Highland Park 27yo (1984/2011, The Whisky Agency, 52,5%)

quanto è bella la serie ‘Bacherozzi’

The Whisky Agency è un imbottigliatore tedesco di rinomata fama e oramai sulla piazza dal 2008. In Italia è importato da Whisky Antique, alias Max Righi, figura di spicco del whisky in Italia e non solo, e proprietario del marchio Silver Seal. Si potrebbe dire che tra imbottigliatori di fascia alta, praticamente altissima, ci si intende facilmente e noi lo diremo senza problemi. In realtà poi non sappiamo come sia nata la liason tra le due realtà, ma spesso i legami commerciali nell’industria del whisky si intrecciano quasi per caso, magari complice un bicchiere a margine di un festival europeo o un incontro in qualche remoto praticello scozzese. Ci piace essere romantici e pensarla così, insomma. E forse tutto questo ottimismo si alimenta oggi anche grazie al nostro bicchiere fatato che contiene un Highland Park di ben 27 anni, proveniente da una singola ex-Bourbon Hogshead. Nel 2011 ne esistevano 222 bottiglie nella serie “Bugs”, oggi certamente molte, molte di meno.

highland-park-27-yo-1984-2011-70cl-525-whisky-agency_IM65603N: un Highland Park piuttosto pulito e abbastanza austero, le note di torba sono molto gentili e tutte minerali, per nulla affumicate – un poco di cenere spenta, al massimo. Ci sono note di frutta goduriose, fragola, mela, uno di noi ci sente perfino qualche accenno tropicale. C’è anche una dimensione da pasticceria, con una torta di mele, crema pasticciera leggerissima, biscotti al burro.

P: il percorso che ci viene indicato è nell’ordine una timida dolcezza – marinità – torba. La prima parte riprende la parte fruttata del naso, con mele gialle sudate, un che di macedonia matura, ma non pensate a ruffianità e cafonaggine dolciastra, anzi… Interviene poi una nota inaspettata di… calamari fritti!, dolci e marini al contempo. Va richiudendosi su una torba leggera e piuttosto sapida, rimane erbaceo e ceneroso. Su tutto veglia una sobria coltre di limone.

F: non lunghissimo ma intenso, limone zuccherato, ancora un pelo di cenere.

Questo Highlandk Park è bello nervoso ed esibisce gran classe a ogni istante. A tratti sa farsi anche riccamente fruttato, ma sempre con una compostezza da applausi. Poi, pur entrando qui nel solco delle suggestioni più che soggettive, quel sentore di calamaro fritto ci ha fatto letteralmente impazzire. All’epoca costava sui 400 euro, ora temiamo qualcosa di più. Ci limitiamo a segnalare che Serge lo ha apprezzato fino a sforare i 90 punti, noi ci fermiamo un attimo prima, a 89/100.

Sottofondo musicale consigliato: The Beatles – A day in the life

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