Dalwhinnie 30 yo (2019, OB, 54,7%)

Ancora dalle Special Releases di Diageo 2019 a tema “Rare by Nature“, oggi ci mettiamo alla prova con un Dalwhinnie 30 anni – dal vivo, durante la presentazione londinese, era stata la release più apprezzata da Jacopo, vediamo se a bocce ferme l’entusiasmo è confermato. L’etichetta mostra un coniglio che riporta alla mente Alice nel Paese delle Meraviglie (non siamo abbastanza hipster per scrivere Alice in Wonderland), non sapremmo se il riferimento è voluto oppure, come forse è più probabile, la psichedelia è nell’occhio di chi guarda. Ne approfittiamo per fare un plauso a Diageo, che a differenza degli anni scorsi all’ultimo Milano Whisky Festival ha esibito i muscoli e ha portato tutte le SR, tenendone diverse aperte in mescita – correva voce ci fosse anche un Port Ellen in assaggio, purtroppo noi siamo rimasti sempre fissi al banco e non siamo mai riusciti ad andare a bercelo. Rimedieremo.

N: molto aperto, molto aromatico, pressoché analcolico, con un profilo d’antan piuttosto seducente. Spiccano due macro-note su tutte: il cereale da un lato, il miele dall’altro. Barrette di cereali e miele, per chiuderla una volta per tutte? Sì, ma non la chiudiamo: note di favo di miele, di cera d’api… Poi un che di fruttato, con percocche, buccia di mela gialla, anche del mandarino. Un velo di limone. Semi di sesamo (rigorosamente non tostati!, sia chiaro). Delizioso.

P: esplosivo, molto coerente, molto molto buono e pressoché privo di presenza alcolica. Ancora tanto favo di miele e tanta cera, ancora limone, ancora cereale. C’è una frutta cerosa eccellente, davvero elegante; pompelmo, qualcuno lo sente? E il cardamomo? Beh, se non lo sentite, prendetevela con voi stessi. La parte fruttata, di cui ci siamo curiosamente dimenticati due righe fa mentre ne scrivevamo, è al limite del tropicale, si ferma appena prima del mango.

F: avvolgente, piuttosto dolce ma equilibrato, con miele, cereali e qualche sentore agrumato (limone, proprio). Dopo un po’, si rivela mentolato…

A posteriori, non è forse il più complesso dei whisky: ci sono note di miele e di cereali, con venature fruttate, e niente più. E niente più?, ma siamo impazziti? No, perché l’esperienza è francamente straordinaria, la qualità del malto è davvero eccellente, e Jacopo, avesse bevuto da solo, avrebbe dato un voto ancora più alto perché si è proprio innamorato. 90/100 è il giudizio, ma onestamente il sample che abbiamo portato a casa era veramente piccolo: dovremmo riassaggiarlo. Vero, Danilo? 🙂

Sottofondo musicale consigliato: Nick Cave and the Bad Seeds – Watching Alice.

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2 risposte a "Dalwhinnie 30 yo (2019, OB, 54,7%)"

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