“Blend York Sour” – Blend Whiskybar, Castelfranco Veneto

La chiusura forzata dei locali di tutta Italia sta picchiando duro e anche il mitico Blend Whiskybar di Castelfranco Veneto sta facendo i conti con questi tempi duri. In questi 17309322_1695590797405665_2746426314597896541_nanni però il Blend si è fatto conoscere non solo per gli ottimi drink preparati da Dario e dal suo staff, ma anche per la voglia di spingersi sempre un passo oltre. Insomma potremmo riassumere con il motto “Blend: more than a bar” (ragazzi, se poi usate il claim ci dovete pagare i diritti in whisky, eh!). E così in questi anni, tra lo stupore di tanti spritz lover della zona, i ragazzi del Blend hanno deciso di proporre una delle bottigliere di whisky più estese d’Italia, di far nascere un Journal interno al locale dedicato al mondo del whisky, e soprattutto di inventarsi il Whisky Revolution Festival, che da due anni raduna appassionati e curiosi del nettare di malto a Castelfranco.

IMG_20200425_172755Date le premesse potevamo forse aspettarci che la crisi innescata dal Covid-19 avrebbe mandato in letargo le menti del Blend? Ovviamente no! Ed ecco che dopo qualche settimana di riflessione è arrivato un servizio di drink e dram samples a domicilio. Non solo cocktail quindi, una scelta logica e quasi obbligata che tanti locali stanno adottando per raggiungere i clienti assetati ma costretti a casa in queste settimane, ma anche l’intuizione di attingere a una sterminata bottigliera di oltre 300 referenze di whisky e recapitare i malti in boccettine da 5 cl. Noi ovviamente non possiamo che alzarci in piedi per i consueti 92 minuti di applausi. IMG_20200425_172826

 

E però non è ancora abbastanza, perchè assieme all’Head Bartender e socio del Blend, Dario Cerantola, inauguriamo oggi una serie di post su cocktail da fare a casa, cosa che ci sembra perfettamente coerente con lo spirito che si percepisce ogni volta che si varcano le porte del locale: ovvero sia un posto dove certo si beve bene e con tutti i crismi della miscelazione, ma soprattutto un luogo per “far festa”, lontano anni luce dalle tendenze che vorrebbero equiparare i bartender a degli Dei inarrivabili, metà uomini e metà shaker miracolosi. Insomma alzatevi dal divano e provate a fare quello che vi spiega Dario qua sotto!    

 

Ingredienti

4,5 cl di Bourbon Whiskey (per i più golosi va bene anche dello Scotch e per gli impavidi anche una bel torbato!)

2 cl di succo di limone

1 cl di sciroppo di zucchero (o in assenza 2 cucchiaini da caffè di zucchero semolato)

Il bianco di un uovo

Vino rosso

Noce moscata

Try this at Home!
Ragazzi di questi tempi immagino vi stiate cimentando sui fornelli come provetti chef, beh perché non anche bartender per un giorno?! Non servono particolari strumenti per la preparazione di drink sfiziosi…un barattolo, qualche posata, l’immancabile ghiaccio e il gioco è fatto!
Vi propongo un grande classico ormai di casa al Blend Whiskybar, così anche voi potrete prepararvi un “Blend York Sour”.

