Strathisla 1965 (2013, Gordon & MacPhail, 43%)

Qualche tempo fa abbiamo avuto il piacere (il privilegio) di assaggiare un Glen Grant di 52 anni imbottigliato da Gordon & MacPhail: oltre a quel whisketto, il pacco comprendeva anche un Dallas Dhu, un Glen Mhor e uno Strathisla di 48 anni… Roba da niente, eh? Abbiamo atteso fin troppo, ora è il momento di tirargli il collo e di metterlo alla prova della degustazione: sarà meglio lui o il più vecchio Glen Grant? Si tratta anche in questo caso di una botte ex-sherry first fill, riempita nell’anno in cui l’Inter vinceva la sua seconda Coppa dei Campioni di fila, tenuta a invecchiare nei vaults di G&M per quasi mezzo secolo e inspiegabilmente finita in casa nostra, se pure in quota minima.

strathisla-1965-2013-gordon-and-macphail-whisky-webN: molto aperto e accogliente, satura le narici con botte aromatiche davvero maestose. Come prevedibile già dal colore, lo sherry domina la scena, restando sia fruttato e succoso, con importanti note di frutta rossa (fragole, ciliegie, perfino ribes, anche in composta), sia profondo, con suggestioni evidenti di tannini, di tabacco da pipa (aromatizzato, con mele), pesche sciroppate, prugne secche, uvetta, miele scuro, fichi secchi, un senso di malto tostato… Oli essenziali d’arancia, ed un velo appena accennato di cola. Ma se fosse solo questo, sarebbe solo complesso: e invece è complessissimo, con una lieve ma costante nota mentolata (anzi: proprio di dopobarba); poi cioccolato, liquirizia, un po’ di spezie.

P: rispetto al naso, la componente di tannini si prende più spazio, con un attacco mentolato e forti sentori vegetali, erbacei, di infuso lasciato lì; di tabacco, di cioccolato, di fonda di caffè. D’altro canto, dopo 48 anni in botte… Il lato fruttato arriva, con un carico di frutta rossa non dolce (ci vengono in mente le bucce…), con una nota sottile, quasi di tropicale ipermaturo. Zuppa inglese. Anche qui una nota tostata, quasi di bruciato, accompagna verso il finale.

F: ancora fumo e bruciato; liquirizia amara, e un ritorno di frutta rossa e ciliegia intensa. Ancora un retropensiero vagamente dopobarboso.

Il naso è fantastico, stupendo, clamoroso, ben sopra i 90 punti: ha una complessità davvero convincente e, soprattutto, ci si pone davanti proteiforme, in continua e indefessa evoluzione. Il palato retrocede su un lato legnoso un po’ eccessivo, d’altro canto da mettere in conto dopo tutti quegli anni di interazione botte-distillato, e genera con un tripudio tanninico combinazioni di sapori veramente personali; il finale invece torna a esplodere con un perfetto equilibrio tra le due anime e una grande intensità. Spegneremo l’incandescenza del cuore per tenere salda la concentrazione e provando sommo rispetto per un whisky di questa caratura diremo 88/100.

Sottofondo musicale consigliato: HooverphonicSingle Malt

Strathisla 23 yo ‘Bourbon wood’ (1989/2013, Cadenhead’s, 48,5%)

Lo sfidante dello Strathisla ufficiale era questo single cask di Cadenhead’s, malto imbottigliato l’anno scorso dopo 23 anni passati in una botte ex-bourbon. Poche ciance, assaggiamolo e vediamo se l’età più matura servirà a farlo trionfare sul rivale. Il colore è paglierino.

cadenheads_strathisla_23yoN: con il 12 ufficiale rivela in comune quelle note di scorza d’agrume, qui più intense, acri, aggressive (arance, qui quasi ‘andate’; ma anche lana bagnata, è un profilo almeno all’inizio piuttosto ‘umido’, minerale). Una delicata dolcezza convive con un velo ovattante che pian piano si dirime lievemente, e lascia spazio, oltre a cenni di caramello, a una variazione sul tema dell’agrume: aranciata, lime, marmellata d’arancia. Anche sobriamente mieloso, certo non dolciastro (castagno?).

