Port Askaig 100 Proof (2018, Speciality Drinks, 57,1%)

la metropoli tentacolare di Port Askaig

Port Askaig è il nome del villaggio portuale sul versante nord di Islay, celebre soprattutto perché molti dei ferry dalla terraferma attraccano proprio lì. C’è un Pub molto fornito di whisky isolani, se la cosa vi può interessare: e non farete fatica a trovarlo, saranno in tutto otto case… Ma stiamo andando fuori tema: Port Askaig è anche il nome di uno dei più fortunati brand di whisky torbato dell’isola commercializzato da Speciality Drinks, dietro cui si cela un single malt non dichiarato. Se la geografia ancora significa qualcosa, dovrebbe essere Caol Ila o, in alternativa, Bunnahabhain. Oggi assaggiamo la versione a grado pieno, il 100° Proof.

Port Askaig 100° Proof

N: mmm, che bontà…! La torba è abbastanza gentile ma ‘frizzante’, con falò sulla spiaggia, legna che brucia, camino. Note minerali, da terra umida, che riescono a emergere. Poi c’è un lato più seducente e ruffiano, dolcino dolcetto, che riassumeremmo con una immagine folle, visionaria: un ciocorì bianco con una spruzzata di limone sopra. Vaniglia. Pera dolce, un pit di lime magari. Un sentore di pepe bianco.

P: molto buono, pieno, avvolgente e intenso, bilanciatissimo: non abbisogna d’acqua aggiunta. Coerente: carico, vaniglioso e dolce, zucchero liquido e cioccolato bianco, ma senza diventare sgradevole grazie alla presenza di lime e limone a stemperare la dolcezza. Bello torbato e fumoso, ancora bruciato. C’è un qualcosa di balsamico, eucalipto forse?

F: qui emerge un pizzico di sale, a testimoniare la portualità di Askaig, che appunto (non si dimentichi!) è pur sempre un Port. Per il resto, molto dolce, con un retropensiero (perché non retrogusto? Perché se no non saremmo su whiskyfacile!) di borotalco. Sale e pepe.

Ruffiano, fatto per piacere quindi, beh, piace. Ah, come sono belli i nostri pleonasmi, come ne siamo orgogliosi! Giovane certo, e certo non di straordinaria complessità, ma svolge il suo compito alla perfezione, e dobbiamo lodare l’assenza dell’alcol a dispetto dei 57 gradi. Raccomandiamo. 87/100.

Sottofondo musicale consigliato: Fulci – Apocalypse Zombie.

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Benromach 10 yo ‘100° Proof’ (2014, OB, 57%)

Di Benromach abbiamo già parlato in passato, assaggiando alcuni suoi imbottigliamenti; oggi mettiamo alla prova il 10 anni ‘100° Proof’, ovvero a 57%, come da prassi britannica (negli Stati Uniti i 100° Proof corrispondono a 50% abv). Come saprete, si tratta esclusivamente di distillato ‘nuovo’, ovvero successivo al takeover da parte di Gordon & MacPhail avvenuto nel 1998 (o meglio: G&M ha acquisito la distilleria nel 1992, ma c’è voluto tempo prima che i lavori fossero ultimati); ne abbiamo sempre apprezzato lo stile ‘old-style’, vediamo se questo conferma le attese.

unnamedN: a pensare che è a 57%… non ci si crede! Impressionante assenza d’alcol: apertissimo e davvero espressivo. La prima cosa che notiamo è l’affumicatura, bella ‘sporca’ – che, a dirla tutta, ci ricorda certi Longrow… Note di carne, di cuoio (proprio di conceria); persino di soffritto; scorza d’arancia rossa ipermatura, a vagonate; un cenno di polvere da sparo (ma anche vecchi libri, impolverati). Dietro, col tempo sale un stupenda ‘dolcezza’ grave: barrette di cereali / sesamo al miele, crema catalana, uvetta, biscotti al burro… Prugne secche; albicocche disidratate; banana; potremmo andare avanti a lungo a sezionarlo e a lasciarci condurre dalle suggestioni, è davvero complesso e strutturato.

P: attacca piano, ma basta tenerlo in bocca per pochi istanti e… SBAM!, esplode in un apocalisse nucleare di intensità. La torba qui è più sul tostato / sporco che non sul fumo vero e proprio: ancora arancia rossa amara, ancora polvere da sparo (Serge parla di “good sulphur”). Bello minerale; ma poi ancora deflagra una dolcezza grassa ma non ruffiana o stucchevole: vaniglia, creme caramel (amarino); certi mieli amari, però, non dolci; prugne secche; ancora banana. Tarte tatin? Caramello cristallizzato; una nota di cola. Non eccede mai in dolcezza, resta sempre ben bilanciato dal lato amarino.

F: attacca sulle spezie (chiodi di garofano?), su un vago pepatino, si apre su un dolceamaro agrumato e caramelloso e muore su un tappeto infinito di torba mineralissima, con anche un poco di cera.

Perfino sopra le aspettative: questo 100 Proof è per noi una sorpresa paragonabile a quella provata col Kilkerran in bourbon, ci lascia di stucco per la sua capacità di essere old-school, bilanciando senza sbavature una dolcezza molto intensa con un lato amaro e torbato / minerale strepitoso. Le due anime si passano la palla continuamente, e nel bicchiere questo dram continua a cambiare, ad evolvere… E non siamo neppure riusciti ad aggiungerci acqua, l’entusiasmo ci ha fatto finire il sample prima di fare una prova. Che personalità! 89/100 è il nostro giudizio, e ci piace ricordare che dovrebbe costare attorno ai 65€… Più che consigliato. Grazie alla squisita Juliette Buchan per il sample.

Sottofondo musicale consigliato: Jason Hurwitz – Ouverture, dalla colonna sonora di Whiplash.