Cominciamo e buon divertimento!
Se non avete uno shaker, un barattolo con tappo a vite andrà benissimo. Al suo interno aggiungete whisky, limone e zucchero liquido. Se utilizzate lo zucchero semolato versate prima il limone, i due cucchiaini di zucchero e mescolate finché non si scioglierà, solo dopo aggiungerete il whisky. Se aggiunto prima infatti l’alcol non aiuterebbe lo zucchero a sciogliersi.
A questo punto aggiungete il bianco di un uovo. Chiudete il vostro shaker/barattolo e agitate il tutto senza ghiaccio. La stessa operazione, se ce l’avete a casa, potreste svolgerla con un minipimer.
Agitate fino a quando il tutto non sarà ben amalgamato e montato.
A questo punto aggiungiamo il ghiaccio(una decina di cubetti) e agitiamo energicamente il tutto per 7/8 secondi.
Aiutandoci con un passino o inserendo un cucchiaio all’interno del barattolo versiamo il nostro cocktail nel bicchiere scelto, precedentemente raffreddato in figo/frizer, e senza far uscire il ghiaccio dal nostro shaker.
A questo punto in superficie ci sarà un bello strato soffice creato dal nostro bianco d’uovo. Aiutandoci con il dorso di un cucchiaino versiamo del vino rosso sulla superficie del drink. Se mescerete in modo lento e omogeneo si formerà una splendida corona di vino al di sotto della coltre soffice del nostro drink.
Una bella grattugiata di noce moscata ed ecco il nostro Blend York Sour!
Se assomiglia a questo qui sotto allora ci siete ragazzi!

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Dario Cerantola, Head Bartender del Blend Whiskybar, in tutta la sua impareggiabile bellezza (e pronto ad asciugare un Blend York Sour)

Altrimenti non preoccupatevi, questa quarantena ancora per qualche giorno ha in serbo per noi svariati aperitivi domestici (speriamo pochi ancora!), quindi domani altro giorno altro drink!
Spero di ritrovarvi presto a riempire e divertirvi in tutti i locali d’Italia…

 

Slàinte!

Dario Cerantola

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Noi intanto ci godiamo il delivery preparato con amore dal Blend! A presto, ragazzi!
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“Good fellas” – The Connaught bar (Londra)

Non è che capiti proprio tutti i giorni di bere qualcosa nel secondo bar migliore del mondo (50 Best Bars 2019). Ragion per cui, quando uno ci va presta molta attenzione a ogni dettaglio. Così, quando ci è capitato di finire al bar del Connaught Hotel, nel quartiere iper-fico di Mayfair, a Londra, abbiamo preso nota di tutto. Per esempio, nella strada accanto abbiamo contato tre Bentley e una Aston Martin; davanti all’entrata tre uscieri in livrea e cilindro; all’ingresso una signorina con almeno 122 cm di gambe. Siamo visitatori molto analitici, lo sapete…

Ago Perrone, il bartender prodigio originario di Como che il Connaught Bar lo dirige fin dalla sua riapertura nel 2008, è di fatto colui che ha rilanciato i bar di albergo come ombelichi globali della mixology. Non solo classica, come da tradizione per le lobby dei 5 stelle, ma anche sperimentale e di avanguardia. Così succede che al Connaught si beva uno dei migliori Martini cocktail del mondo, ma anche una serie di drink fantasiosi e originali.

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Ago Perrone dietro il bancone del Connaught bar, nel quartiere londinese di Mayfair

Tra i tanti, dalla categoria “Masterpieces”, abbiamo scelto il whisky cocktail più rappresentativo, quello a cui Ago è più affezionato. Si chiama “Good fellas”, ovviamente ispirato alla New York italoamericana e al film di Martin Scorsese.

Ingredienti

  • 40 ml Woodford reserve bourbon infuso con foglie di cardamomo
  • 20 ml Martini rubino
  • 10 ml di sciroppo di cardamomo nero homemade
  • un barspoon di aceto balsamico
  • 2 gocce di Abbot’s bitter
  • spray all’elicriso

“Si tratta di un twist del classico “Fanciulli cocktail”, di cui si trova traccia nel libro “Old Waldorf bar days” di Albert Stevens Crockett: fu dedicato al musicista italo-americano Francesco Fanciulli. Di fatto, il Fanciulli è a sua volta una sorta di Manhattan con una componente mentolata/erbacea, dato che originariamente prevede bourbon, vermut dolce e Fernet Branca. La nostra versione sostituisce questa componente con la freschezza del cardamomo, una spezia versatile che amiamo molto: le foglie del cardamomo sono messe in infusione nel whiskey, mentre utilizziamo il cardamomo nero – col suo classico sentore affumicato – per lo sciroppo. Si versano tutti gli ingredienti nel mixer e si shakera. Si serve in un bicchiere da vino con un grosso cubo di ghiaccio su cui imprimiamo il nome del Connaught e si spruzza con un’essenza di elicriso, altro tocco di italianità. In un bar come il nostro, il servizio e la cura del dettaglio sono tutto, quindi anche il bicchiere è speciale: ha un cinturino di cuoio intorno, a sottolineare quel tocco maschile. E come i nostri grandi signature drink, a chiunque lo ordini viene data una cartolina aromatica con la ricetta che richiama i profumi del cocktail”.

