Dallas Dhu 34 yo (1980/2014, Gordon & Macphail, 43%)

Oltre al già leggendario Glen Grant 52 anni, il postino ci ha portato altri tre sample dalle cantine di Gordon & MacPhail: uno che fin da subito ci ha particolarmente attirato è stato questo Dallas Dhu di 34 anni, e ci ha attirato perché ancora risuona nella nostra memoria la voce di Andrea Giannone, una delle menti del Milano Whisky Festival, che ci magnificava le doti di una distilleria chiusa come altre più celebri ma, rispetto a quelle, decisamente sottovalutata. Pochi sono i Dallas Dhu in cui ci si imbatte, e per questo gioiamo davvero: un single cask ex-refill sherry (ma il colore è paglierino chiaro chiaro!) di 34 anni, messo in bottiglia a 43%.

ddug!m1980v1N: apertissimo e molto intenso, con alcol inesistente. Se già il colore risultava inatesso, al naso forse nessuno indovinerebbe la botte in sherry e tanto meno l’invecchiamento monstre: si presenta infatti ancora molto ‘fresco’, con poderose note di malto in distilleria (mashtun ma anche warehouse) e anche richiami molto erbacei, come foglie fresche e menta. A questa maltosità si legano anche suggestioni minerali e vagamente cerose. Poi però non si può tralasciare una gran quantità di frutta bella profumata. Pesche sciroppate, mele, albicocche e banane secche. Miele e cioccolato bianco, a rendere il tutto ancora più goloso. Infine aromi di legno impregnato.

P: ancora molto pieno e sull’attacco splendidamente minerale, ceroso e mentolato. Poi, mentre il malto non arretra di un millimetro, si fanno avanti anche note zuccherine di mela, zucchero bianco, pane dolce al latte. Si mantiene comunque su una dolcezza molto trattenuta e gradevole, costantemente venata di suggestioni erbacee e vagamente legnose e speziate (pepe bianco).

F: si richiude elegantemente su mele, malto, menta e foglie fresche. Molto minerale.

Saremo stringati. I pregi: un’intensità veramente straordinaria a questa gradazione e un naso davvero particolare e raffinato. I difetti: non ne ha per davvero, forse un limite è che al palato a ogni sorso si fa sempre più vegetale e mentolato, perdendo forse quell’equilibrio d’aromi della parte olfattiva. In totale, un gran bel whisky da 89/100 a un prezzo per portafogli all’ingrasso ma che, visto il mercato, pare quasi economico (300 euro).

Sottofondo musicale consigliato: Paolo Frescura – Non serve a niente

 

Dallas Dhu 25 yo ‘Millennium’ (1974/1999, OB, 43%)

Quando sentiamo ‘Dallas Dhu’, noi due whiskyfacili non sappiamo impedirci di pensare al massimo appassionato di Dallas Dhu italiano, se non forse mondiale, vale a dire Andrea Giannone, mastermind del Milano Whisky Festival assieme a Giuseppe Gervasio Dolci. Siccome in questi giorni abbiamo seguito su facebook le varie tappe del loro ultimo viaggio in Scozia, abbiamo provato a sentirci idealmente a loro vicini assaggiando l’unico sample di Dallas Dhu presente nel nostro armadietto. Si tratta di un malto del 1974, invecchiato per 25 anni nella botte #2599 e imbottigliato per l’agenzia governativa Historic Scotland nell’imminenza del nuovo millennio… Come dite, dove abbiamo trovato il sample? Beh, che domande, a un evento del Milano Whisky Festival…

21940N: profilo ‘strano’, apparentemente da pieno highlander; c’è infatti cera, molto visibile (ma questa è la sezione ‘naso’ oppure ‘occhi’?); poi ecco ampie zaffate minerali, con note d’olio d’oliva, e torbate, pur senza affumicatura. Un limone molto soft. Col tempo si arrotonda e si apre un profilo aromatico molto ex-bourbon, diciamo più atteso, con punte di pera acerba, di vaniglia, di marzapane. Riso soffiato; panna cotta!, ha un che di ‘latticino’, che con i sentori di malto regala suggestioni di latte e cereali…

P: attacco su una deliziosa, garbatissima nota di fumo di torba e legno bruciato. C’è in fondo coerenza col naso, con le eleganti note vanigliate e cremose riprese e sviluppate, non prima dell’accoppiata miele / cera, di note legnosette… Limonata zuccherata? Non succede moltissimo, ma quel che accade piace.

F: affumicatura ancora bella presente (non è intensa, è piena però: si capisce? no?), nocciolo di limone, limonata zuccherata; un vegetale molto ‘agricolo’, pecoreccio. Scusate, è estate.

Di per sé gli aromi che abbiamo riscontrato non sono delicati, anzi; il complesso, però, probabilmente anche grazie alla bassa gradazione, risulta – lui sì – piuttosto delicato. Si tratta di una delicatezza molto solida, austera, garbata: insomma, non ci si può certo aspettare un’esplosione di aromi e sapori, ma la qualità che emerge sotto al velo di una limitata complessità è da vero campione. Almeno, così l’abbiamo pensata noi… e quindi, 89/100 al primo Dallas Dhu di whiskyfacile.

Sottofondo musicale consigliato: Justin Timberlake feat. Jay ZSuit & Tie.