Teaninich 20 yo (1993/2014, Whiskyclub.it, 58,1%)

Vi aspettavate la recensione del Port Ellen, vero? E invece no, per quella dovrete aspettare una settimana… Oggi assaggiamo invece un altro imbottigliamento del neonato Whiskyclub.it: si tratta di un Teaninich in botte sherry, a grado pieno, invecchiato per vent’anni, tra 1993 e 2014. La botte è stata acquistata da Hunter Laing (compagnia di uno dei due figli di Douglas Laing, Stewart), che oltre a proseguire la sua mansione di imbottigliatore indipendente spaccia botti a selezionatori. Questa bottiglia sarà aperta in abbinamento ad alcuni formaggi domani sera, al primo evento ufficiale del club… Noi ci saremo, voi?

Schermata 2014-04-09 alle 12.16.41N: innanzitutto, la tipologia: è un whisky complesso, su cui meditare a lungo. Per prima cosa, diamo conto di una spiccata mineralità, terrosa, forse ci par di sentire una lieve torbatura. Intense le note agrumate: scorza d’arancia, forse anche arance quasi andate… Tutto questo rimanda anche all’emersione di note quasi farmy. C’è poi anche tanta ‘dolcezza’, divisa tra la cola, la confettura di fragole, la tarte tatin. Un pit di legno, e la goduria è servita. Il lato farmy, contadino, e quello legnoso, di dolcezza tostata, caramellata, sono in crescita costante. Arachidi caramellate? Con acqua, l’esperienza si impenna: si arrotonda, aprendo a frutta secca intensa, tabacco da pipa (quelli intermedi, non troppo dolci), ma anche a una mineralità ferrosa, ruginosa. Un naso stupefacente.

P: coerente col naso, nel senso che anche qui è molto particolare e affrontabile da più prospettive. Ancora minerale e intensamente farmy, poi grandi botte agrumate e confetture rosse ‘bruciacchiate’, legno tostato, chips di mele. Splendido. Con acqua, poi… Ciao! Miele intenso, caramello, una punta di noce moscata… E ancora tè caldo zuccherato, tabacco da pipa, frutta rossa.

F: c’è ancora una affumicatura tostata, ancora note ‘sporche’, poi un persistente sentore di miele grezzo, aromatico… Mele, pappa reale… Mamma mia!

Che sorpresa! Abbiamo assaggiato questo sample perché a Roma Davide ci aveva detto che gli era piaciuto molto; ma si sa, noi di quel tipaccio non ci fidiamo, e abbiamo voluto metterci il naso. Beh, che dire, straordinario, davvero: quel che stupisce è la convivenza di una intensità veramente massiccia con una complessità di aromi e sapori in continua evoluzione. Se lo assaggiate, dategli tempo, giocateci a lungo: non vi deluderà! 93/100 è il nostro voto, cosa che ci porta a fare una considerazione, a latere: questa bottiglia a Roma costava 115 euro… Non abbiamo ancora valutato il Port Ellen ufficiale dell’anno scorso, per dire – ma la qualità potrà mai giustificare una differenza di prezzo così abissale? Bah. Nel dubbio, noi sapremmo cosa scegliere. Complimenti più che sinceri a Claudio e Davide: fantastica bottiglia.

Sottofondo musicale consigliato: RadioheadIdioteque.

Teaninich 1982 (2012, The Golden Cask, 51,1%)

Per la serie “distillerie che non si trovano in giro manco per errore”, dopo Inchgower passiamo a Teaninich, che con la prima condivide una sorte assai simile: pochissimi imbottigliamenti ufficiali, giusto il Flora & Fauna, un paio di Rare Malts, un Manager’s Choice… La (breve) lista completa la trovate qui. Assaggiamo dunque una versione di circa trent’anni, un single cask (CM175) imbottigliato da John MacDougall nel 2012 nella serie The Golden Cask.

The-Golden-Cask-Teaninich-1982-29-ansN: l’alcol colpisce un poco; molto ‘nudo’ e maltoso, comunque. Ci sono note di cartone bagnato, superate le quali si possono apprezzare tracce di malto, di cereali inzuppati, di porridge, perfino di olio di lino. Sullo sfondo, ci sono suggestioni fruttate un po’ astratte (albicocche mature, diciamo, mele rosse) e un miele che pian piano prende intensità. Molto ‘primaverile’, floreale, erboso, ricorda tanto un prato in fiore. Mandorle. Note ‘balsamiche’ (eucalipto).

P: anche al palato, sembra tanto un lowlander! La triade è ancora malto / fiori / miele (vero protagonista). Poco fruttato (al massimo, ci pare di scorgere qua e là una nota di albicocca…), non molto dolce e, a dirla tutta, neppure molto intenso. Ci sono forti note di miele alle erbe (quali? boh), una bella vaniglia; in fondo domina però il cereale (ancora porridge), con zaffatine erbacee un po’ amare. Camomilla.

F. non lungo né intenso; astrattamente dolcino (miele) e cerealoso. Forse un po’ di mandorle amare…

Certamente coerente tra le varie fasi; per la nostra esperienza, sembra piuttosto un malto delle Lowlands che non delle Highlands (per quanto, quelle note di miele…); ma si sa, queste son considerazioni che lasciano il tempo che trovano. Il profilo erbaceo e floreale a noi non dispiace affatto, e non possiamo che apprezzare la messa sul mercato di uno spirito ‘nudo’, anche dopo trent’anni. A essere onesti, però, la poca complessità generale che abbiamo riscontrato e l’intensità non molto marcata non ci fanno strappare i capelli dall’entusiasmo: l’abbiamo servito allo Spirit Of Scotland, però, e in molti l’hanno apprezzato (come anche gli utenti di whiskybase, tra cui anche un esperto amico del forum…) – quindi, dategli una chance! La nostra valutazione, detto ciò, sarà di 81/100.

Sottofondo musicale consigliato: Jimi HendrixIf 6 was 9.