Caperdonich 23 yo (1980/2004, Cadenhead’s, 58%)

Grazie ad Angus ci siamo impossessati di un sample di questo Caperdonich di Cadenhead’s, imbottigliato nella serie Authentic Collection ormai 13 anni fa. Caperdonich, distilleria silente dal 2002, era soprannominata “Glen Grant II”, dato che era la dirimpettaia di GG ed era stata costruita dalla medesima proprietà pochissimi anni prima che il Novecento aprisse le sue porte alla Storia. Si tratta di un barile ex-bourbon, messo in vetro alla gradazione di 58%.

Schermata 2017-06-26 alle 11.45.31N: pure a 58% si squaderna in maniera quasi placida, con ricche note di pandoro caldo ricoperto di zucchero a velo; dal barile ex-bourbon arrivano anche vaniglia, crema pasticciera… E poi un bel croccante di sesamo e miele: diciamo sesamo perché c’è un lato vegetale molto oleoso, un po’ sticky, che ci pare spingersi fino all’olio di sesamo. C’è anche un erbaceo più ‘acuto’, che potrebbe essere foglia di menta. Un po’ di mandorla (e olio di mandorla); e pare colpevole non citare la noce! Una leggera mineralità, a impreziosire un profilo molto particolare e vegetale.

P: che sorpresa! Il primissimo attacco è forse più sul dolce, sulla crema pasticciera e la vaniglia, ancora prepotentemente bourbonoso; e però stupisce con ancora maggiore presenza quel secondo lato riscontrato al naso, minerale e incredibilmente vegetale, che qui al palato si prende ancora più spazio: spicca la frutta secca oleosa, e l’olio di frutta secca – noce, mandorla, ancora sesamo. Sembra molto dolce, ma al contempo anche molto setoso ed erbaceo, in un ossimoro che non si pacifica mai pienamente.

F: lungo e persistente, coerente con la dicotomia olio e frutta secca / dolcezza cremosa: e però vincono comunque l’oleosità e l’erbaceo.

Molto particolare, con un lato erbaceo e vegetale veramente massiccio, di altissima qualità perché ottimamente integrato con il lato più morbido e dolce. Il profilo è davvero seducente, nel complesso: 90/100, molte grazie ad Angus per l’omaggio.

Sottofondo musicale consigliato: Ghali – Happy Days.

Caperdonich 35 yo (1977/2013, Cadenhead’s Small Batch, 50,2%)

Rieccoci tra le accoglienti pareti di casa Cadenhead’s: dopo le soddisfazioni infinite che ci ha dato il Tomatin della scorsa settimana, assaggiamo un altro trentacinquenne, questa volta creato in una distilleria che non c’è più… Caperdonich era la dirimpettaia di Glen Grant, e ha sempre vissuto di luce riflessa: fate conto che era conosciuta come ‘Glen Grant 2’; Pernod l’ha acquistata nel 2001 e l’ha chiusa dopo pochi mesi, regalando così ai collezionisti un nuovo feticcio da inseguire… Vediamolo alla prova del bicchiere: intanto, il color rame intenso, scuro, ci rivela immediatamente che si tratta di botti ex-sherry (la serie Small Batch prevede infatti vatting di più botti, anche se in quote minime – qui siamo a solo 340 bottiglie prodotte).

dzkkmhfvzr4xh6j77s62_480_2000-b38f6317N: aperto, alcol zero. Compatto e intenso. Siamo nel campo degli sherry monster grevi, che profumano di legno vecchio e umido e di cantina abbandonata (da chi? e perché? il mistero si infittisce). Questo dark side è completato da lucido per legno, caffè, tabacco, cioccolato amaro, liquirizia, e un accenno di erbe amare… Una suggestione: pineta mattutina. Sembra proprio imbottigliato al limite, coi tannini ancora in disparte ma pronti a invadere la Polonia. C’è poi un bel lato zuccherino molto strutturato: frutta rossa e nera (crostata di mirtilli, lamponi, more), una nitida nota di tamarindo. Ossigenandosi, esce anche una bella cremosità. Un che di fichi/datteri.

P: la sensazione di ‘imbottigliamento al limite’ si conferma, e anzi forse qui è stato fatto un piccolo passo oltre: inizia su note amare davvero persistenti (caffè cioccolato nocciola legno umido), si apre a una dominante più dolce molto coerente col naso (frutta rossa/nera, fichi e datteri in crescita); insiste anche la cola, ma tutta questa esplosione, questa intensa struttura dolce è subito affiancata da un legno robusto, amaro ancorché gradevolmente una punta di rabarbaro? Allappacchiante (ciao, siamo whiskyfacile e creiamo lingua italiana).

