Pittyvaich 25 yo (1989/2015, OB, 49,9%)

Sedotti dal fascino delle Special release del 2015 grazie al Lagavulin 12 anni, proseguiamo scandagliando il nostro parco-sample alla ricerca degli imbottigliamenti Diageo di fascia ‘premium’ dello scorso autunno. Pittyvaich è una delle tante distillerie chiuse di proprietà del colosso dell’alcol: situata a Dufftown, nella “capitale” del whisky, dopo essere stata chiusa nel 1993 è andata incontro alla tragica demolizione nel 2002. Ne evochiamo lo spirito (letteralmente) con quest’edizione limitata (meno di 6000 bottiglie) di 25 anni: whisky maturato esclusivamente in botti di quercia americana, sia di primo che di secondo riempimento.

ptvob.1989v2N: immediata la suggestione folgorante: strudel, dunque mela e cannella, uvetta. Si nota evidente una ‘dolcezza’ fruttata continua ma delicata, senza eccessi e senza cremosità (anzi, si lascia apprezzare un qualcosa di quasi minerale, a dirla tutta, con un fantasma di cera che emerge dopo un po’), tutta giocata sulla frutta gialla (mele, albicocca – croissant all’albicocca, diciamo). Ci sono note erbacee, tra il fieno caldo, al sole, e qualcosa di delicatamente floreale. Agrumi vari (e foglia di limone) a completare un profilo ‘standard’ ma di qualità.

P: l’alcol non ottunde, e d’altra parte mancano momenti di violenza sensoriale (leggi: intensità) particolarmente notevoli. È infatti abbastanza costante e scivola via con molta freschezza, nonostante i 25 anni di invecchiamento, tra note agrumate in crescendo rispetto al naso (proprio arancia) e una mineralità anch’essa in ascesa. Ancora abbastanza fruttato, con un misto succoso di frutta gialla (diremmo proprio succo di pesca) e con suggestioni floreali.

F: non lunghissimo ma davvero molto pulito, ancora su fiori freschi e una leggera frutta secca (mandorla, marzapane). Cioccolato bianco.

Buono: non spicca per complessità, sia chiaro, ma è un ottimo whisky erbaceo, da aperitivo, riesce ad essere semplice pur non apparendo banale grazie a inattesi guizzi minerali. Complessivamente è conforme al nostro gusto di oggi (ché tutto scorre, tutto cambia, anche le soggettività): costa circa 300€, dunque certo non è regalato, ma in generale apprezziamo e approviamo. 86/100 il verdetto.

Sottofondo musicale consigliato: Vincent Vincent and The Villains – Johnny Two Bands.

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