Tomintoul 1968 (2012, Silver Seal, 45,3%)

Mentre a Praga entravano i carri armati, mentre l’Isola delle Rose si proclamava indipendente, mentre in Vietnam accadeva… il Vietnam, mentre Martin Luther King veniva assassinato, mentre gli studenti di tutto il mondo scendevano in piazza, mentre in Italia nonostante Valle Giulia la Democrazia Cristiana vinceva le elezioni e la nazionale vinceva gli Europei; mentre ogni cosa in giro per il mondo andava cambiando, alla Tomintoul Distillery tutto procedeva come al solito. Come al solito si susseguivano maltaggio, infusione, fermentazione, distillazione… e come al solito si riempivano le botti, ignare del proprio futuro. Una di queste, ex-sherry, era destinata ad essere aperta e svuotata nel 2012, per dar vita a un imbottigliamento congiunto di Silver Seal e The Whisky Agency. Assaggiamolo, dai.

wt0269i351-86_IM139213N: molto intenso e carico di aromi, con una nota di alcol molto morbida. Anche qui ci sono note speziate tipiche di invecchiamenti così importanti (un pit di propoli, erbe aromatiche, un che di tamarindo… ricorda un po’ certi buoni vermouth), ma poi però strabordano altre suggestioni. Da una arancia intensissima (sia la scorza che il succo) a un cesto di frutta matura e calda (mele rosse, prugne, anche secche, albicocche, perfino un che di tropicale); anche una deliziosa nota di legno umido, di cantina.

P: corpo bello oleoso e masticabile. Una curva aromatica elegantissima al palato, senza cedere di un passo in intensità. A ogni sorso cambia, ma la cornice che resta stabile è da ottimo vegliardo: note di propoli, erbacee (ancora quel vermouth di cui al naso), di cera d’api… Poi, un ampio spettro di sapori, tutti di una sobria, poderosa dolcezza: mela rossa, uvetta, mela cotogna, perfino bombette tropicali (mango), crema catalana… Di tanto in tanto, tabacco, cioccolato amaro. Top.

F: fruttato, splendidamente bilanciato da note amare di un bel malto attempato; un bel malto Tomintoul reso muscoloso dagli anni (cioccolato, propoli, tabacco).

Ottimo, davvero; non ci aspettavamo tanta grazia. Al naso lascia intravedere (intrannusare?) tutte le sue potenzialità, che si dispiegano appieno al palato: davvero puro piacere. Non è un profilo inusuale, ma colpiscono intensità, complessità e bilanciamento, senza che le note più erbacee prendano mai il sopravvento su una frutta cangiante e spettacolare. Bravi ragazzi: 92/100 è il nostro voto; costa attorno ai 200 euro. Ah, una domanda: si tratta di un refill sherry, vero?

Sottofondo musicale consigliato: Bjork – Violently happy.

Bunnahabhain 42 yo (1968/2011, Wilson&Morgan, 45,5%)

In questi giorni ci piace trattarci bene: dopo un Caperdonich di 38 anni, oggi eccoci alle prese con un Bunnahabhain di 42, invecchiato in una botte di sherry (cask #3) e imbottigliato dall’italiano Wilson & Morgan per celebrare il ventennale dell’azienda. Questo whisky ha raccolto diversi riconoscimenti, tra cui la medaglia d’argento agli ultimi Malt Maniacs Awards. Il colore è dorato.

N: da subito pare bello strutturato, ma partiamo con due frutti particolari e, qui, maturissimi: banana e melone. La dolcezza dello sherry pare trasfigurata in una frutta molto matura, attorniata da miele e toffee. Comunque, mela e frutti rossi fanno sovente capolino. Ogni aroma ha un che di “marmellatoso”; preso da un’altra prospettiva, c’è anche qualcosa di “amaro” (caramelle al rabarbaro!). Nocciola. Colpiscono inattesi profumi di prato, che stupiscono per la loro croccante freschezza. Dopo un po’, ecco qualche nota tra lo speziato e l’erborinato (chiodi di garofano, noce moscata). Non è uno sherry monster attempato: questo è un naso molto fresco. Sarà un handicap o un pregio? Vediamo che ci dice il palato…

P: ecco dove si era nascosto il legno! In un corpo oleoso ma un pelo scarico, spicca una prima intensissima fiammata amarognola (propoli e cioccolato molto fondente, cera d’api), accompagnata nelle retrovie da una gran messe di miele e frutta calda: vere bordate di frutti rossi (ciliegia, soprattutto) verso il finale, forse ancora un po’ di melone e banana… Frutta secca, nocciola? Caffè.

F: piuttosto amaro (nocciole tostate); frutta secca, miele, ancora frutti rossi. Legna umida, ancora propoli. Molto, molto lungo… Dopo 42 anni, certo non si perde in pochi istanti.

L’ennesimo eccellente imbottigliamento di Wilson & Morgan: il nostro giudizio è di 90/100, non saliamo oltre perché da un lato il corpo è un po’ scarico, dall’altro le note di cera e propoli al palato (che, beninteso, sono note che a noi fanno impazzire) risultano forse un po’ troppo predominanti per far raggiungere a questo malto vette più alte nelle nostre personali classifiche di gradimento. Detto ciò, ecco: questo whisky spacca. Non è facile assaggiare malti di questa età, tantomeno di tale qualità: costava 250 euro, adesso trovarlo non sarà così semplice. Qui le note di Serge, qui quelle di Oliver. Grazie a Francesco per il sample.

Sottofondo musicale consigliato: FunkshoneDroppin’.