The Glover 18yo (2018, Adelphi, 49,2%)

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un altro Glover, che non c’entra niente con questo whisky

Inauguriamo l’anno, dopo giorni e giorni di postumi da Calendario Avventato, con un imbottigliamento speciale, dotato anche di un suo valore politico, se vogliamo. Assaggiamo “The Glover”, un blended malt di 18 anni di Adelphi, imbottigliatore che ci ha abituato a grandi cose in passato… Dedicata al baffuto Thomas Blake Glover, soprannominato “il Samurai Scozzese”, pioniere del multiculturalismo alcolico e degli scambi anglo-giapponesi, questa serie prevede miscele tra whisky di malto scozzesi e asiatici (niente di nuovo, vero?, ma almeno qui hanno la decenza di scriverlo in etichetta). In questo caso, le aspettative sono particolarmente alte perché si tratta di un blend di Longmorn, Glen Garioch e… Hanyu!, storico produttore giapponese ormai chiuso, dalle cui ceneri è nata la magnifica Chichibu – ma questa è un’altra storia. Beviamo affiancati dai prodi Corrado e Angelo.

adelphi-the-glover-18yoN: la gradazione non passa inavvertita, con l’alcol che qui e là tira degli schiaffetti. Molto aperto e aromatico, con un lato morbido, diciamo “dolce”, con brioche, frutta secca (nocciola, anacardi?), anche un senso di panettone; poi tanta mela rossa, uvetta… C’è poi un lato speziato, tra il sandalo e un che di legno vecchio e crema di marroni. Pout pourri. Dopo un po’ con acqua diventa più grasso…

P: molto piacevole, anche qui l’alcol tende un poco a emergere di primo acchito. Saporito, con un corpo non esplosivo. C’è un che di profumoso, di scoordinato (non inteso negativamente), con un che di legno di sandalo. Poi si sente la quota che diremmo di sherry, tra frutta secca, una timida ciliegia, ancora mela, panettone… Un che di granatina, non dolce però (Angelo assicura che esiste e noi ci crediamo). Con acqua, anche il palato diventa più armonico, molto più fruttato, a ingrossare il profilo di cui sopra.

F: non intensissimo ma lungo, soprattutto su uvetta, buccia di mela rossa e frutta secca.

schermata 2019-01-04 alle 11.49.32Siccome il buon baffuto Glover ha contribuito alla fondazione di Mitsubishi, non possiamo non commentare così: Mitsubishi, mi stupisci! Magari, a voler proprio trovare un limite, non te lo tracanni ‘come se niente fosse’: è molto complesso ed è un vero e proprio malto da degustazione. Consigliamo acqua, ne abbiamo aggiunta non poca e questo ha regalato un’evoluzione strepitosa, nei risultati e nel percorso: il nostro suggerimento, se riuscite a mettere le mani su una di queste bottiglie, è di prendervi del tempo, di godervelo piano piano, perché merita di essere trattato con riguardo. Solo così potrà dispiegare tutta la sua magia: 89/100. Grazie al nostro micino pelosino Samuel per il campione!

Sottofondo musicale consigliato: Television – Mars.

Whisky Revolution “calendario avventato” – Day 21

Il “calendario avventato” oggi ci fa bere Tyrconnell 10 yo ‘Madeira Finish’. Tenete conto che l’abbiamo assaggiato blind, alla cieca, e la sua identità ci è stata rivelata solo stamattina. Il rischio di farsi male è dietro l’angolo: vediamo.

img_0911Difficile da interpretare, con una nota pesante da officina meccanica, cuoio e cuoio. Sotto questa coltre si agitano però demoni a forma di agrume e di una bella frutta (pesca noce, succo d’arancia). Viene il dubbio che sia un finish. Ogni tanto nella vita succede di farsi domande del genere. Al palato la dolcezza si prende tutto, con sentori di rum, frutta fermentata tropicale, agrumi. C’è una sensazione floreale.

Il tutto offre una sensazione abbastanza ‘artificiale’, per così dire, ma interessante – e tutto sommato gradevole. Non avevamo ipotizzato un irlandese (chi se ne aspettava quattro?!?), ma il finish l’avevamo beccato, quindi bravi Giacomo e Jacopo! Naso e palato non sono molto coerenti tra loro, ma neppure noi, e dunque andiamo di 84/100.

