Auchroisk 25 yo (1991/2016, Claxton’s, 51,7%)

Claxton’s è un imbottigliatore indipendente dello Yorkshire, da poco attivo sul mercato (a giudicare dal sito, hanno buone relazioni con la Cina) e da pochissimo importato e distribuito in Italia dai prodi ragazzi di Whiskyitaly.it. Nelle prossime settimane cercheremo di esplorare la serie delle release su cui abbiamo messo le mani (per cui grazie infinite, Diego!), a partire da un single cask di Auchroisk di 25 anni, a grado pieno e non colorato – come è opportuno.

Schermata 2017-03-07 alle 20.02.55N: molto naked ed austero, l’aroma si lascia coprire da un po’ di alcol sulle prime. Pian piano compaiono note delicatamente fruttate, diciamo di susine e prugne fresche; poi una bella citricità agrumata e limonosa, bene abbinata a note solo apparentemente più ‘calde’ di marzapane e, più timida, di brioche al burro. In crescita la frutta gialla (mousse di pere, un po’ di mela). Note di legno, anzi: di segatura; anche note erbacee e vagamente mentolate.

P: complessivamente coerente, conferma l’austera distillatosità del naso. Sì, abbiamo scritto “distillatosità”, sappiamo che è una parola inesistente ed orrenda, ma almeno vi abbiamo risvegliato dal torpore con lo strumento dell’indignazione indotta. Ringraziateci. Si diceva: spirit-driven, con un ingresso su camomilla e marzapane, un po’ di cereale; in un secondo momento, arrivano ancora prugne fresche, un po’ di pane, frutta gialla, malto. Semplice, intendiamoci, ma buono.

F: lungo, pulito e persistente, tutto giocato sul malto e il marzapane.

Un prodotto particolare, inaspettato se vogliamo: il mercato ci ha abituato a single cask di questa età molto carichi, con tanta botte, mentre qui si punta esclusivamente sul distillato, sullo spirito puro. Super-naked, non è certo un mostro di complessità, anzi, ma riesce a dare ugualmente soddisfazioni agli amanti delle note più austere e meno ruffiane: 86/100, bene così.

Sottofondo musicale consigliato: The octopus project – Porno Disaster.

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Auchroisk 1991/2013 (Hidden Spirits, 45,0%)

Dopo un eccellente Caol Ila, la seconda selezione di Andrea Ferrari per la neonata serie di imbottigliamenti ‘Hidden Spirits’ è questo Auchroisk di 21 anni, distillato nel 1991 e imbottigliato pochi mesi fa (presentato in esclusiva al Milano Whisky Festival): si tratta di un malto invecchiato in una botte di bourbon per 21 anni, appunto, e finito per 90 giorni in un barile ex-sherry. Quale sarà il risultato? Di certo, il colore è chiarissimo.

Schermata 2014-01-20 alle 12.04.01N: Andrea l’aveva anticipato: non è un whisky ‘facile’… E in effetti ha un profilo inusuale, molto poco ‘costruito’, mostrando – crediamo – un invecchiamento in una botte ex-bourbon certo non al primo riempimento. Dominano note che solitamente troviamo in malti più giovani: canditi a valanghe, agrumi pungenti (pompelmo, limone), zenzero candito, forse qualche nota ‘uvettosa’ tipo zuppa inglese, una punta di prugna secca… Il tutto, a onor del vero, molto silenzioso, su un tappetino alcolico intenso e inatteso, vista la bassa gradazione. Costanti suggestioni floreali e  – per la gioia di Davide – di erba fresca appena tagliata…

P: prosegue la delicatezza anche al palato, che tende qui a privilegiare note erbacee, floreali sulle prime (con le note ufficiali, diremmo tè verde), pare evolvere verso un timido fruttato agrumato (pompelmo, cedro) con continue suggestioni di cioccolato bianco, di malto. C’è un qualcosa di astratto, diremmo un ricordo di confettura di fragola, qui e là.

