Deanston ‘Virgin Oak’ (2016, OB, 46,3%)

Una delle ultime release di una distilleria decisamente poco celebrata ma cui noi siamo molto affezionati, memori di una sosta inattesa nel nostro primo viaggio scozzese. Si tratta di un NAS, senza età dichiarata, maturato in bourbon e finito per qualche mese in barili di quercia vergine. Eccolo qui.

N: abbastanza alcolico per essere a 46%; profilo semplice, certo di una bella gioventù, e incentrato senza troppi fronzoli sul “cereale bagnato”, che nel nostro lessico personale vuol dire che sa di porridge. Non reca tracce eccessive del suo invecchiamento finale in botti vergini, con una leggera vaniglia e note di legno fresco (note proprio di segatura). Per il resto, è un po’ speziatino con tanto zenzero candito e un tocco di cannella, e col tempo cresce anche una timida frutta gialla (chips di mele, diremmo); agrumi vari (buccia d’arancia).

P: nuovamente un alcol un po’ sopra le righe. Si amplifica il lato, per così dire, della gioventù (lieviti, tanto porridge ancora), ed anche quello del legno (frutta secca, nocciole, mandorle e legna fresca). La dolcezza è un po’ vaga (caramella, oppure: fanta), contrappuntata da un’acidità forse un po’ troppo sparagnina per i nostri gusti e soprattutto slegata dal profilo complessivo (yogurt). Ancora spezie strane (cannella e noce moscata).

F: frutta secca, porridge e noce moscata.

Ci dispiace penalizzare Deanston, perché è una distilleria cui siamo immotivatamente affezionati, come abbiamo già dichiarato in avvio: e però questo whisky è francamente modesto, semplice e dolciastro – divertente da un certo punto di vista, dato che è a suo modo inusuale, ma non ne berremmo un secondo bicchiere. Poi oh, è una questione di gusti, ma noi ci fermiamo a 76/100.

Sottofondo musicale consigliato: SOHN – Hard Liquor.

Annunci

Deanston 12 yo (2012, OB, 46,3%)

Schermata 2013-12-06 alle 20.34.27Quell’anno, dopo l’ultima notte scozzese passata a Sterling, muovevamo verso Glasgow belli paciarotti, felici di fare un’ultima sosta alla nostra amata Glengoyne prima di prendere l’aereo che ci avrebbe riportati in Italia… Quand’ecco, appena finita la colazione, davanti a noi appariva un’inattesa illuminazione: “Deanston Distillery, 10 minutes”. E che è, vuoi non fare un saltino, non foss’altro per un welcome dram rapido rapido prima di ripartire verso Glengoyne? A giudicare dalla foto qui a fianco, dobbiamo averne bevuti più d’uno, di welcome dram… In ogni caso, ogni torniamo sul luogo del delitto e assaggiamo la versione base del core range di Deanston (che peraltro è distilleria oggettivamente bruttina da fuori, ma da dentro è bellissima, tant’è che ci hanno girato alcune scene di Angel’s Share – se volete cenni sulla sua storia, e non solo autobiografia etilica, guardate qui), ovvero il 12 anni.

deanston-12-photo2N: ci ricordavamo un malto gentile, dolcino e fruttato, e invece ci sono anche un paio di sorprese… Ma andiamo con ordine: innanzitutto, c’è del miele, c’è della frutta secca, c’è un po’ di frutta candita, ma tutto molto gentile, appunto. Però poi non sono affatto irrilevanti (e anzi, connotano al massimo questo naso) profonde note minerali, quasi ‘sporche’, e soprattutto un malto assai scoperto. – sa proprio di porridge, di lievito, di mash tun. In definitiva, sembra dimostrare meno anni di quelli che ha – ma forse questa sfrontatezza maltosa un po’ screziata è la cifra stessa del distillare a Deanston. Agrumi vari (arancia? limone?), e una nota curiosa di tabacco da sigaro. Albicocca?

P: non smette di stupire: non ci aspettavamo questa solida intensità di sapori, e in più di rado un naso trattenuto, non eccessivamente dolce e fruttato, cambia strada al palato. Qui invece accade: dolci caramelle al miele, albicocche disidratate riempiono il palato con decisa armonia. Poi, c’è ancora una frutta secca gentile (mandorla), fiori di camomilla zuccherati (?); infine, ma in sottofondo dall’inizio, una frizzante maltosa mineralità. Un lieve pepe. Caramella mou (toffee).

F: lungo e di personalità, tra miele, albicocche disidratate, cioccolato.

Un naso particolare ma non entusiasmante, a tratti perfino disturbante, certo non da daily-dram; poi però si riscatta alla grande con un palato intenso e altrettanto (ma diversamente) particolare e con un finale ottimo. Come entry-level, lo troviamo eccellente: un whisky più da bere che da annusare? Forse sì, nel dubbio lo premiamo con un convinto 84/100.

Sottofondo musicale consigliato: James BlakeRetrograde.