Demerara 23 yo Uitvlugt (1992/2016, Silver Seal, 50%)

A dispetto del disinteresse che nel nostro pubblico suscita il rum, noi da bravi satanisti perseveriamo nell’errore e restiamo nell’area del Demerara con l’alambicco di Uitvlugt, nella Guyana, conservato anch’esso presso la Diamond (se non andiamo errati: con ‘sti alambicchi della Guyana non si capisce nulla); forti dell’ubiquità concessaci dalla lingua italiana, restiamo pure nel modenese con la selezione del sempre ottimo Max Righi, aka Mr Silver Seal. 23 anni di riposo per finire in vetro l’anno scorso. Alla grande.

silver-seal-uitvlugt-demerara-rum-23-years-old-1992-gb-50-vol-07-l-jpgN: se può aver senso paragonarlo al Diamond appena bevuto, rispetto a quello qui l’invecchiamento quasi doppio certo non passa inosservato. C’è infatti una forte impronta del legno a dare struttura e una ‘dolcezza’ più profonda e calda, anche se simile come descrittori: frutta gialla (pesche sciroppate), burro, brioche all’albicocca, vaniglia. Di tanto in tanto riaffiora la canna da zucchero, assieme ad un lato balsamico ben integrato (un velo di sciroppo d’eucalipto), con in coda delle emersioni minerali veramente dense (Serge arriva a parlare di ostriche e catrame, noi ci fermiamo prima).

P: rispetto al naso si attua una piccolissima rivoluzione, soprattutto come proporzioni: emerge infatti con ancor maggiore chiarezza quella mineralità davvero stuzzicante, con suggestioni sparse di paraffina, chiodi di garofano, olive nere, liquirizia salata e aghi di pino. Una punta pepata. Il lato più dolce è invece denso e grasso, con frutta secca burrosa (noce di Pecan, di brutto) e ancora un mix di vaniglia e pesche sciroppate. Ancora buccia di lime.

F: ancora noce di Pecan, olive nere, liquirizia salata. Lungo e persistente.

Se ci era piaciuto il primo Demerara, quest’altro impronunciabile non può che piacerci ancor di più: stupefacente è quel lato minerale, appena presente al naso e invece esplosivo al palato, che letteralmente ci sconfinfera. Di nuovo: promosso a pienissimi voti, molto vicino al nostro gusto: Serge e Giuseppe danno entrambi 91/100, hanno senz’altro le loro buone ragioni.

Sottofondo musicale consigliato: Black Sabbath – Killing yourself to live.

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