Dailuaine 17 yo (1997/2014, The First Editions, 58,3%)

Ronaldo-Main-RWD-Fat-Ronaldo-OG-Brazil-Inter-World-Cup-Record2La pigrizia ci porta a non spostarci di molto da Glenfiddich… Ci basta percorrere pochi chilometri per essere davanti a Dailuaine, distilleria dello Speyside di proprietà Diageo; grazie alla solerzia di Fabio Ermoli, importatore della serie “First Editions” di Edition Spirits (imbottigliatore dietro cui si cela il buon marchio di Hunter Laing), assaggiamo un single cask, refill-sherry, di 17 anni, distillato nell’anno di grazia 1997 (per intenderci, l’anno in cui Ronaldo firma per l’Inter) e imbottigliato solo qualche mese fa, a fine 2014. Come sempre quando si ha a che fare con HL, si tratta di un whisky non filtrato a freddo e non colorato artificialmente.

103005-normalN: la gradazione alta chiude un po’ il profilo, ma senza che l’alcol resti prevalente, anzi: domina incontrastata la mela rossa, in ogni sua facies (succo di mela limpido, soprattutto); scorza di limone grattugiata (avete presente?, per le torte); anche qualcosa di cremoso (crema pasticciera su tutto). L’acqua spalanca una dolcezza da pasticceria, con questa mela sempre in primo piano; dolcetti alla frutta; pasta di mandorle.

P: molto, molto intenso; a grado pieno è bello aggressivo. Vagonate di mela, mela e poi anche un po’ di mela; poi cresce una bella matosità, che ci figuriamo come una brioche alla marmellata; una spruzzata di arancia. Che belle le note di legno di botte, mai eccessive… Con acqua, come al naso, crescono le note fruttate (anche pesche) e di crema di pasticcini. Molto convincente, ben strutturato.

F: non lunghissimo, ma molto intenso e pulitissimo; ancora mele mele mele e brioche.

Un single cask giustamente selezionato per l’imbottigliamento: gradevolmente fruttato e dolcino, rappresenta benissimo lo stile ‘tipico’ dei malti moderni dello Speyside. A voler trovare il pelo nell’ago nell’uovo del pagliaio, forse proprio la sua stessa tipicità lo trattiene dal diventare un fuoriclasse, come il Ronaldo di cui sopra: è forse più, che so, un Checco Moriero, capace di stupire ma soprattutto prezioso per la costanza di rendimento. Insomma, 86/100.

Sottofondo musicale consigliato: Fiend without a face – Calypso.

Dailuaine 37 yo (1976/2013, Silver Seal, 47%)

Arriviamo buoni ultimi, dopo Ibr e Whiskysucks, a dare le nostre impressioni su questo imponente imbottigliamento Silver Seal, invecchiato per ben 37 anni in una botte ex bourbon. Dailuaine è una distilleria di proprietà Diageo situata in pieno Speyside, di cui non si parla molto spesso, visto e considerato che non ha mai nemmeno avuto un core range e che larghissima parte della sua cospicua produzione (circa 3,4 mln di litri annui) finisce nei blended Johnny Walker.

dailuaine_20140108131019_im229133N: apertissimo e quasi stordente per il carico aromatico presente: si sentono anzitutto tutti i suoi anni, con una nota compatta e ‘schermante’, setosa, fatta di pastelli a cera, zucchero di canna, legna calda… Punte speziate, erbacee ed agrumate, tra il bergamotto, foglie di tè e tamarindo. Ma tutto ciò, intendiamoci, fa da sparring partner a una dolcezza fruttata d’intensità mostruosa: pesche e banane molto, molto mature; e ancora, toffee e burro, pastafrolla, che in qualche modo richiamano al malto. Croissant alla marmellata. Si potrebbe andare avanti ancora per molto con le suggestioni più golose…

P: in attacco pare molto trattenuto, con un corpo non carichissimo e la prevalenza assoluta delle note di cera e di tannini. Poi però in un attimo la situazione sfugge completamente di mano all’ignaro bevitore: esplode la frutta e, oltre al tripudio del naso, che qui concede la replica, escono qualcosa di vicino alla frutta rossa e tanto cocco. Tilt totale. C’è un gran malto tostato e a tratti pare di sentire del fumo di pipa. Frutta secca mista e carruba.

F: di intensità e complessità rare, tanto da replicare in toto le caratteristiche del palato, forse solo con un po’ di fumo di legno in più e con generose erbe aromatiche.

Francamente cosa volete di più dal vostro bicchiere? Questo Dailuaine è setoso, complesso, intenso, con un malto di personalità e ancora molto vivo a condurre le danze dopo quasi 40 anni trascorsi in compagnia di una botte comunque assai aromatizzante. Un equilibrio che ha del miracoloso: 93/100.

