Green Spot (2017, OB, 40%)

Direttamente dalle Blind Sessions della scorsa settimana, ecco un sample che era stato misteriosamente denominato “Arcore“, rimandando evidentemente a un panorama di notti insonni, feste e festini, lettoni, santuari, Emilio Fede e chiappe in faccia. Ah, i bei tempi andati: com’eravamo ingenui al tempo, com’eravamo felici! Nel sample abbiamo trovato un Green Spot, un Single Pot Still Irish Whiskey prodotto a Midleton: non ha età dichiarata in etichetta, ma sappiamo essere composto da whiskey tra i 7 e i 10 anni maturato in botti vergini, ex-bourbon ed ex-sherry (queste per il 25% della miscela). Qui sotto recensione e valutazione: ricordate, abbiamo assaggiato alla cieca, e scoperto solo dopo di cosa si trattasse. Colore: oro antico.

green_spot_2048xN: opperbacco che fruttatone! Melone, caramella all’arancia, succo d’arancia, scorzetta di limone. Sarà l’estate imminente, ma diremmo anche percoca. Comunque frutta fresca. C’è anche un tocco di impregnante per il legno un po’ aggressivo, che si stempera pian piano. Accanto, c’è anche chi nota una patina quasi ossidata, di rame. E ci risiamo coi worm tubes…

P: dolcezza dolce dolcezza. Anche qui la sensazione è che sia un whisky di distilleria ufficiale. Piacione e delicato insieme, tanto dolce, un po’ sfacciato ma coerente col naso.  Sembra piuttosto giovane, il lato fruttato è zuccherino: liquore all’arancia e dolcetti ai fichi, ma non quelli mediorientali, un po’ più industriali. La suggestione aranciata sfocia nell’angostura. Il corpo è abbastanza pieno, parecchio caramello e vaniglia. Un che di legno verniciato fresco. Profilo non originalissimo.

F: speziatino, non particolarmente lungo. Di nuovo dolce e appiccicoso, caramello e miele millefiori, non si capisce bene se piacevole o no.

Beh, un whisky da consumare alla grande, senza troppe turbe esistenziali e filologiche. Il naso molto fruttato ti accalappia in un attimo, il palato mette invece l’accento su una dolcezza facile, che pur essendo banale aiuta la bevibilità. Uno di noi aveva ipotizzato un blended di qualità ed in effetti la dolcezza è da grain. Un altro ipotizzava uno Scotch in virgin oak e in effetti delle botti nuove vengono utilizzate. Insomma, un whisk(e)y da diporto, un 82/100.

Sottofondo musicale consigliato: Apicella & Berlusconi – Meglio ‘na canzone.

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