Balblair 1999 3rd release (2017, OB, 46%)

Balblair è una distilleria ben piantata nel Nord della Scozia, sopra Inverness, che ci ha sempre causato un’immotivata simpatia. Sarà che è tra quelle la cui visita rimane un bel ricordo tra le sbiadite reminiscenze regalate dai fumi dell’alcol, sarà che la proprietà è dal 2001 della thailandese ThaiBev; sarà che la distilleria si è prestata come location per le riprese del film The Angel’s Share; sarà per quella politica di sfornare solo whisky col vintage e non con la più consueta età espressa in ‘years old’. Beh sarà quel che sarà, ma cerchiamo sempre di avere qualche Balblair nella nostra lista d’attesa dei sample da assaggiare. Oggi è il turno di un fresco maggiorenne o giù di lì, sherry & american oak cask matured.

balblair-1999-2nd-release-whiskyN: andiamo giù duro di frutti come pesche sciroppate e albicocche disidratate; poi il gioco si fa ancora più duro con caramello, caramella mou, torte di noci, croccante di noci e miele (tanto miele). I sentori di frutta, molto presenti, vogliono rappresentare una screziatura nel profilo fruttato e ‘dolce’ che andiamo descrivendo – anche peché questo è a dire il vero più sottile di come può sembrare dai descrittori. Una bella nota agrumata, con un’arancia appena tagliata.

P: buono, piacevole ma – come dire – un po’ frenato. A guardare i descrittori, il panorama appare molto dolce, denso e appiccicoso, e però rimane tutto etereo, come se svanisse in fretta. Diciamo miele, mele gialle, un po’ di arancia. Noce tostata, forse.

F: cocco, spezie e finalmente la frutta rossa.

Imputiamo a questo Balblair solo ciò che non ha, perché è un whisky che fa un bel po’ di promesse per poi mantenerne solo alcune. Pieno, aromatico e molto gradevole rimane purtroppo esile, a un passo dall’eccellenza; non tradisce per davvero, ma d’altro canto non spinge mai abbastanza. Presi da un insolito interesse per mondi lontani dal solo bere, per una volta ci azzardiamo a dire che probabilmente sarebbe un ottimo whisky da pairing col cibo. Tra l’altro qua e là sull’Internet lo si trova a prezzi assolutamente ragionevoli, sui 70 euro (tipo qui). Ah, si dimenticava il voto, una sciocchezzuola da 83/100.

Sottofondo musicale consigliato: Dengue Fever – Integration

Published by

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...