Sottofondo musicale consigliato: CocorosieGravediggress

Dailuaine 12 yo (2000/2012, Silver Seal ‘Young’, 56,2%)

Torniamo a Formigine per assaggiare un Dailuaine del 2000 imbottigliato da Silver Seal alla fine dello scorso anno: è un whisky che inaugura la nuova serie dell’imbottigliatore italiano, ovvero Silver Seal “Young”. Le etichette a ‘scudo’ riprendono quelle, storiche, del marchio Sestante (per intenderci, tipo questa qui); la serie sarà concentrata su whisky giovani e le varie bottiglie saranno disponibili ad un prezzo un poco più basso rispetto al solito. Questo Dailuaine, invecchiato in una botte ex-sherry, ha già ottenuto un riconoscimento vincendo il premio Whisky & Lode al festival di Roma (qui le parole di Andrea, che ha ideato il premio stesso). Il colore è ramato.

wd0124936-71_IM129213N: alcol pungente, ha bisogno di respirare. Dopo poco tira fuori una maltosità profonda, intensa (beh… note ‘calde’ di malto!); scommetteremmo su un refill sherry (magari verremo smentiti anche oggi, eheh), non c’è grande vinosità. Ci sono però leggere note di frutti rossi, un po’ indistinti, e a dominare la scena troviamo tracce di tabacco, di sigaro, di cuoio. Con un po’ d’aria (pardon, d’ossigenazione), si fa più cremoso (crema catalana, caramello; crema di marroni!). Erbaceo, con note di tè speziato; punte quasi balsamiche. Con acqua diventa un poco più ‘pulito’.

P: quasi secco, in bocca; tanto tanto malto (fette biscottate, note ‘briosciose’), davvero buono. Cristallino e potente; note di caramello e toffee (ma anche panna cotta) più intense, è dolce ma non stucchevole, dato che comunque restano in evidenza note erbacee che ‘sdrammatizzano’ (eh? comunque, foglie di tè). Si sente che è giovane, ma è proprio buono! Note amarognole verso il finale, e anche un po’ piccantine (tipo tabacco, per intenderci). Emerge ancora una bella nota di castagne e crema di marroni.

F: ancora malto intenso e note dolci e amare a intermittenza; panna cotta, ancora sentori erbacei, ancora crema di castagne. Pepatino; è una suggestione o pare quasi affumicato?

Il premio vinto a Roma è senz’altro il giusto riconoscimento per un single cask di facile beva, che – come dire – restituisce al malto il ruolo che gli spetta; la botte dà un apporto molto interessante, senza farsi mai invadente ma portando note erbacee e amarine che si integrano perfettamente in un profilo dolce davvero delizioso. E’ un whisky semplice, in fin dei conti, ma tutto è intenso, bilanciato e al posto giusto: se per qualcuno può avere un senso, sa proprio di whisky, e a noi il whisky piace. 87/100 è il nostro giudizio (update: dopo qualche tempo, l’ha bevuto il buon Serge, cui però non è piaciuto tanto… ha trovato note metalliche e ‘sulphury’ che noi non abbiamo riscontrato, in ogni caso). Costa circa 130 euro.

Sottofondo musicale consigliato: Robert WyattShipbuilding.

Dailuaine 1999 (2012, House of MacDuff, “The Golden Cask”, 59,3%)

Dopo una due giorni quasi epica, tra la presentazione di alcuni nuovi imbottigliamenti Silver Seal e la degustazione di whisky ‘distillery only’ organizzata dal Milano Whisky Festival (vi parleremo di entrambe le cose, nei prossimi giorni, non temete), riprendiamo a pubblicare alcune delle recensioni fatte subito dopo lo Spirit of Scotland, proponendo oggi un Dailuaine di 13 anni imbottigliato da House of MacDuff nella serie The Golden Cask. A Roma questo malto aveva riscosso molto successo tra i presenti, in particolare nel pubblico femminile… Il colore è giallo paglierino scarico. Non sappiamo se la botte fosse ex-bourbon oppure refill sherry, ma a giudicare dalle nostre note propenderemmo per la prima ipotesi.

l'etichetta della bottiglia, in una foto di qualità pessima...

N: senz’acqua risulta naturalmente un po’ alcolico, ma non per questo ostico. Infatti, ci si lascia catturare fin da subito da un interessate bouquet di odori, che col tempo va aprendosi molto: oltre a delle evidenti note di vaniglia, c’è tanta frutta: albicocca soprattutto, ananas. Abbastanza burroso, ricorda la torta paradiso (crema, vanillina, zucchero a velo…). Camomilla zuccherata. Note maltate.

P: in un primo momento abbiamo fiammate di frutta, frutta, frutta (pesca e albicocca, a spiccare, un po’ di mela). Anche tanta frutta secca ‘oleosa’ (noce e mandorla, anche nocciola?). Dopo un po’ la relativa gioventù del malto è tradita da una sensazione di amaro vegetale (fieno, erba), infuso d’erbe non zuccherato. Non c’è più il cremoso, sostituito appunto da una certa ‘erbosità’ che al naso non avevamo riscontrato.

F: va a terminare sull’amarognolo, erboso e vanigliato. Piuttosto lungo, molto godibile.

Questo Dailuaine non sarà un mostro di complessità, ma fa il suo dovere senza sbavature: il naso è tipico di certi giovani Speyside, e il profilo complessivamente fruttato viene solo leggermente temperato da un palato amarognolo. Molto godibile, la formula di “whisky da aperitivo” è forse abusata ma di certo cade a pennello su questo Dailuaine. Il nostro giudizio è di 84/100.

Sottofondo musicale consigliato: cosa c’è di meglio di un sano e frizzante swing italiano? Ecco a voi i nostri amici Jazz Lag, con la versione di Tulipan estratta dal loro disco appena registrato. Venite a vederli dal vivo: i musicisti sono mostri di tecnica e savoir faire, cantante e coriste sono brave, sì, ok, ma soprattutto molto piacenti… Non saprete restare delusi!