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“Negroni Torbato” – Dukes bar (Londra)

Di Alessandro Palazzi e della magia del suo Dukes bar a Londra abbiamo già parlato qui. Ma dato che noi i bartender li ascoltiamo quando raccontano (ok, almeno all’inizio, poi al terzo gallone diventiamo malinconici…), da Alessandro abbiamo imparato che il suo tempio del Martini somministra anche altre splendide pozioni di mixology. Dunque perché perdere l’occasione di farci raccontare il whisky cocktail a cui è più affezionato?

Ingredienti

  • 30 ml Aperol
  • 30 ml Cynar
  • 30 ml Sacred Peated whisky
  • peat’ spray

Dato che il Negroni ha appena compiuto un secolo, ma in realtà non c’è una data precisa di nascita, siamo ancora in tempo per apprezzare la variazione sul tema di Alessandro Palazzi. Che in quanto italiano in uno dei locali simbolo del buon bere di Londra, ci tiene a regalare un’emozione made in Italy ai suoi clienti.

Mi è capitato parecchie volte di andare al Feis Ile su Islay, spesso invitato dalle distillerie per preparare qualche whisky cocktail. Ci sono sempre andato con grande gioia, facendomi pagare solo in whisky. Con il passare degli anni, dopo qualche twist on classic, i ragazzi dell’isola hanno cominciato a chiamarmi l’Anticristo…
Ad ogni modo, quell’anno eravamo a Bowmore, a pranzo in un ristorante a due passi dalla distilleria. Mi portano un piatto di patate fritte e… sapevano di torba! Allora a fine pasto vado dal cuoco a complimentarmi. E lui mi rivela il segreto: uno spray alla torba!
Allora mi è venuta l’idea: perché non creare un Negroni Torbato, che è un po’ a mia immagine e somiglianza, un italiano che adora la Scozia.

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716 – Il Sereno, Torno (Como)

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Qualche giorno fa, colti da un’improvvisa voglia di benessere estremo, siamo andati a trovare l’amico di bevute Luca Perego, che tra i suoi mille pregi annovera anche quello di essere un barman appassionato di whisky. Bravo, bello e simpatico il caro Luca, ma la IMG-20191004-WA0032sua mossa killer ce l’aveva sfoderata solo qualche giorno prima come se niente fosse: “Ehi ragazzi, perché non venite a trovarmi all’hotel 5 stelle dove lavoro sul lago di Como?”. Che imperdonabile leggerezza, e infatti eccoci invadere con la leggiadria che ci contraddistingue quest’oasi di pace, cui è stata giustamente dato il nome Sereno, appoggiata sulle placide sponde del lago in località Torno. La quiete degli ambienti e l’armonia degli arredi interni si intonava alla perfezione con la tiepida giornata di fine estate che ci è toccata in sorte, tanto che per un attimo la nutrita bottigliera del cocktail bar è passata in secondo piano. Ma è stato solo un attimo di sbandamento, poi per fortuna ci siamo ripresi e abbiamo fatto due chiacchiere col giovanissimo barman Stefano Giacomelli, astro nascente della mixologia, già perfettamente a suo agio dietro a un imponente bancone di marmo, che probabilmente si potrebbe barattare con un monolocale, e soprattutto a suo agio nel tenere tra le mani una bottiglia come il Macallan N. 6 (vien via facile con circa 3500 euro). IMG_20191003_175011Sfortunatamente lo staff del Sereno non ha acconsentito alla nostra ragionevole richiesta di un drink preparato con questo Macallan in Lalique, ma non ci siamo persi d’animo, facendoci preparare un signature di casa Sereno. Il suo nome è 716, ovvero sia l’interno telefonico del bar dell’hotel. Colpo di genio!