F: prosegue l’allappamento strisciante, tra legni infusi e frutta rossa davvero persistente.

Tra naso e palato, è emersa una nota amara/legnosa che, se piace, può far perdere la testa: noi restiamo fermi (si fa per dire) a 89/100, ma solo perché queste note ci seducono di più in profilo più ‘setosi’, più levigati dal tempo – e anche Serge scrive che tenendo lì la bottiglia probabilmente andrà ad arrotondarsi un po’… Avrete pazienza di preservare la boccia chiusa? Non so se ne noi ne avremmo la forza, nel dubbio versiamo un altro dram.

Sottofondo musicale consigliato: Iron and wineSingers and the endless song.

Caperdonich 38 yo (1972/2011, The Whisky Agency, 58,4%)

La Caperdonich, ora chiusa e smantellata, era la gemella della Glen Grant, tanto che inizialmente era appunto chiamata “Glen Grant #2”; la subalternità della distilleria rispetto alla più famosa vicina era testimoniata dalla presenza della celebre whisky pipe, di fatto un tubo che collegava le due distillerie per consentire un comodo trasporto dello spirito dall’una all’altra. Tutto ciò per la gioia degli indigeni, che godevano delle perdite del tubo stesso… Pare che il 1972 sia stato un anno magico per la Caperdonich, data la qualità della gran parte dei distillati di quel vintage: distillati sempre più rari, com’è ovvio, e sempre più costosi. Noi abbiamo messo le mani su un sample di una release dell’anno scorso dell’eccellente imbottigliatore tedesco Whisky Agency (serie The Perfect Dram), 38 anni passati in una botte refill-sherry. Colore, ramato chiaro.

N: un tripudio di frutta (sia molto matura che no! raro trovare una gamma così ampia: marmellata d’arancia; tantissima albicocca; ma anche fichi, datteri, scorza d’agrume, mandarino, frutta tropicale… c’è l’imbarazzo della scelta). Strudel. Note di legno (cera per legno, ma anche quel profumo intenso della legna tagliata e lasciata al sole, magari dopo un temporale… stiamo esagerando?); punte quasi balsamiche (anice? una zaffatina di eucalipto?). Note di frutti rossi (fragola, lampone). Sullo sfondo, anche se man mano acquistano intensità, sentori molto ‘montanari’, diciamo chiodi di garofano e rabarbaro, che vanno di pari passo con note molto intense di cera (proprio cera d’api, non candele). Cioccolato, pesche sciroppate, marron glacé. Un capolavoro. Continua a cambiare! Di volta in volta, a dominare sono la cera e le spezie, poi il legno, il cioccolato, la frutta… L’acqua (non necessaria pur a 58,4%) non fa che prolungare il gioco.

P: senz’acqua, non è privo di spigoli: dopo un primo attacco alcolico e speziato (forse proprio pepe, poi tanta cera d’api), man mano che si spande in bocca butta fuori una frutta matura intensissima (marmellata d’albicocca!, uvetta, frutta tropicale, fichi freschi); biscotti al limone. In un invecchiamento così ben riuscito, il malto offre il meglio di sé. Legno fantastico (con un bouquet di spezie incantevole); saremo già ubriachi, ma qua e là ci sentiamo note di tè al bergamotto (il vecchio earl grey, no?). Con acqua, esplode la frutta rossa e ancora quelle note speziate straordinarie. Miele, di quelli meno dolci.

F: lunghissimo; dominano frutta amara (diciamo marmellata d’arancia), ancora cera d’api, legno… Chicchi di caffè? Ancora tè al bergamotto?

Abbiamo comprato il sample perché volevamo a tutti costi assaggiare un Caperdonich, e oltretutto di un vintage così rinomato; non sappiamo dire se l’aspettativa molto alta ci abbia influenzato, ma questo whisky ci è parso davvero splendido: straordinaria complessità, egregio apporto della botte, che – pur sentendosi, col suo apporto speziato – non prende mai il sopravvento, anche dopo 38 anni. Se avete la fortuna di assaggiarlo, dedicategli del tempo: la dolcezza fruttata e gli ‘spigoli’ si integrano magnificamente e meritano di essere ascoltati, in ogni singola battuta del loro incessante dialogo. 93/100, stesso voto che gli danno Serge e Ruben. Costava 200 euro, l’anno scorso all’asta già andava a 500.

Sottofondo musicale consigliato: Janis JoplinSummertime, un capolavoro assoluto particolarmente appropriato per questo whisky.