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Interview to Nick White, A.D. Rattray Ltd.

Rieccoci con le nostre interviste agli imbottigliatori indipendenti Scozzesi di whisky: oggi parliamo con Nick White, Managing Director di A.D. Rattray.

Come ti sei innamorato del whisky, come è iniziato tutto? Qual è stata la tua carriera nel mondo del whisky?

Nel 2004 ho lasciato la Shell Financial Services a Glasgow per raggiungere Tim Morrison a Fine Wines, nell’Ayrshire. Sono stato assunto come contabile della società, ma mi è stato anche chiesto di tenere d’occhio i conti della società di whisky A. Dewar Rattray Ltd, di cui il signor Morrison era pure proprietario. Il mio coinvolgimento nell’azienda è presto cresciuto ben oltre il controllo finanziario e la gestione dei conti, verso la pianificazione del prodotto, lo sviluppo e l’acquisto degli stock di barili. Allo stesso tempo l’azienda di whisky si stava espandendo, poiché l’interesse per i single malt aumentava ogni anno.

Avevo già un interesse per il vino e avevo già avuto una formazione nell’ambito delle tecniche di degustazione, utilizzate anche per la valutazione del whisky. Ho presto ottenuto la qualifica WSET Livello 2 per il vino e gli alcolici. Ma la vera palestra per costruire le mie conoscenze sugli aromi del whisky è stato il tempo trascorso nella stanza dei samples a valutare tutti i nostri campioni di botte. Inoltre, io sono sordo, avendo perso la maggior parte del mio udito all’età di 13 anni: questo handicap può aver contribuito ad aumentare l’olfatto per compensare la perdita dell’udito…

Nel 2008 Mr. Morrison ha venduto la sua azienda vinicola per concentrarsi sull’azienda di whisky, che stava continuando a prosperare. In quel momento sono stato nominato Managing Director di A. Dewar Rattray Ltd.

Come è cambiata l’industria del whisky da quando hai iniziato a lavorarci, e come è cambiato il liquido da quando ti sei avvicinato a questo mondo?

Ho visto enormi cambiamenti nel settore negli ultimi 16 anni, poiché la domanda di single malt scotch whisky è cresciuta in modo massiccio, in tutto il mondo. Ancora nel 2004 si potevano reperire abbastanza facilmente molte distillerie chiuse, come ad esempio botti di Port Ellen, Banff e Brora. E anche i prezzi non erano così alti. Allo stesso modo, si potevano acquistare la maggior parte dei malti di Islay e poi Macallan, Clynelish e Mortlach, allo stesso prezzo dei malti standard. Ho avuto la fortuna di iniziare la mia educazione al whisky assaggiando regolarmente tutte queste botti e sviluppando il naso per poter fare scelte eccezionali. È stato un privilegio selezionare e imbottigliare questi barili per la AD Rattray Cask Collection, e abbiamo vinto molti premi, come Imbottigliatore indipendente dell’anno per la rivista Whisky Magazine, in particolar modo per i malti della regione di Islay.

Nel 2009 tutto è cambiato e la domanda ha iniziato a superare l’offerta per i malti ‘old & rare’. I prezzi sono aumentati in modo esponenziale per colpa della riduzione delle scorte. Questa situazione è andata avanti fino ad oggi, con le distillerie chiuse ormai quasi impossibili da ottenere e molte altre che vendono a prezzi folli, solo all’asta. È un peccato che il whisky sia ora un oggetto da collezione, quando dovrebbe essere disponibile per tutti gli appassionati, da bere e assaporare con soddisfazione.

L’altro grande cambiamento per noi è la varietà di single casks a disposizione. Ancora nel 2004 non avevamo mai imbottigliato nulla che avesse meno di 10 anni, e non avevamo fatto mai nessun finish. Ora abbiamo imbottigliato Annandale 3yr, e molte botti giovani con una grande scelta di legno first-fill eccezionale. Abbiamo anche cercato di rispondere ai mercati e alla domanda di whisky finito in legni differenti – in particolare in botti di sherry. I mercati dell’Estremo Oriente, in particolare, amano il whisky molto scuro, pesante e influenzato dallo sherry, come preferenza di gusto. E spesso la scelta della botte è molto più significativa della stessa distilleria.

Cosa significa lavorare in un’azienda con una tradizione così solida nel settore del whisky?

