Ledaig 19 yo (1997/2016, Cadenhead’s, 53,9%)

Quello di Ledaig, versione torbata di Tobermory (Isola di Mull), è distillato che sempre divide: spiccano le note sporche, generalmente, e si tratta di spigoli belli acuti, che talora disturbano perfino i cuori e palati più temerari. Cadenhead’s ha diverse botti di Ledaig (e d’altro canto, come ama spiegare lo stesso Mark Watt, a Cadenhead’s piace imbottigliare prodotti misconosciuti – si legga ad esempio la bella intervista fattagli ieri dal sommo Bevitore Raffinato), e ha appena messo sul mercato un single cask diciannovenne con etichetta dorata. Possiamo forse esimerci dall’assaggiarlo? No, affrontiamo la sfida.

ledaig-19-year-old-1997-small-batch-wm-cadenhead-whiskyN: da subito pesante e molto spigoloso nel bicchiere. L’alcol si fa notare. In primo piano c’è tutto un mondo ‘sporco’, tra il soffritto, il sugo di pomodoro, un tocco di cera e poi anche un’affumicatura pesante tipo catrame o diesel. Cereale bagnato, molto affascinante. Vagamente iodato. Dopo un po’ dalle retrovie emerge un lato zuccherino, anch’esso pesante (se dovessimo definirlo con un colore diremmo marrone), che ricorda lo zucchero di canna, i fichi secchi e le tisane invernali a base di arancia, uvetta e cannella.

P: anche qui la prima impressione è quella di un distillato graffiante e minerale, con un cereale spoglio e macerato a suo modo elegante. Per intenderci diciamo che è meno sporco e più vegetale rispetto al naso. Qui però la dolcezza non rimane in disparte come prima, ma arriva ad arrotondare e a smussare quasi subito: e allora ecco ancora zucchero di canna e fichi secchi, oltre a datteri e sciroppo d’acero. Liquore all’arancia. Conclude con fumo acre e terroso in decisa ascesa. Non manca l’hallmark di distilleria, il chicco di sale – se no ci scrive Pino e ci bastona.

F: l’affumicatura esce alla grande assieme a un bella sensazione di vegetale e cerealoso. Chicco tostato e cacao.

Sicuramente un whisky ‘ad alta soggettività’, ma non si può dire che non sia cangiante e intrigante, soprattutto al naso. Il palato rivela una dolcezza un po’ monolitica, ma nel complesso piacevole e ancora screziata di sfumature minerali e sporchine. Buono il cereale, buona la torba bella decisa: 88/100.

Sottofondo musicale consigliato: un pezzo bellissimo, la dimostrazione che i geni non mentono. Teneteli d’occhio: Algot Blackfisk – Blinding light.

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2 thoughts on “Ledaig 19 yo (1997/2016, Cadenhead’s, 53,9%)

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