Balvenie ‘Islay Cask’ 17 yo (2003, OB, 43%)

Tutte le persone assennate devono amare Balvenie. Questa è una legge universale, ovviamente, quindi: che non si cerchi di discuterla. Tra oggi e venerdì mettiamo alla prova due ‘esperimenti’ di David Stewart, apparentemente discutibili (ma come, non avevamo appena stabilito che… bah): vale a dire, mettiamo un Balvenie di 17 anni a maturare per circa sei mesi in botti ex-Islay, belle torbatone, e vediamo che succede. Ne esistono due versioni che metteremo a confronto: la prima “Islay Cask”, la seconda (una volta mutato il disciplinare) “Peated Cask”. Per ossequioso rispetto nei confronti della linea del tempo, iniziamo da Islay Cask.

wb0112e627-9_im160803N: lo stile di Balvenie non si azzittisce neanche con la torba, e questo è chiaro fin da subito. A prevalere infatti sono scarichette di vaniglia, di banana (gelato alla?), ed anche delicati ma decisi sentori di erba fresca, di erica, di foglie. Il primo passaggio in bourbon è molto più evidente dell’ultimo in torbato (e a dirla tutta, forse predomina pure sullo spirito del distillato – che è uno spirito, quindi potremmo dire “sullo spirito dello spirito”). Mais dolce, crema. Lucido per legno. E la torba? Solo una lieve nuvola di smog, che vanisce sulle prime.

P: sorprende tutti con un colpo inatteso, da vero bomber: inaspettatamente si presenta davanti al portiere sotto una veste minerale, proprio cerosa, intensa; e questa nota persiste a lungo, accompagnando l’intera evoluzione del palato. Il lato spiccatamente bourbonoso del naso qui si inquadra così in una cornice più ampia, in cui gli opposti si impastano (era puro gusto per l’allitterazione, occhio: il verbo non ha senso): vaniglia contro erba fresca, cenere contro miele.

F: lungo, con un biscotto dolce ai cereali accompagnato e poi sovrastato da cera, cenere, torba.

Bella evoluzione. La dolcezza è un po’ troppo monolitica per gli standard screziati di Balvenie, ma se al naso questo poteva parere un limite vista l’assenza dell’atteso sparring partner, la torba, tra palato e finale gli equilibri cambiano ed è la botte isolana a prendere il sopravvento sul distillato. 86/100.

Sottofondo musicale consigliato: The Winstons – …on a dark cloud. Oh, suonano stasera al Magnolia, andateci!

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2 thoughts on “Balvenie ‘Islay Cask’ 17 yo (2003, OB, 43%)

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