Prestonfield House ‘De Luxe’ (anni ’90, Prestonfield, 43%)

L’albergo Prestonfield House è forse il più lussuoso di Edinburgo (ci concediamo il ‘forse’ perché proprio non sapremmo dirvi, bazzichiamo solo bettole malfamate e putridi ostelli) – in passato Prestonfield si baloccava anche con l’imbottigliamento di whisky, e in particolare aveva attiva una collaborazione con la Morrison Bowmore, proprietaria – indovinate un po’? – di Bowmore. Oggi assaggiamo il Prestonfield House ‘De Luxe’, imbottigliato tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90: non è dichiarato se si tratti di un blended o di un single malt, è semplicemente whisky. Noi, con un’allitterazione forse inopportuna, apprezziamo l’approssimazione e ci mettiamo sopra il naso.

bowmore-de-luxe-prestonfield-house-bottling-with-tube-6487-pN: gentile e delicato, chiede il permesso prima di entrare. Appena glielo accordiamo, inizia a svelare un profilo molto ‘maltoso’ e vegetale, che ci ricorda il fieno caldo; e però questo garbo non nasconde l’assenza di personalità, e col tempo ossigenandosi cresce una dimensione burrosa (burro fresco), con brioche calda all’albicocca, vaniglia; qualche punta fruttata (albicocca, pesche sciroppate). Resta, un po’ alta, una lievissima torba, quasi a posare un sottile velo minerale (gesso? amido da stireria?).

P: pur riconoscendo una freschezza quasi agrumata, da pompelmo rosa, la delicatezza si trasforma in eccessiva esilità, e in più emerge – non sappiamo se per difetto originario o dato da un invecchiamento in bottiglia non ottimale – una nota ossidata di metallo, con l’alcol un po’ separato. Domina ancora una grandissima sensazione di malto e burro fresco, con una botta di dolcezza data da una zuccherinità ‘strana’, da pastiglia Leone alla violetta. Mah…

F: molto gradevole, anche se breve, e zuccherino, maltoso, ancora un filo di frutta gialla; riappare un che di minerale, vago e fresco.

 Le info che si trovano su internet dicono che si tratti di Bowmore… Se così fosse, si tratterebbe senz’altro di un batch degli anni in cui la distilleria aveva un problema con i profumi delle baldracche francesi (per chi non conosce la storia: tra gli anni ’90 e l’inizio 2000 molti Bowmore distillati negli ’80 avevano una nota di violetta, di lavanda, che dagli appassionati fu definita FWP, ‘French Whore Perfume’, con tanto di minacce da parte della distilleria di denunciare chi ne avesse parlato in questi termini sull’allora nascente internet). Noi onestamente non ci sentiamo di stroncare davvero un whisky che, in ogni caso, ha un palato quasi sicuramente rovinato da un’ossidazione non devastante ma comunque presente. Naso e finale, però, sono super gradevoli e tengono a galla questo whisky: 78/100.

Sottofondo musicale consigliato: Rocky Horror Picture Show – Sweet Transvestite.

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One thought on “Prestonfield House ‘De Luxe’ (anni ’90, Prestonfield, 43%)

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