Botti da orbi – Tutto malto bene: botti di inizio anno

E se fosse tutta colpa di un refuso? Se l’abitudine parecchio tamarra di far esplodere ordigni rudimentali al 31 dicembre fosse solo un errore di dizione e invece dei botti di fine anno tutti ci dedicassimo alle botti di inizio anno? Ci piace pensare che sì, se insieme ai petardi rinunciassimo anche a quei limoncelli e amari di dubbia moralità che ammorbano qualunque cenone, e ci dedicassimo invece al re dei distillati, l’anno nascerebbe sicuramente meglio. Perché quel che si beve non è un dettaglio, può rovinarti un aperitivo o svoltarti una cena deludente. Così, mentre in queste ore gli astrologi estraggono dalle loro giacche luccicanti vaticini opinabili su lavoro, amore e salute, noi qui si indossa il cappello di tweed da druidi celtici e si spargono previsioni ancor più opinabili e surreali. Signori, ecco a voi l’Oroscophisky, l’oroscopo del whisky di Marco Zucchetti.
Slàinte e polvere di stelle nel dram a tutti.
ARIETE
Vieni avanti, arietino, anche se hai Saturno nel malting-floor. Il che significa che stanno germogliando grosse preoccupazioni. No, non ti è finito il Glen Grant 5 per sfumare il rognone. Ben peggio: il rischio è di conoscere un partner astemio. Immagina, Ariete: cene di pesce sorseggiando Schweppes, serate con gli amici ordinando tisane alla barbabietola. Che fare, direbbe Lenin? Beh, segui il tuo palato. Inizia da subito. Il Montenegro lascialo ai veterinari della pubblicità, la vodkachevolevich ai reduci degli anni ’90. Tu ti prendi un bello speysider – e pure vecchiotto – e ritrovi te stesso. Il resto, ovvero il partner che ti meriti, verrà da se. Questo il tuo compito per il 2019: ricordarti chi sei senza compromessi, come l’Highland Park prima delle carnevalate vichinghe.
70/100
Il tuo whisky dell’anno: Macallan 1966 Giovinetti
TORO
Il 2018 è quella bottiglia pessima che non te la senti di buttare, ma quando finalmente finisce perché riesci a sbolognarla a un ospite che va in sollucchero anche per il J&B, esulti da solo in salotto come CR7. Ecco finalmente è finito il 2018 malefico, e tu Toro puoi riappropriarti delle tue energie, che a dirla tutta ultimamente sembravi più una vacca frisona. Hai Giove a pieno grado, quindi chi ha a che fare con te deve sapere che devi essere maneggiato con cura. Sei un A’Bunadh, mica un Jameson. Non le mandi a dire, hai la stessa dimestichezza con la diplomazia che ha un metalmeccanico di Glasgow dopo che il Celtic ha perso l’Old Firm coi Rangers. Ma sei talmente energico che riesci a sgorgare anche le indigestioni da cassoeula. Tu per limitare i danni metti tutto in etichetta: gradazione, finish, invecchiamento, pregi e difetti. Così i tuoi amici saranno avvertiti. E chi saprà cosa aspettarsi, si godrà la tua tonante compagnia con gusto.
86/100
Il tuo whisky dell’anno: Laphroaig 29.247 SMWS “All hands on deck”
GEMELLI
Ok, la timidezza iniziale non sempre è un problema, il nuovo Talisker 8 anni lo dimostra. Però Gemellino mio tu devi darti un tono, oppure qui corriamo il rischio di annusarti per mesi senza riuscire a capire se sei un bourbon, uno sherry o un finish. È la tua natura quella di mescolare le carte e non scoprirti, si sa. Però dacci una mano, non giocare a fare lo Scotch se non lo sei, come un giapponese dalla whiskosità incerta. Missione per il 2019 è lasciare questa timidezza a quei whisky con gli ideogrammi in etichetta. Decidi cosa vuoi essere, prendi quella strada e vai dritto. Anche perché tu hai qualità da single cask, ragazzo mio.