Stefano, coi suoi 20 anni non ancora compiuti, ha fatto una scelta in apparenza provocatoria, che però a conti fatti ci ha impartito una lezione. Tra tutto il ben di Dio che aveva a disposizione ha pescato un Johnny Walker Red Label, utilizzandolo senza battere ciglio come ingrediente principale del cocktail. Sicuramente un azzardo, soprattutto per IMG-20191004-WA0026un drink on the rocks, dove facilmente un blended senza troppa struttura avrebbe potuto scomparire. Invece, grazie a una mano già esperta, ci siamo trovati ad aggiungere benessere a benessere, in una spirale di edonismo apparentemente senza via d’uscita. Ma abbeveriamoci direttamente dalle vive parole del bartender: “‘L’idea è quella di fare un bizzarro incrocio tra due drink molto famosi: da una parte aromatizzo le pareti del bicchiere con Angostura in stile Sazerac, andando a richiamare anche a livello gustolfattivo questo drink con la tintura di Artemisia; dall’altra però la lavorazione è simile a quella di un Manhattan, anche perché usiamo sia whisky che Angostura e lavoriamo nel mixing glass. L’Americano Cocchi dona un tocco amaricante, mentre lo sciroppo di zucchero effettivamente deve garantire quella struttura che altrimenti mancherebbe”.

Ingredienti

3 cl Johnny Walker Red Label

2 cl Elisir Gambrinus

1 cl Americano Cocchi

2 spoon tintura di Artemisia

1 spoon sciroppo di zucchero

(pareti del bicchiere bagnate con Angostura)

Ci piace quando tutti portano a casa qualcosa da un’esperienza. Noi abbiamo imparato che il lago di Como sa essere un luogo di rara amenità e che, quando si parla di miscelazione, la qualità di un whisky non è l’unico elemento da considerare per creare qualcosa di buono. Lo staff del Sereno invece ha imparato che ricevere due blogger alle tre del pomeriggio può non essere una buona idea per l’integrità della bottigliera, persino se i blogger hanno dimenticato a casa i sample (eh sì, oramai stiamo invecchiando anche noi e ogni tanto commettiamo errori imperdonabili). Un ringraziamento finale va ancora a Luca Perego, che per tutto il pomeriggio ha mescolato magistralmente sacro e profano, regalandoci le suggestioni di una location da panico inframezzate da racconti di gioventù sulle peggiori periferie milanesi. Ora vola Luca, e cerca di divertirti ancora di più a St Barth, l’isoletta caraibica dove con grande umiltà la proprietà del Sereno ha appena aperto un nuovo hotel.

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Kentucky Punch – Otivm, Milano

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Milano di questi tempi non smette di regalare sorprese. A ogni passo si inciampa in un nuovo cocktail bar e spuntano come funghi ristoranti dalle proposte gastronomiche più improbabili. Così, di ritorno dalle meritate vacanze agostane, ci siamo

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messi in cerca di qualcosa di insolito, ad alto tasso di irrealtà, dove far forgiare un drink concepito solo per le intelligenti pagine virtuali di whiskyfacile. Il risultato di queste voglie di fine estate è stato Otivm. Il nome è tutto un programma ed effettivamente il locale, a due passi dal Duomo, è un invito ad abbandonarsi a vizi e mollezze di ogni tipo, da una cucina di ricerca con espliciti rimandi nippo-peruviani (sì, siamo capitati nella serata di presentazione del nuovo menù e con grande umiltà abbiamo “interiorizzato” le 400 portate in assaggio) fino alla rutilante proposta artistica che rende la sala una sorta di improbabile parco divertimenti. Tra i tavoli si sono alternati ballerini, cantanti, equilibristi e maghi, per il divertito stupore di chi, come noi, stava semplicemente ingurgitando bollicine e meditando sulle incerte sorti del sistema-Paese. Troppa grazia, davvero. E poi, quasi dimenticavamo, al centro del locale ecco il cocktail bar, che da Otivm è animato da Giuseppe Russo, giovane barman di origini napoletane, e dalla sua recente passione per il bourbon.