P: tutto si può dire tranne che sia incoerente. L’agrume, aspro, aggressivo, umido, un po’ al limite, è lì lì per sfociare in sapori pienamente organici. Qualcuno potrebbe perfino trovare note di carne, o di brodo… E invece proprio nell’acme riemergono delicate e saporite note minerali che trattengono il tutto nell’alveo dell’austerità. Una dolcezza di sottofondo, tra canditi, biscotti di malto, panettone secco.

F: idem come sopra, quindi agrume agrume agrume, una puntina biscottosa, solo più burroso.

Se cercate complessità, beh, non la troverete qui: di certo è un whisky molto particolare, e nel confronto con il 12 di distilleria è stato interessante riscontrare la vicinanza delle note agrumate molto intense, se pure variate. Detto ciò, anche a detta dei presenti alla degustazione il giovincello ha schiaffeggiato irriverente il cugino più anziano, che si ferma a 81/100.

Sottofondo musicale consigliato: il cugino più anziano, comunque, ha le palle. Rings of SaturnSeized and devoured.

Strathisla 12 yo (2013, OB, 43%)

Qualche giorno fa da Alcoliche Alchimie abbiamo avuto il piacere di affiancare Andrea Gasparri, brand ambassador di Pernod Ricard in Italia, in una degustazione dai contenuti insoliti: lui schierava alcuni cavalli di razza del portafoglio Pernod (Longmorn 16, Aberlour IMG_20140411_212520a’bunadh batch 47 e appunto lo Strathisla 12 yo che recensiamo oggi), noi ribattevamo colpo su colpo con tre imbottigliamenti di Cadenhead’s delle medesime distillerie. Alla fine non c’è stato un vincitore assoluto, ma possiamo dire che, come previsto, l’a’bunadh è piaciuto proprio a tutti. Intanto, ecco le nostre note di degustazione per questo malto proveniente da Keith, da una delle distillerie più belle di Scozia.

Strathisla-12-2013-LARGEN: come prima impressione ci pare una spanna sopra i cosiddetti ‘everyday dram’, più che altro per una questione di intensità e compattezza degli odori. Ad ogni modo è molto fresco, quasi floreale, e molto mieloso. Pera matura e caramella mou. Rosso d’uovo. Arrivano generose zaffate di malto, anche tendente al giovane, ma risulta comunque abbastanza cremoso e avvolgente. Anicetta e canditi, con un poco di uvetta. A completare, una lieve nota di legno, frutta secca e scorza d’arancia. Non così semplice, dai!

P: confermiamo quanto detto sulla “spanna sopra”, ha infatti un corpo abbastanza pieno. Cremoso (tanto toffee) e maltosissimo. Irrompe la frutta secca (nocciola) che controbilancia le note dolci di vaniglia, miele e pere. Sembra quasi meno giovane rispetto al naso. Inoltre l’alcol sparisce del tutto e invita quindi alla bevuta con spensieratezza.

F: malto a palate e ancora crema. Poi, mentre va spegnendosi, torna vegetale ed erboso con note finali di malto cerealoso.

Nel 2013 la distilleria ha lanciato una nuova versione di questo imbottigliamento, abbassando la gradazione da 43 a 40%, e abbandonando le forme squadrate della storica bottiglia verde per una silhouette arrotondata. A detta di Andrea, pare che Pernod volesse rendere più accattivante il prodotto per i nuovi mercati asiatici; noi, polverosi uomini del Vecchio Continente, preferivamo la geometria vintage dello Strathisla che fu. A parte il dettaglio estetico, il contenuto ci ha lasciato veramente soddisfatti per quanto riguarda la categoria ‘speysiders’ giovincelli: questo 12 anni è caratterizzato da aromi profumati e godibili e da una consistenza in bocca che non risulta mai annacquata. Saremmo veramente molto curiosi di assaggiare un’espressione ufficiale con qualche annetto in più, perché le potenzialità certo non mancano: 84/100.

Sottofondo musicale consigliato: Cocorosie Tears for animals