Bunnahabhain 23 yo (1990/2013, Silver Seal, 46,8%)

Con la recensione di oggi inauguriamo un ciclo dedicato agli imbottigliatori indipendenti, una sorta di tributo a realtà, grandi o piccine che siano, protagoniste della storia del whisky in varie epoche: c’erano Gordon & Machail e Cadenhead’s a sostenere le distillerie tra i due conflitti mondiali, acquistando loro centinaia di botti;  durante la depressione dei consumi del whisky degli anni ’80, c’erano sempre gli indie a comprare barili da distillerie allora sconosciute come Caol Ila e Mortlach, e oggi famose proprio grazie al loro interesse. E ancora ci sono ai nostri giorni decine di imbottigliatori emergenti in tutto il mondo che ci danno la possibilità di scoprire il malto prodotto da distillerie senza un proprio core range ufficiale e altrimenti destinato tutto alla composizione dei blended. Iniziamo così oggi dallo storico marchio italiano Silver Seal, la cui fama è da tempo egregiamente sostenuta da Max Righi. Di questo Bunna sono state prodotte 72 bottiglie solamente e ne esistono poi 36 imbottigliate per il Bar Metro, quartier generale milanese di Giorgio D’Ambrosio, per cui immaginiamo non servano ulteriori aggettivi se il 14 di agosto vi siete ridotti a leggere una nostra recensione di whisky in riva al mare.

SINGLE-CASK-BUNNAHABHAIN-23YO-1990-SHERRY-SILVER-SEALN: il profilo è da sherry succoso, succosissimo. Cominciamo a scrivere la frutta rossa e il chinotto, tanto per non dimenticarcene: un tripudio di fragole, ciliegie, ma anche di un qualcosa di più ‘scuro’, la cola, il chinotto, o forse meglio il tamarindo fresco. Ogni tanto, solo a tratti, affiora una nota di resina; anche una leggera nota di aceto balsamico (fragole e aceto balsamico, come nel noto spot?). Una pastiglia Leone alla violetta, o forse una manciata di miste? Molto grasso, forse anche un po’ minerale: addirittura costiero, forse? Cioccolato, anzi: after-eight. Col tempo, diventa più caldo, tra note di Pan di Spagna, di brioche…

P: che piacere signori, che spettacolo, che discesa sulla fascia, che gol! Notevole intensità e alcol del tutto mansueto. Iniziamo ancora da una frutta rossa esuberante, succosa, fatta ancora di fragole e ciliegie; rispetto al naso, pare coerente ma ci aspettavamo una dolcezza più pronunciata, e invece man mano tende sempre più verso un leggero amarognolo: cioccolato fondente, una scorza d’arancia matura, perfino dei fondi di caffè.

F: persistente; sembra banale da dire, ma c’è ancora tanta frutta rossa e un prosieguo amaricante di fave di cacao. Nocciolo della ciliegia? Eureka!

Silver Seal ci ha abituato nel tempo a imbottigliamenti di livello alto, se non altissimo. Si ha sempre la sensazione che ogni whisky sia stato scelto con calma e senza nessun tipo di assillo o vincolo commerciale. Come più volte Max ha avuto modo di dire- qui anche in un’intervista che abbiamo pubblicato- Silver Seal è “un po’ come un bambino che hai in casa e con cui giochi”, una passione personale prima ancora che un impegno pubblico; ecco questo maestoso Bunnahabhain non fa eccezione e si dispiega ricco e intenso in ogni fase. Personalmente ci ha stupito un palato che promette fuochi d’artificio di dolcezza e poi invece ripiega su sentori più austeri, quasi amari, che per quelli che sono i nostri gusti non fanno decollare la nostra valutazione, ferma comunque a un goduriosissimo 88/100.

Sottofondo musicale consigliato: Moderat – A new error

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