Clynelish 18 yo (1997/2015, Wilson & Morgan, 53,3%)

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ciao!, sono Béla Bartok e ti guardo dritto negli occhi

L’anno scorso un imbottigliamento italiano si è preso la medaglia d’argento al premio Best Whisky del Milano Whisky Festival e, qualche mese dopo, pure quella di bronzo ai Malt Maniacs Awards: noi, si sa, ci muoviamo con la rapidità di un bradipo, la reattività di un ippopotamo azzoppato e la tempestività di un pullman dell’ATAC, e arriviamo solo oggi a metterci sopra naso e fauci. Meglio tardi che mai, dice qualcuno, meglio prima che poi, dice quell’altro: in questo tripudio qualunquista ci piace ricordare come il suddetto imbottigliamento altro non sia che un Clynelish diciottenne, selezionato dal trevigiano Wilson & Morgan. La peculiarità è che si tratta di un wine-finish in Tokaji, vino dolce dolcissimo che giunge dalle terre di Béla Bartok – e la speranza è che il risultato sia degno di un quartetto per archi dello stesso. Sì, ce la meniamo di brutto.

retrive_image-phpN: per nulla alcolico. Abbiamo qui anzitutto un cocco grattuggiato a livelli davvero importanti. Ricorda felicemente i cesti natalizi di frutta secca, ma anche la pasticceria marocchina, ricca di miele. Arancia molto matura, albicocche disidratate e cioccolato al latte, noce di pecan. La dolcezza è imponente e ricorda quella dei bourbon ma abbiamo comunque la complessità di uno Scotch. Certo l’anima di Clynelish è qui trasfigurata, con poca o nessuna mineralità, ma questa nuova creatura non è niente male. Noce moscata.

P: ripartiamo da un cocco devastante, sia secco che in pasticceria, e dall’arancia matura. Inoltre, sempre in grande coerenza col naso, tornano la noce di pecan e le albicocche disidratate e in confettura. La dolcezza liquorosa del Tokaji è devastante. Poi però arriva quello che non ti aspetti: da tutto questo concerto di leccornie emerge una nota torbata, ostinatamente minerale, che riconosciamo come una strenua testimonianza dell’anima del distillato. E forse è proprio questo guizzo a riequilibrare il tutto, a rendere sostenibile un dram comunque molto particolare.

F: arancia matura e albicocca, marmellata di fragole. Una dolcezza ancora ‘bourbonosa’ ma di nuovo smussata da una suggestione torbata. Molto particolare.

Pur essendo estremo non ha veri difetti, anzi: l’esperimento è senz’altro al limite, e se non avessimo saputo che di Clynelish si tratta mai avremmo saputo indovinarlo – e però l’esperimento è pienamente riuscito, se è vero che ce lo siamo bevuti con grande, grande soddisfazione. Non è forse un daily dram, ma ha note intense ed uniche la cui condanna proprio non sapremmo formulare: 89/100 è il verdetto per un whisky eccellente.

Sottofondo musicale consigliato: Béla Bartok – String Quartet n.5.

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