Dalwhinnie 15 yo (metà ’90, OB, 43%)

Di Dalwhinnie abbiamo parlato qualche giorno fa assaggiando l’ottimo 25 anni, special release del 2015. Oggi assaggiamo un’altra… release speciale, anche se meno pomposamente impacchettata: assaggiamo infatti il 15 anni ‘base’, solo che si tratta di una bottiglia di vent’anni fa, messa sul mercato a metà degli anni ’90. Di Dalwhinnie, saprete, non ci sono praticamente imbottigliamenti indipendenti (solo 19 su whiskybase!) dato che, come ad esempio Glenfarclas, non vende. Quasi tutto finisce nei blended (Black&White soprattutto), ma il 15 anni è rappresentativo delle Highlands nel range dei Classic malts dal 1988: dal 1991 ha un visitor center, e anche per questo è tra le più visitate di Scozia. Bando alle chiacchiere.

schermata-2017-01-31-alle-23-47-44N: che bell’impatto! Parte con delle evidenti note mielose e floreali: ma non pensate a una freschezza di fiorellini, pensate piuttosto a note di erica. Ha una ‘dolcezza’ di arancia (scorzetta, certo, ma anche arancia matura e calda e buona) e miele, con un ricordo di uvetta e una velata suggestione di liquirizia. Orzo molto cerealoso, maltoso: ricorda proprio i campi di grano! C’è una bella torba minerale, spigolosa (ha senso per voi parlare di un paradossale smog senza fumo?), con un’affumicatura appena accennata.

P: un bel corpo, bello grosso in bocca, come disse Sasha Grey. La torba, bella minerale è ancora più evidente qui, e anche il fumo tende a farsi più intenso, ancora più sporco, con note che, abbinate al cereale molto vivo, tendono quasi al farmy. Per il resto, nella parte più zuccherina si conferma invece di tutt’altra natura, decisamente più delicata: ha infatti lievi note di miele, ancora note di erica, di arancia, di cocco essiccato… Il connubio pare molto convincente. In un attimo poi la bocca va a ripulirsi, anche se il whisky non si dimostra corto, e anzi…

F: …sul finale è di media durata, tende a pulirsi (con note quasi balsamiche, di resina).

86/100. Buono e davvero molto, molto particolare. Si capisce perché rappresenti le Highlands nei Classic malts, ne squaderna tutte le anime più ‘sporche’, spigolose e torbosamente minerali, comprese quelle note al limite del farmy che ti restituiscono nel bicchiere tutto il fascino della campagna scozzese. Sì, quest’ultima era una sciocchezza ma insomma, ci siamo intesi: è proprio buono. Chissà se il 15 anni di adesso è altrettanto buono…

Sottofondo musicale consigliato: Mayhem – From the dark past.

Dalwhinnie 25 yo (1989/2015, OB, 48,8%)

Dalwhinnie è una distilleria tutto sommato poco quotata, nonostante rappresenti fin dall’inizio le Highlands nel range dei Classic Malts di Diageo e nonostante sia una delle più visitate per la posizione ‘strategica’ di passaggio tra Glasgow/Edinburgo e il nord della Scozia. Le ragioni di questa sottovalutazione sono per noi oscure, forse si legano al fatto che pochissimi sono gli imbottigliamenti indipendenti di Dalwhinnie e in fondo pochissimi sono anche gli ufficiali, dato che oltre al 15 anni base ci sono un paio di NAS e poco più. Ogni tanto però Diageo spara sul mercato delle edizioni ‘premium’ come questa Special release del 2015: un 25 anni invecchiato solo in botti ex-bourbon refill, quindi non a primo riempimento, a grado pieno e in tiratura limitata a meno di 6000 bottiglie. Diamoci dentro dunque!

dal_25N: che accoglienza! Il naso è da elegante highlander, con una nota minerale (tra la terra umida, la cera, la cera d’api, perfino una delicata sfumatura di erica) immediatamente seducente e di grande persistenza. Poi c’è una freschezza fruttata molto intensa, tra la torta di mele (si sente tutto: l’impasto, la frutta tagliata, il forno profumato dopo la cottura…) e la marmellata d’arancia; un mero ricordo di fragola, delicatissima. Vaniglia e miele, poi una frutta secca tra la mandorla e la nocciola; legno dolce, se ha un senso per qualcuno. Molto ben cesellato. Tabacco da pipa profumato.

P: alcol inesistente, questo whisky si lascia bere benissimo, senza opporre resistenza, e il profilo resta quello minerale e molto elegante intuito al naso. Di nuovo il primo impatto è di cera, di cera d’api, splendidamente minerale (miele, erica); un citrus mix (chissà perché questo inutile anglismo, proprio qui) ci ricorda una certa acidità, fresca e gradevole, non eccessiva. Ancora poi una dolcezza avvolgente e cremosa da torta di mele un po’ vanigliosa, forse ancora uvetta. Ottimo.

F: lunghissimo e persistente, anche se tutto giocato su note delicate di fiori, cera e un leggero fumo. Ah, e ‘sta torta di mele, non la citiamo?

Davvero molto convincente, con quelle note ‘sporche’, cerose e minerali tipiche delle Highlands abbinate ad un lato ‘dolce’ e fruttato molto maturo e screziato. Non avevamo dubbi sulla qualità di Dalwhinnie, e nei prossimi giorni pubblicheremo la recensione di un vecchio 15 anni altrettanto buono: intanto, per questo ci fermiamo a un pieno 90/100. Ah, a ben vedere, tenendo conto della serie in cui è uscito, costa relativamente poco (in commercio attorno ai 300€, se ne trovano ancora bottiglie in giro).

Sottofondo musicale consigliato: Mastodon – Show yourself.