Johnnie Walker 12 yo ‘Black Label’ (2016, OB, 40%)

SUP_8394.153544Buona norma per qualunque bevitore con velleità classificatorie e perfino (peggio!) con un blog sul whisky è cercare di non limitarsi ai prodotti di fascia alta, ai single cask di imbottigliatori indipendenti e ai malti più inaccessibili: talora è bene sporcarsi le mani, scendere nell’agone e mettere alla prova di naso e palato anche i blended ‘da supermercato’, perché 1) aiutano a rimettere le cose in prospettiva 2) permettono di comprendere a che cosa le persone normali (non i disadattati appassionati nerd come noi) pensano quando dicono “mmm sì, mi piace il whisky”. Oggi assaggiamo quindi uno dei blended più venduti al mondo, ovvero il Johnnie Walker 12 anni ‘Black Label’, 22€ all’Esselunga e una band hard rock a lui dedicata (e mica una band qualsiasi!). Le componenti del blend di Diageo non sono dichiarate, ma si vocifera di una discreta presenza di Lagavulin, Talisker, Mortlach e Benrinnes… Tutti distillati ‘grassi’ e di personalità: vediamo come si comportano…

black label-500x500N: il dodicenne di casa Walker rivela un profilo duplice, anche se le due anime sono ben integrate. Da un lato, c’è una ‘dolcezza’ un po’ indistinta, sostanziata di frutta secca di vario genere (dall’albicocca disidratata alla nocciola), che ricorda un po’ biscotti ai cereali. Poi c’è caramello, in grande evidenza e quantità; buccia di agrume (forse arancia, forse limone); ci viene in mente lo sciroppo d’acero. Il tutto è percorso come da una vena minerale, leggermente torbata…

P: …che al palato diventa invece un’arteria: esplode infatti una nota fumosa (diremmo tè affumicato, il nostro amato Lapsang Souchong) e torbata profonda, sempre in accoppiata con una bella mineralità. La dolcezza resta sempre molto sostenuta, e va a ricordare ancora sciroppo d’acero, caramello, vaniglia; di nuovo nocciole. Ancora torna l’agrume, con una bella arancia profonda. Chicco di caffè (c’è un che di tostato).

F: non lunghissimo, certo, ma dolce (frutta secca), tostato e fumoso.

A livello di descrittori, ci siamo: non è troppo ruffiano quanto a dolcezza, e in più ha suadenti note minerali e delicatamente affumicate. Al palato forse ‘scivola via’ un po’ troppo, rivelando effettivamente la sua natura di blended super beverino: per questo non spicca del tutto il volo ma, a nostra opinione, si attesta più che dignitosamente su un invidiabile 82/100. Possiamo dirlo?, ci piace più di tanti single malt che costano anche più del doppio…

Sottofondo musicale consigliato: Black Label Society – Rust.

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