Armorik ‘Classic’ (2017, OB, 46%)

Il whisky ormai è una questione globale, si sa: in particolare, il whisky francese gode già di un discreto credito nel mondo degli appassionati, se pensiamo che Jean Donnay, fondatore di Glann An Mor (Kornog whisky), ha perfino accarezzato l’idea di aprire una nuova distilleria su Islay, venendo fermato solo da una controversia legale con i Laing – ma questa è un’altra storia. Sempre in Bretagna, dagli anni ’80 c’è anche la distilleria Warenghem che produce distillato d’orzo maltato, nomandolo Armorik: il proprietario Gilles Leizour ha di recente ottenuto che il whisky bretone abbia la denominazione di origine protetta, ed è sempre stato un tradizionalista. I metodi di produzione sono quelli scozzesi in tutto e per tutto, con in più qualche passaggio che strizza l’occhio al tipico orgoglio francese: e dunque orzo e grano locali, barili di quercia bretone… Oggi assaggiamo proprio una delle due versioni-base, ‘Classic’: non ha età dichiarata ma è assemblaggio di barili ‘vecchi’ di sherry Oloroso “per il lato fruttato e la complessità” e di più giovani ex-bourbon “per la dolcezza e la freschezza” (citiamo il sito ufficiale). Non colorato, non filtrato a freddo, insomma, ci siamo. Forza, vediamo come si comporta.

N: c’è una sorpresa nel bicchiere. Si mostra velato da una peculiare mineralità, quasi costiera (Bretagna is calling?). Dominano prugne e pere cotte, albicocche pure mentre il lato agrumato è abbondantemente presidiato da una bella scorza d’arancia. Il cereale diventa star, sulla cresta dell’onda con una faccia da biscotto Digestive. Tuttavia, anche se per parte di bourbon probabilmente lo è, non sembra giovane, la miscela sembra dare l’impressione di un prodotto maturo.

P: ha una buona intensita e poca alcolicità, ma soprattutto del naso ripropone sensazioni leggermente costiere, forse sapide, persino torbate. C’è anche un ricordo tostato. Sicuramente si percepisce una leggera nota di cera, che dà profondità a un whisky dai toni allegramente fruttati e zuccherini (albicocca disidratata, chips di miele). Biscotto ai cereali e cioccolato. Goloso (e anche leggermente speziato)!

F: di media durata ma rimane una patina incantevole, tra il medicinale, la cera, il minerale. Legno e vaniglia.

Eravamo partiti prevenuti come non mai, anche solo per competizione coi cuginastri francesi, ma qui bisogna riconoscere la qualità e soprattutto la particolarità di un whisky che ha poco da invidiare ai parenti scozzesi di questa fascia. Questo lato minerale e fortemente costiero ci ha stupito, così come intensità e complessità generali: possiamo dunque perdonare le etichette in stile ‘album power metal tedesco del 1998’ e assegnare un convinto 85/100. Ringraziamo Maurizio, da poco importatore italiano del marchio, per il campione.

Sottofondo musicale consigliato: Hammerfall – Child of the Damned.

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