Whisky Revolution “calendario avventato” – Day 19

Il “Calendario Avventato” oggi ci fa bere Hammerhead 23 yo (vintage 1989), un single malt della Repubblica Ceca, anche se tecnicamente questo dev’essere stato distillato ancora in Cecoslovacchia… Tenete conto che l’abbiamo assaggiato blind, alla cieca, e la sua identità ci è stata rivelata solo stamattina. Il rischio di farsi male è dietro l’angolo: vediamo.

Whisky #19

Che gran concerto di frutta, tutto teso verso mele e pere cotte, albicocca, tart tatin, frutta tropicale essiccata natalizia, carambola. Troviamo anche una ricchezza burrosa e un po’ di agrumi. Al palato ci sembra basso di gradazione, ai limiti dell’esile. Si ripropone la frutta, con arancia, albicocca secca, fichi secchi. Si fa più pesante rispetto al naso e in un secondo momento arrivano pure frutta secca, miele e toffee.

Gradevole, cangiante e molto natalizio, diremmo, così su due piedi, un tranquillo Speysider abbastanza complesso (abbiamo scritto originariamente: in realtà, sappiamo che non è così) – anche se il palato patisce un po’ il probabile basso grado (che in effetti è di 40,7%). Da meditazione, certo: ma attenzione a non sprofondare nel divano dopo l’abbuffata natalizia. 85/100.

Whisky Revolution “calendario avventato” – Day 17

Il “Calendario Avventato” oggi ci fa bere un Ole Smoky Moonshine. Tenete conto che l’abbiamo assaggiato blind, alla cieca, e la sua identità ci è stata rivelata solo stamattina, il rischio di cadute colossali è dietro l’angolo, ma vediamo.

Whisky #17

vevamo capito che c’era qualcosa di strano… Qualsiasi cosa sia, la domanda è: perché? È olfattivamente abbastanza piatto con sentori che spaziano dall’acqua della giardiniera alla buccia di patata, dall’amido a un candito informe. Al palato patata cruda con granelli di zucchero bianco gettati lì. Molto alcolico e asciutto.

La nostra idea era orientata verso un Poitin (e avevamo pronte sapide battute sessiste sul distillare patate), e non verso un Moonshine di mais, ma tant’è: in ogni caso non è qualcosa che berremmo mai, davvero, se non per una scommessa persa. 40/100.

Whisky Revolution “calendario avventato” – Day 15

Il “Calendario Avventato” al giorno 15 ci regala Hudson Manhattan Rye, una chicca

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il calendario avventato entra nel vivo!

prodotta dalla Tuthilltown Spirits, distilleria dello stato di New York fondata nel 2001. Tenete conto che l’abbiamo assaggiato blind, alla cieca, e la sua identità ci è stata rivelata solo stamattina, pochi istanti prima di pubblicare questo post. Abbiate pietà di noi.

Whisky #15

48045808_1997398670558208_1679498260466630656_nDiremmo che non si tratta di scotch single malt, ha più un profilo da whiskey sull’altra sponda dell’Atlantico. Zenzero fresco, matita temperata, solvente tipo varnish, banana matura. Una sensazione di granaglie dolci. Grain? Bourbon? Rye? Un drammatico scherzo dei ragazzi terribili del Blend? Beh comunque è gradevole. In bocca stupisce la mancanza di cremosità, mentre dominano ancora sentori legnosi, di spezie e di solvente: bitter all’arancia. La dolcezza ricorda il mais, che si alterna di continuo a un lato più amaricante di legno tostato e buccia di mandorla. Particolare, spiazzante, da provare, oppure da miscelare per non pensarci più. Il voto, sempre ipotizzando si tratti di un whiskey, è più che lusinghiero e si attesta su un 85/100. La bottiglia è costosetta: siamo sui 40 euro per 35 cl.

Whisky Revolution “calendario avventato” – Day 10

Il “Calendario Avventato” al giorno n.10 ci regala un pezzo di storia dello Scotch, IMG_20181210_102103 Bushmills Black Bush, Nas della distilleria irlandese invecchiato in botti ex-bourbon ed ex-sherry Oloroso . Tenete conto che l’abbiamo assaggiato blind, alla cieca, e la sua identità ci è stata rivelata solo stamattina, pochi istanti prima di pubblicare questo post. Durante tutta la degustazione ci aveva assillato il dubbio che potesse trattarsi di un irish whiskey, ma alla fine siamo rimasti sul vago, limitandoci a registrare quella tipica nota floreale che tornava con insistenza.

