Ricorda da vicino gli springbank più maturi del core range. È presente in pieno quella tipica nota sporca, con anche un pizzico di bacon, di arancia troppo matura, cerini spenti, polvere da sparo, lucido da scarpe e gomma. Subito vicine si agitano note umide di salamoia, di olive verdi, di amido. Sono proprio blocchi di terra umida, per Dio! La dolcezza è compostamente sherried: si scorgono mele, prugne e uvette cotte, ma anche una torta di mele, marron glacee e cuneesi al rum. Una festa per golosi che però si trattengono senza abbuffarsi, completata da suggestioni di pepe nero e cannella. In questo naso bello complesso sembra comunque prevalare il lato ‘sporco’ sulla frutta. E dopo un po’ diventa sempre più salato!

P: un buon corpo, molto masticabile e molto intenso. Che esplosione, a 46%! Gli ingredienti sono grosso modo quelli del naso ma le proporzioni molto diverse. La parte ‘dirty’ si limita qui all’arancia rossa andata, a sentori di cera e terrosi/torbosi e a decise note pepate, mentre la dolcezza diventa più profonda, ancora su leccornie alle mele; poi uvetta, cioccolato e zucchero bruciato, di canna. Cioccolato e tabacco da pipa. Intanto col tempo s’ingrossa evidente una nota di fumo. E non dimentichiamoci di una bella maltosità molto Springbank. Arachidi tostate?

F: lungo e complesso: mele cotte, pepe nero, buccia d’arancia e tabacco da pipa. Un senso di lavanderia, terrra e ancora cera.

Nel nostro immaginario Springbank è un vecchio campione senza tempo, che non sente gli acciacchi dell’età e non rincorre le mode del momento per darsi una verniciata di giovanilismo posticcio, perfino quando fa uscire un prodotto che strizza palesemente l’occhio all’onda bio e alla suggestione di un ritorno alla tradizione nella parte più squisitamente agricola della produzione di whisky. La sostanza infatti non manca mai, e anche questa edizione limitata non fa che confermare questa percezione. Rispetto al gemello, il Green di oggi, dal palato abbastanza naked e dal palato dolce ma raffinato, è meno estremo, meno austero ed è forse destinato a piacere ancora di più grazie a quelle note squisite di dolci bruciacchiati che coccolano il palato. Per noi è 89/100.

Sottofondo musicale consigliato: Emiliana TorriniMe and Armini

 

 

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3 thoughts on “Springbank Green 13 yo (2015, OB, 46%)

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