Lavorare per Stanley Walker Morrison, alias “Tim”, è per me un onore, che mi conferisce l’obbligo di sostenere i valori tradizionali del galateo commerciale e della correttezza. Tim Morrison è uno dei gentiluomini più rispettati e inseriti in tutto il settore. Lui apprezza la formalità e, essendo io un contabile di mestiere, è stato un piacere ricevere i Libri Aziendali veri e propri, nel formato di “libro mastro storico”, per il completamento annuale. Il libro dei verbali del Consiglio di amministrazione risale al 1939, quando l’azienda fu effettivamente costituita, e fu completato ad inchiostro ogni anno, fino ai giorni nostri. Questo aggiunge un vero e proprio senso di gravitas alla Società, e sono orgoglioso di far parte di questo registro storico.

Cosa cerchi in una botte, prima di decidere di imbottigliarla?

Per la nostra A.D. Rattray Cask Collection, le release generali per tutti i mercati, vado alla ricerca dell’equilibrio con una certa complessità e delle note individuali e/o inusuali specifiche per quella botte. Per il legno di secondo riempimento è bene mantenere un carattere che sia distintivo dello stile di quella distilleria, e poi vedere cosa ha aggiunto la botte. Una varietà di note sottili è ottima – siano fruttate, speziate, floreali, affumicate, dolci ecc. Spesso possiamo ottenere un consenso oggettivo su queste note. Cerchiamo poi sentori più insoliti e speciali, che conferiscono alla botte il suo profilo unico. Queste possono essere più soggettive, e naturalmente riflettere il proprio database olfattivo sensoriale. Poi c’è il finale…

Come definiresti la tua filosofia di imbottigliatore indipendente?

Crediamo che la qualità debba guidare ogni decisione nella scelta del distillato, del whisky invecchiato e del legno utilizzato per la maturazione. Ecco perché imbottigliamo solo circa otto barili a trimestre perché vengano messi sul mercato. Non comprometteremmo mai la nostra integrità, la nostra fama per la qualità a tutti i costi, rilasciando barili mediocri. La nostra reputazione è tutto, e allo stesso modo manteniamo i nostri rapporti con le distillerie attraverso il rispetto e l’apprezzamento reciproci.

Avete delle botti “speciali” nei vostri magazzini, su cui avete grandi aspettative? E cosa ne pensi del ‘reracking’ e dei finish: quanto può influire una botte su un whisky?

Certo, abbiamo un barile di Bowmore del 1991 che faceva parte del nostro stock originale, che si trova nel celebre Vault N.1 della stessa distilleria. L’abbiamo conservato per essere imbottigliato nell’agosto del 2021, quando avrà 30 anni. Abbiamo anche un certo numero di barili che sono tenuti per essere imbottigliamenti speciali di oltre 20 anni, tra cui Arran, Pulteney, Dalmore, Annandale e Glenglassaugh.

Il re-racking è un buon modo per rispondere alle richieste dei clienti e alle preferenze in tema di profili aromatici – in particolare per i mercati che prediligono una forte influenza dello sherry.

Ci piace anche sperimentare con diversi legni: attraverso un lotto di diciamo 5 bourbon cask di Glen Moray, ne sposteremo uno in una botte di sherry o di vino e vedremo se funziona, per quel malto.

Crediamo che la qualità del legno sia importante tanto quanto la qualità del distillato, quindi la scelta della botte è fondamentale. La botte svolge una parte molto significativa del processo di maturazione e, in ultima analisi, del sapore finale. Tuttavia non crediamo nel re-racking inteso come uno strumento per mascherare uno spirito povero. Nessuna botte può trasformare un distillato povero in un grande whisky. Solo un distillato ben fatto con un buon legno porta ad avere un buon whisky.

Quali sono le tue distillerie “nascoste” preferite? 

Abbiamo recentemente imbottigliato alcune botti di Tormore e Fettercairn e adoro i sapori insoliti che si trovano in questi malti. Non si sente molto parlare di queste distillerie, ma svelarle al pubblico attraverso singole botti è proprio il mondo dell’Imbottigliatore Indipendente. È bello poter trovare qualcosa di nuovo e interessante da provare e offrire ai clienti.

Quali sono i tuoi tre whisky preferiti di sempre, che porteresti con te su un’isola deserta?

Le mie botti singole preferite negli anni sono state Port Ellen, un Pulteney del 1982 e le botti di Arran che abbiamo riempito usando i nostri legni.

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