F: medio, di discreta intensità, bello maltoso e fruttato (arriviamo ultimi a dirlo, ma è una dolcezza vinosa… potrebbe essere Porto bianco?)

E insomma, Andrea ci aveva avvertiti: non è un whisky ruffiano, per tutti i palati, e senza dubbio dobbiamo applaudire al tentativo di immettere sul mercato whisky così nudi, rispettosi del distillato a dispetto di un finish in sherry che – in effetti – conferisce qualche nota rotonda in più a un profilo molto tagliente. Complessivamente, però, le note alcoliche ci paiono un po’ eccessive, e a nostro gusto la semplicità del naso resta penalizzante: intendiamoci, la tipologia del profilo ci piace assai, un po’ di complessità in più lo avrebbe spinto più in alto nella nostra ‘classifica’ (classifica? ma che è, una gara?); ci fermiamo a 81/100; grazie ad Andrea per il sample e mi raccomando, continua così! La bottiglia è in vendita sul suo sito, qui. Segnaliamo anche la recensione del grande Bevitore Raffinato, Giuseppe.

Sottofondo musicale consigliato: George Ezra – Did you hear the rain.

Auchroisk 30 yo (1982/2012, OB, Special Release, 54,7%)

a spasso per Auchroisk

a spasso per Auchroisk

Si parla tanto delle Special Release Diageo 2012, soprattutto di Port Ellen, Brora, Talisker e Lagavulin… Siccome noi a queste bottiglie non ci arriviamo neppure vicini, assaggiamo l’Auchroisk 30 anni, 2976 bottiglie e un prezzo decisamente più accessibile. La distilleria dello Speyside, per quanto non sia visitabile, è graziosa e in un luogo molto ameno; è piuttosto giovane (finita nel 1975), ospita una delle più imponenti warehouse della compagnia e generalmente non produce single malt: si ricordano un Singleton of Auchroisk, un Flora e Fauna, una Manager’s Choice e una Special release del 2010, poca roba comunque. Questo 30 anni è il più vecchio Auchroisk mai imbottigliato, solo da botti refill-sherry e bourbon; vediamo se è valsa la pena d’aspettare tutto questo tempo. Colore? Ramato.

aukob.30yoN: prevale il profilo refill-sherry, con le note di vanillina del bourbon che si distinguono ma restano sacrificate. E allora troviamo soprattutto: arancia candita, albicocca secca, tabacco da pipa aromatizzato, cioccolato al latte, uvetta, panettone, zenzero candito. Questo elenco di suggestioni potrebbe far pensare a un whisky ‘cremoso’ e natalizio: in realtà è spigoloso, tagliente, quasi secco, con note di erbe aromatiche (assenzio?), balsamiche (menta) e di tè non zuccherato. Interessante, non banale. Con acqua, diventa più vanigliato e legnoso, pur senza perdere queste note così particolari.

P: ancora molto personale: riesce ad essere assieme austero (erbe amare e aromatiche, arancia e zenzero canditi) e ricco, soprattutto di frutti rossi e note aranciate. Il complesso è molto buono, particolare, con sorprendenti note piccantine di tabacco da sigaro, bitter (mai sentito parlare del Campari?), zuppa inglese. Caramello naturale. Anche qui l’acqua porta rotondità e una maggiore dolcezza complessiva.

F: liquirizia e cocco accompagnano il lento affievolirsi del malto.

alambicchi auchroisk

alambicchi Auchroisk

Un profilo molto coerente e davvero godibile; ha una discreta complessità e riesce a farsi apprezzare sia senz’acqua, in versione più austera, che con acqua, diventando più rotondo e ‘normale’. Nel complesso, un whisky davvero interessante, ci ha intrattenuto e soddisfatto: non sarà stellare come i suoi colleghi delle Special Release di quest’anno, ma vale un assaggio. 88/100 il nostro giudizio, mentre Ruben la pensa così.

Sottofondo musicale consigliato: The Alan Parson’s ProjectI wouldn’t want to be like you.