Glentauchers 17 yo (1996/2015, Valinch & Mallet, 52,2%)

Di proprietà di Pernod, Glentauchers riposa placidamente nel cuore dello Speyside. Il whisky lì prodotto è tradizionalmente utilizzato per il blending: è infatti parte strutturante di Ballantine’s, un tempo lo era del Teachers… Insomma, l’ennesima distilleria misconosciuta, una zona d’ombra nella quale cercare gioielli nascosti, dimenticati: e sappiamo bene che al giorno d’oggi la scommessa è proprio infilarsi nelle maglie dell’industria del whisky, trarne gemme impolverate e riportarle all’attenzione dell’esigente appassionato.

Schermata 2016-02-24 alle 12.37.47N: il primo impatto rivela note di solvente e, soprattutto, di un’imponente mandorla, di orzata… Si sentono belle sensazioni di legna calda al sole, ed anche di vaniglia e burro. Frutta gialla, mela e il nostro amato pasticcino alla frutta (crema pasticciera e pasta frolla). È un profilo molto regolare, da perfetto speysider coi panni risciacquati nel bourbon, ma comunque di pregevole ed innegabile eleganza.

P: un po’ alcolico all’imbocco; mantiene ciò che il naso prometteva, ma con un’intensità davvero deflagrante, con lingue di sapore massicce e insistenti. La dolcezza è tutta sulla pasta di mandorle, sulla vaniglia, anche sul miele… Frutta gialla astratta e intensa. Ma soprattutto è il biscotto al burro che domina lo show. Si agitano qui e là fini nervature lievemente erbacee e cerealose. Con acqua l’intensità diventa più accessibile e il complesso pare più dolce, più zuccherino; ma anche più maltoso, sembrando più bilanciato.

F: pasta di mandorle, vaniglia e biscotti al burro, infiniti.

Buono, sostanzialmente privo di difetti, rotondo e ben cesellato, con una notevole intensità al palato, è in fondo un whisky didattico: regala quello che ci si aspetta da uno Speysider in bourbon di quest’età, nulla di meno e nulla di più. Ma in fondo, se vogliamo, questo è anche il suo limite, dato che – al nostro discutibile giudizio – gli manca quel quid per emergere, per distinguersi sulla massa informe, per diventare un cavallo vincente: gli manca quella nota inattesa che ancora ci sa riportare ai primi stupori di fronte alla maestosa complessità del whisky. E Valinch & Mallet ci ha abituato troppo bene, non ci accontentiamo di malti scolastici: a proposito di scuola, se non potremmo certo mandare questo whisky dietro alla lavagna, sul registro non ci sentiamo di andare sopra gli 84/100.

Sottofondo musicale consigliato: Elisa – No hero.