82/100
Il tuo whisky dell’anno: Glenlivet Meiklour
CANCRO
Ah, l’abbacinante e sublime luce del meriggio che cala dietro le pagode della distilleria Strathisla… No, con te non attacca, eh? Concreto, chele ben piantate sullo scoglio e pochi gamberi – pardon, grilli – per il capo. Tu Cancro sei fatto così, alle raffinate grafiche preferisci la sostanza, un po’ come i ragazzi di GlenAllachie, che ancora insistono con quelle scritte in antico camuno… Ecco, quest’anno Cancerino potresti fare uno sforzo e uscire dalla tua solidissima prosaicità. Non che alla fine non conti l’essenza, perché nel bicchiere se ci finisce Lagavulin è sempre meglio di qualunque frivolo whisketto dal packaging francesizzante degno di passerelle e Croisette. Però se ti capita un Bowmore Bouquet o una bottiglia di Jack Wieber, per una volta lasciati andare a un moto di ammirazione estetica. Anche l’occhio, come gli angeli, vuole la sua parte.
80/100
Il tuo whisky dell’anno: Ardmore 9 Caroni finish (A&G selection)
LEONE
Che le regole per te siano un optional, già lo sai. Quindi Leoncino mio quest’anno l’obiettivo è moderarsi un po’. È vero che la vita è una scatola di samples ed è difficile non assaggiare un whisky della Tasmania invecchiato in botti di Pinot nero o trattenersi dal provare l’ultimo Macmyra in botti di vin brûlé. Ma avanti di questo passo rischi di diventare come Stuart Thompson, uno che ad Ardbeg ha fatto la storia tanto da svuotare interi barili a forza di assaggi. Quindi parola d’ordine è: scegliere. Per esempio, quel Poitin che guardi con cupidigia anche no, dai…
72/100
Il tuo whisky dell’anno: Red Breast 21
VERGINE
Sarà Marte che entra in alambicco, sarà che in tempi fumosi come un Octomore ti senti a tuo agio, ma questo sarà il tuo anno Vergine. Diciamocelo, non è mai stata la qualità il tuo problema. Il fatto è che sei poco accessibile, tipo uno dei vecchi Rare Malts. Il tuo carattere è forte, l’eleganza non si discute, la profondità pure. Già, ma un St. Magdalen non è da tutti giorni, no? Ecco, devi provare a blendizzarti un po’. Non si dice di impoverire la tua vita frequentando gentaccia da grain, ma almeno abbassare il livello di tensione e perfezione, quello sì. Se mostrerai la tua faccia easy, se fra un Brora e un Karuizawa scoprirai le gioie di un magnifico Kilkerran per ogni occasione, avrai fatto bingo
93/100
Il tuo whisky dell’anno: Cladach Diageo special release 2018
BILANCIA
Il Laphroaig durante il Proibizionismo era lecito perché qualche genio lo aveva fatto passare per medicinale. Ahimé i seriosi luminari di epatologia pare abbiano negato le proprietà taumaturgiche del nettare di Islay, ma tu Bilancino non ne hai bisogno. Scoppi di salute come un haggis troppo ripieno. Il 2019 sarà per te un anno in discesa, facile come una verticale di bourbon dopo una pinta di Paul John torbato. L’unico rischio è proprio questo, trovare tutto troppo semplice, abbassare la guardia. Dice il saggio collega che i whisky che sembrano “pediatrici” sono i più infidi. Guardati dalla faciloneria, Bilancino, per non finire come quello che spegneva le Marlboro nell’Auchentoshan perché gli sembrava l’unico modo per dargli sapore.
89/100
Il tuo whisky dell’anno: Port Charlotte Cubaireachd cask exploration 18
SCORPIONE
Sei un segno di torba, il che ti dà quell’aria di fumoso mistero che fa parte del tuo charme. Sai essere oscuro come un Ardbeg dai nomi evocativi e acuminato come un Kilchoman 100% Islay, ma a volte ti fai prendere la mano dalla tua anima sciantosa e diventi insopportabile come certi finish in Sauternes. La stucchevolezza è dietro l’angolo, Scorpioncino, perché ogni tanto eccedi in moine e non stiamo parlando del Bunnahabhain omonimo. Il consiglio per l’anno nuovo dunque è limitare l’artificiosità e menare qualche colpo di pungiglione in più, anche a costo di non stregare tutti. Il fatto è che piace di più uno sporco Ledaig di un immacolato Oban Little Bay un po’ recitato. Fanne tesoro.