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E così Giuseppe ha tirato fuori dal cappello questo Kentucky Punch, presentandolo come un drink “molto fresco e leggero”, nonostante la scelta del bourbon sia caduta su un Wild Turkey 101 (50,5%), bello robusto e con una certa personalità. Le botti utilizzate oscillano dai 6 agli 8 anni di maturazione: “La spiccata dolcezza di Wild Turkey 101 viene equilibrata grazie all’aggiunta di Porto rosso e spremuta di pompelmo, che maschera molto bene la componente alcolica. Ho poi voluto rimandare al mondo dei punch perché in questo drink aggiungo uno spoon di zucchero all’arancia homemade, che porta nel bicchiere sapori simili a quelli di un punch all’arancia che tutti abbiamo bevuto almeno una volta nella vita“.

Dal canto nostro non possiamo che concordare con la descrizione del barman, anche perchè nel corso della serata abbiamo verificato più e più volte la verità delle sue parole, che se ne stava ben nascosta proprio sul fondo del bicchiere. Ecco la ricetta per gli arditi che avranno voglia di replicare il drink e creare da sè un momento di totale otivm:

Ingredienti

4 cl Wild Turkey 101

2 cl spremuta di pompelmo

0,5 cl Porto rosso

1 spoon zucchero all’arancia homemade

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“Speyside Dew” – BLEND Whiskybar, Castelfranco Veneto

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Anche al ritorno dalle vacanze la voglia di un buon whisky-cocktail non ci abbandona e, per affrontare gli ultimi colpi d’arsura, abbiamo chiesto al ragazzi del Blend Whiskybar di creare un drink con nientepopodimeno che… Sir Macallan! Noi lo assaggeremo il prossimo weekend, a Castelfranco Veneto, durante il Whisky Revolution Festival… Ci sarete anche voi, giusto? GIUSTO?

Come al solito hanno accettato la sfida ed ecco la loro risposta:

Abbiamo optato per un imbottigliamento di cui molti nostri clienti vanno 17309322_1695590797405665_2746426314597896541_nparticolarmente ghiotti, ovvero Macallan 12 yo sherry oak, che oggi sarà la pregiatissima base per un long drink dissetante ma complesso e introspettivo allo stesso tempo. 

Questo whisky, che al naso porta delicatissime note floreali fino ad arrivare a una mela che si fa via via sempre più torta, ci regala al palato tutto il suo carattere burroso e nocciolato con un picco di dolcezza vellutata tipica della crema pasticcera. In questo imbottigliamento è davvero influente il contributo dello sherry oak. Alle note morbide e piacione della leggenda dello Speyside abbiamo voluto abbinare quelle di uno dei tè più pregiati dell’arcipelago nipponico: il Gyokuro. L’aroma è penetrante, di prato fiorito e oceano e il suo gusto rotondo e morbido ci ha conquistati subito. Un tè chiamato anche “rugiada” per il colore verde brillante, che gode di un’essiccazione particolare, per mantenere un alto contenuto di clorofilla, la chiave delle sue nuance così dolci e vellutate. Per far convogliare a nozze il nostro sir scozzese con la sua gheisha nipponica abbiamo ben pensato di giocare con due prodotti fatti in casa “Blend”: uno sciroppo dai forti caratteri balsamici e amaricanti ottenuto da una riduzione di tonica infusa al cardamomo, e un bitter vivacissimo e leggermente piccante.

Da questo intrecciarsi di culture e colori nasce una “bibita” dissetante dalla dolcezza speziata e profonda, ottima per dare un po’ di brio in queste ultime settimane estive.

Slainte!