Whisky #10

47471622_1991444751153600_6974127471012610048_nEsibisce fin da subito nitide note ingenue di pera e mela gialla profumata, tipo la mela raschiata col cucchiaino. Assieme troviamo una nota di acetone aromatizzato alla mandorla e ad avvolgere il tutto sentori di fiori freschi e miele qua e là. Una suggestione di zucchero liquido e confetto. Al palato l’ingresso è francamente un po’ troppo in punta di piedi, quasi acquoso, e si ripropone una morbidezza facilona a base di sciroppo di zucchero. Il confetto alla mandorla, da suggestione che era, diventa solida realtà. Conserva anche una qualche gradevolezza floreale, con leggere note di miele, ma si perde completamente ogni dimensione fruttata, che al naso invece offrirà qualche soddisfazione. Tra l’altro il muro gustativo si sgretola davvero troppo in fretta, il finale è breve, su pera e millefiori, e non privo di una virata sull’amaro che, davvero, lascia l’amaro in bocca.

Amiamo i whisky semplici che non hanno paura di denunciare la loro età, amiamo i peccati di gioventù e i fiori freschi che durano una notte. Ma anche la giovinezza è un abito che si deve saper portare. Qui davvero la timidezza vince e non convince: 77/100. Tra l’altro alla cieca non abbiamo praticamente mai sentito l’influsso delle botti ex-Oloroso, ma sicuramente è un problema nostro. Va detto, infine, che a circa 25 euro rimane un whiskey con un bel rapporto qualità/prezzo.

Whisky Revolution “calendario avventato” – Day 8

Il “Calendario Avventato” al giorno n.8 ci regala Puni Sole, whisky italiano che maturaIMG-20181203-WA0008 due anni in botti ex bourbon e altri due in ex Pedro Ximenez. Tenete conto che l’abbiamo assaggiato blind, alla cieca, e la sua identità ci è stata rivelata solo stamattina, pochi istanti prima di pubblicare questo post. Abbiate pietà di noi.

Whisky #8

47395305_1991443727820369_8674536119062233088_nIl naso è molto timido ed erbaceo, sostanziabile solo con del cereale macerato, un malto giovane, acidino. Solo dopo un po’ vengono fuori zaffatine di vaniglia, molto trattenute e molto ‘ideali’. Il palato torna sulle stesse zone: si conferma la nudità stilistica, ma compaiono note di panna rappresa, ancora di cereale, di lievito, con dei leggeri sentori di mela e di vaniglia. Perfino dell’anice. Il finale non è lunghissimo, anche qui diviso tra erbaceo, mela e panna/latte.

L’abbiamo trovato molto esile, molto candito, molto evanescente, covando addirittura il dubbio che fosse un distillato diverso dal whisky. Al contrario ci era piaciuto un po’ di più nella degustazione standard, dove in effetti l’avevamo descritto come più ricco, fruttato e in definitiva influenzato dalle botti di Pedro Ximenez. Possiamo ipotizzare che in una degustazione blind le note giovani di cereale tendano a risaltare maggiormente, perché chi beve le va a cercare e le “sopravvaluta” per stabilire la (giovane) età di un whisky. Alla cieca gli diamo l’insufficienza, ma a questo punto siamo curiosi di fare un terzo assaggio per un giudizio definitivo: 76/100.

Whisky Revolution “calendario avventato” – Day 4

Il “Calendario Avventato” al giorno n.4 ci regala l’irish whiskey Connemara Peated, imbottigliamento ufficiale a 40% distillato a Cooley, e questa è la nostraIMG-20181203-WA0010 recensione… Tenete conto che l’abbiamo assaggiato blind, alla cieca, e la sua identità ci è stata rivelata solo stamattina, pochi istanti prima di pubblicare questo post.