79/100
Il tuo whisky dell’anno: Catoctin creek rye full proof
SAGITTARIO
Il prossimo Natale chiedi una faretra extralarge, perché non ti bastano le frecce per tutti i bersagli del 2019. Sì, Sagittario, avrai un anno più indaffarato di quello di Jacopo e Giacomo, aka i Facili. Non ti basterebbero sette nasi per annusare tutti i dram che ti capiteranno e non ti basteranno 685 giorni per fare tutto quello che ti sei prefisso. Quel viaggio nelle Highlands che rimandi da anni, quel progetto che avevi in cantiere da quando Richard Paterson ancora non aveva i baffi, quel quadernino degli assaggi da tenere per cui poi non hai mai tempo. Il rischio è fare tutto di fretta, come quelle distillerie che imbottigliano a tre anni e due minuti. Ce la potete fare, ma organizzatevi. E fate come la botte del Macallan della pubblicità, sappiate dire dei no.
87/100
Il vostro whisky dell’anno: Linkwood 24 Adelphi
CAPRICORNO
Sul lavoro, caro Capricorno, sembri la Port Ellen distillery. Purtroppo però non quella che sta rinascendo oggi, ma quella che è fallita nel 1983. Tra molestie, colleghi fastidiosi, capi con lo stesso senso degli affari dei collezionisti che hanno svenduto tutti i Giovinetti vent’anni fa, sembra che il mondo congiuri contro di te. Occorre pragmatismo e sopportazione, che alla fine di ogni degustazione scadente c’è sempre una chicca. Il tuo 2019 sarà alla ricerca di questa chicca. E dopo un anno di barili che perdono e bottiglie dal tappo guasto, stai sicuro che la troverai e sarà un colpo di fulmine come quel barile di Highland Park in sherry di cui ancora favoleggiano il Gerva e Giannone del Milano Whisky Festival.
75/100
Il tuo whisky dell’anno: Glenfiddich 1973 (70th anniversary Velier)
ACQUARIO
Sei stato piccantino come un rye per tutto l’anno, Acquario. Hai avuto ormoni più attivi dei legni first fill e hai girato più letti tu delle distillerie che ha visitato Giorgio D’Ambrosio. Insomma, ti sei divertito e hai fatto bene. Solo che ora avverti quell’esigenza di stabilità che prima o poi coglie ogni appassionato di whisky che inizia dalla torba e approda allo Speyside. Ecco, il 2019 sarà in tema, ovvero una collezione di dolcezze morbidose. Meno adrenalina e più serenità, come passare dalle scogliere di Skye alle colline dei Cairngorns. Quiete, affetto, un camino acceso, un confortevole Glenfarclas che non ti tradisce mai. Il tuo anno sarà così, lasciati andare.
90/100
Il tuo whisky dell’anno: Glen Grant 25 Oloroso finish (Wilson & Morgan)
PESCI
Sarà l’influsso del salmone appena consumato a tonnellate durante il cenone, ma mai come quest’anno hai deciso di risalire la corrente in direzione ostinata e contraria. Né Diageo né Pernod, sei più indipendente di Ermoli e Romano di Valinch & Mallet. Non ti va di seguire la moda, volti le spalle alle limited releases costosissime e agli esercizi di stile di Glenmorangie. La comodità non ti va a genio, dedicherai il 2019 all’esplorazione di minuscole realtà. Ma sii saggio Pesciolino: perché un conto è decantare le edizioni limitatissime di Beppe Bertoni del Mulligans o dell’Auld Alliance, capolavori di qualità degni dello Slow Drinking; un altro è incapricciarsi per un oscuro imbottigliatore gaelico che spaccia malti innominati a prezzi da inflazione Zimbabwese. Se nicchia dev’essere, che sia ben arredata.
84/100
Il tuo whisky dell’anno: Millstone 1998 PX
Annunci

Published by

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...