Ingredienti:

5cl Macallan 12yo sherry cask

9cl Te verde Gyokuro

0,5cl Tonic reduction

3 dashes creole bitter

Autore: Alberto Beltrame

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“Demetra” – BLEND Whiskybar, Castelfranco Veneto

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Ci risiamo! I ragazzi del BLEND whiskybar di Castelfranco Veneto non riescono a stare17309322_1695590797405665_2746426314597896541_n fermi un secondo e hanno sfornato la seconda ricetta. Eravamo partiti sfidandoli con un Tobermory- un whisky difficile, pieno di spigoli- e il risultato era stato il Mullevardier; questa volta abbiamo una richiesta ancora più spiazzante. Stiamo tra le mura di casa, miscelateci Puni!

Questa la risposta:

Ciao Ragazzi, rieccoci! Siamo molto felici di essere stati pungolati sul nostro italico Puni, non abbiamo perso tempo e ci siamo messi subito al lavoro. Cercando di dare spessore olimpico alla sfida per valorizzare questo whisky, abbiamo optato per una prodottistica tutta Grecia-Italia dalla quale è nato il nostro “Demetra”, ma entriamo nel dettaglio!

Demetra-003Puni Sole, dalle chiare note di miele selvaggio, quercia e arancia rossa conferitegli dai suoi 4 anni di Bourbon barrel e Pedro Ximenez, si è dimostrato molto duttile in miscelazione. In questo drink abbiamo cercato di donare freschezza e vivacità riprendendo i sentori agrumati e speziati di un rosolio di bergamotto Italicus per poi buttarci su un mondo resinoso e balsamico avvalendoci di un duo d’eccezione come Pino Mugo Quaglia e Roots Mastiha, dal quale abbiamo rubato il nettare degli alberi di mastice nativi di Chios. Per continuare nella giostra di freschezza, concludiamo con un distillato d’anice greco, l’ouzo. Con “Demetra” abbiamo voluto mescolare le note morbide e calde di Puni Sole con una prodottistica che potesse dare brio e freschezza al whisky italiano. Da questo abbraccio Grecia-Italia crediamo sia nata un’ottima coppettina in grado di farsi bere con l’avanzare della bella stagione. Brindiamo alla vostra!

Ingredienti
Puni Sole – 4,5cl
Italicus – 1,5cl
Pino mugo – 0,5cl
Mastiha spirit – 0,5 cl
Vaporizzazione di Ouzo

Autore: Daniele Trovato

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“Mullevardier” – BLEND Whiskybar, Castelfranco Veneto

Con questo post inauguriamo una collaborazione – che porterà a frutti diversi e saporiti, ma ne parleremo a suo tempo – con il BLEND Whiskybar di Castelfranco Veneto: si tratta di una realtà nuova di pacca, dato che hanno inaugurato lo scorso settembre, ma che sta avendo un successo strepitoso e che fa dell’hashtag #whiskyrevolution il suo marchio di fabbrica. Per darvi un’idea, oltre ad una bottigliera con oltre 300 etichette di whisky aperti, ci sono diverse liste con twist su drink classici – tutti a base whisky, naturalmente. Avremo modo di tornarci sopra, in futuro: intanto, a partire da questo mese i ragazzi del BLEND, guidati dai barman Dario e Daniele che si alterneranno nelle preparazioni, avranno una sorta di rubrica fissa sul nostro sito, fornendoci una ricetta a base scotch a cadenza mensile – ma non sarà così semplice, perché risponderanno sempre a una nostra proposta di base, che talvolta potrà essere un po’ provocatoria. Questo mese inauguriamo con un drink a base… rullino i tamburi… Tobermory 10 anni!

A risponderci è Dario Cerantola.

MULLEVARDIER

 

Ingredienti

Tobermory 10 anni – 4cl
Vida mezcal – 2cl
Oscar.697 vermouth rosso – 1.5cl
Bitter Martini – 1.5cl
Bitter al cardamomo – 2 dashes
Affumicatura cherry oak

Raccogliamo la sfida Tobermory!
Nel nostro Mullevardier cerchiamo di esaltare la vivacità e la piccantezza di questo single malt conferendogli una dolce fumosità accompagnata da zenzero, cannella e banana dati dal Vida Mezcal… Il tutto irrobustito da un Vermouth dalle spiccate note di rabarbaro e liquirizia in contrasto ad un delicatissimo bitter speziato e floreale. Conferiamo una nota lunga in chiusura con qualche goccia di bitter al cardamomo. Il valzer al naso ce lo giochiamo con un’affumicatura dolce di cherry oak. A voi il giudizio!