Whisky #4

47190330_1989759864655422_805425110960832512_nLa prima suggestione che ci investe è la marinità: salmastro, iodato e costiero (mare e olive verdi), esibisce fiero una torba ben chiara ma non totalizzante, anzi. Affianco abbiamo note agrumate e di un cereale caldo e zuccherino. Molto minerale. Al palato è non trascurabile il nostro stupore: ci aspettavamo torba decisa e spigoli acuminati, e invece ci accoglie un malto rotondo, semplice e morbido, con poco mare e fumo di torba presente ma delicato e una freschezza dolcina e floreale, con erba fresca, inattesa. La dolcezza è lievemente vanigliata e panosa, da pane al latte. Il finale non lungo, con un leggero ritorno del fumo, si ferma allo zucchero bianco.

Se dovessimo scommettere, diremmo Connemara, il torbato irlandese che usa eccezionalmente malto d’orzo torbato. Dopo l’apertura della casellina del calendario avventato, i nostri presagi sono confermati: è proprio Connemara Peated! Se non l’avete mai assaggiato, siete dei pazzi perchè è una chicca e costa sui 40 euro. A onor del vero lo avevamo già recensito qui, e ci era piaciuto di meno. Ma oggi con l’assaggio alla cieca secondo noi il voto giusto è 83/100.

Whisky Revolution “calendario avventato” – Day 3

Il “Calendario Avventato” al giorno n.3 ci regala Puni Nova, una creazione della IMG-20181203-WA0003distilleria altoatesina invecchiata 3 in anni in botti di quercia europea e americana. L’avevamo già recensito qui e siamo contenti di constatare una certa coerenza con le note alla cieca. La sua identità ci è stata rivelata solo stamattina, pochi istanti prima di pubblicare questo post. Abbiate pietà di noi.

Whisky #3

47180740_1989758501322225_2804480160999407616_nUn naso aperto e aromatico, con pera candita, giovane, purea di mele, note tra lo zucchero bianco e una certa cremosità. Molto zuccherino, con anche un leggero sentore  balsamico di pino mugo. Poi c’è un agrume astratto (cedro, limone) e a tratti troviamo un piccolo schermo minerale. Al palato appare un po’ watery in ingresso, e poi è tutto di cereale, di pera, con zucchero bianco. Ha però ancora una venatura minerale, con erba fresca e un senso che non sapremmo definire se non con “pioggia”. Aghi di pino, con una dimensione balsamico/mentolata un po’ buttata lì. Il finale è molto pulito, leggermente mentolato, tutto incentrato sull’orzo.

Un whisky molto semplice, con un corpo poco avvolgente, privo di una qualsiasi esplosività: non ha però difetti veri e propri, a parte quella nota mentolata rinfrescante ma un po’ slegata, e non possiamo sparacchiare meno di 81/100. Da un 3 anni non si può pretendere molto di più, signori.

Whisky Revolution “calendario avventato” – Day 2

Il “Calendario Avventato” al giorno n.2 ci regala Bushmills 16 yo, un single malt irlandese invecchiato in una combinazione di botti ex sherry ed ex bourbon, e poi ulteriormente invecchiato per diversi mesi in botti ex Porto. Questa è la nostra IMG-20181202-WA0004recensione, tenete conto che l’abbiamo assaggiato blind, alla cieca, e la sua identità ci è stata rivelata solo stamattina, pochi istanti prima di pubblicare questo post. Abbiate pietà di noi.

Whisky #2

47422974_1989757221322353_5778430346995433472_nIl naso è davvero pieno, molto piacevole, e appare abbastanza complesso: rotondo e cesellato, ha una nota un po’ oleosa (olio d’oliva, proprio), a tratti è floreale, sul crinale della violetta; e ha pure un lato balsamico/mentolato fresco. Su queste suggestioni si innesta poi in realtà una ‘dolcezza’ molto netta, fruttata (al limite del tropicale) e caramellata, che ci lascia presagire una scelta di botti piuttosto marcate. Al palato l’intensità spinge sull’acceleratore nonostante un grado verosimilmente basso, con una concentrazione di sapori ancora tropicali e floreali: violette zuccherate, succo misto tropicale (papaya/mango). Il finale si richiude su erba fresca e ancora frutta mista.

Rischiando la pubblica gogna, diciamo che assaggiato blind avremmo scommesso su un Irish, molto cesellato e in un certo senso costruito, forse perfino ‘commerciale’ – ma che non cede un passo per quel che riguarda freschezza, facilità di bevuta, esuberanza di fiori e frutta. Imbottigliato a 40 gradi, ha comunque una bella presenza ed intensità. Qualcuno offre di più?, noi siamo ottimisti e diciamo 87/100.