L’alchimia del whisky incontra Gordon & MacPhail

Ennesima puntata di L’alchimia del whisky, il percorso di degustazioni di whisky in abbinamento a drink (a base degli stessi whisky, che vi credete?!) intrapreso ormai tre anni fa dal 1930, cocktail bar e speakeasy all’avanguardia nel mondo della miscelazione milanese e non solo. Ormai non è più una novità per chi ci legge, ne abbiamo parlato in diverse occasioni (ad esempio qui, qui, oppure ancora qui – e l’intervista fondativa a Marco Russo e Marco Maltagliati si legge qui): sapete dunque che il percorso prevede per quest’anno un passo ulteriore nella direzione delle mille sfumature dello scotch whisky, e protagonisti degli eventi dell’anno sono gli imbottigliatori indipendenti.

Dopo un incontro con una leggenda come Giorgio D’Ambrosio e col Milano Whisky Festival, è stata la volta dei rampanti Valinch & Mallet: sabato 10 marzo tocca a un mostro sacro come Gordon & MacPhail, colosso dell’imbottigliamento indipendente, attivo da oltre un secolo e importato in Italia dall’azienda Meregalli, di Monza. Il focus sarà sull’importanza del legno (cask is king, direbbe qualcuno) e sul lavoro di selezione che G&M fa proprio sotto questo rispetto: a presentare le selezioni, tra cui spiccano un Linkwood di 15 anni, un Bunnahabhain del 2009 (favoloso!) ed una “piccola” sorpresa alla fine, saranno il solito inarrestabile Marco Maltagliati coadiuvato da un amico, di rare competenza e passione, come Roberto D’Alessandro. Dietro al bancone Marco Russo e il suo team, per un sabato pomeriggio davvero imperdibile per tutti gli amanti del whisky, della sua storia, dei suoi segreti e dei suoi misteri che si rinnovano ad ogni distillazione.

Valinch & Mallet goes to… 1930!

Dopo l’eccezionale appuntamento novembrino con Giorgio D’Ambrosio, sabato prossimo al 1930 si torna a parlare di whisky nell’ambito del progetto “L’alchimia del whisky“, di cui già varie volte abbiamo scritto su questo blog. Il 2018 si apre coerentemente con il desiderio di fare un passo avanti rispetto alle degustazioni degli anni passati: dopo aver introdotto la clientela del locale allo scotch whisky, dopo averle offerto degustazioni monografiche su singole distillerie, ora si passa all’affascinante mondo degli imbottigliatori indipendenti. E il primo a varcare la soglia di uno dei locali più esclusivi d’Italia sarà… Valinch & Mallet!

Marco & Marco

Fabio Ermoli e Davide Romano dialogheranno con il sempre attivissimo Marco Maltagliati, raccontando la loro storia, le modalità con cui scelgono i barili, quello che vanno cercando e quel che invece vogliono evitare… Insomma, una chiacchierata a ruota libera per spiegare la concezione che Fabio e Davide hanno del mestiere di imbottigliatore indipendente. Il tutto, come sempre, sarà affiancato da alcuni drink creati ad hoc da Marco Russo, che si sbizzarrirà con il consueto estro e l’abituale competenza. La base, cioè i whisky che verranno aperti, bevuti in purezza e miscelati – almeno alcuni, i dettagli saranno una sorpresa anche per noi – sono questi quattro:

Davide & Fabio

– Caol Ila 6 yo, Four Grain Koval cask, 47,8%.

South Shore Islay Malt 8 yo, 48,8%

Macduff 20 yo, 51,3%

– Heaven Hill 8 yo, 48,8%

Imperdibile, vero? E allora non perdetevelo, diamine! Per informazioni e prenotazione, scrivete a marcomalta34@gmail.com.