Caol Ila 12 yo (2005/2017, Kik Bar, 50,6%)

Abbiamo già parlato nelle scorse settimane del Kik Bar, istituzione del whisky bolognese, che ha celebrato il 50esimo anniversario con una serie di imbottigliamenti speciali, dedicati proprio alla città di Re Enzo. Questo Caol Ila di 12 anni, invecchiato in un barile ex-sherry refill, è imbottigliato ovviamente a gradazione piena, ed esibisce in etichetta forse il simbolo più celebre di Bologna: no, non la mortadella, ma le Due Torri. Con una lacrimuccia da parte di chi ha passato lì sotto anni universitari, procediamo.

N: molto piacevole e intenso, salsa bbq, tabasco chipotle, formaggio medio stagionato (toma media), senape dolce (ha una sua acidità, anche se al naso ovviamente non si dice. Poi una caponata di frutta (mela, datteri, sticky toffee pudding). Torba molto trattenuta, una torba alimentare, poco bruciato, poca cenere. Un whisky mangiaebevi.

P: delizioso. Si apre su inchiostro e liquirizia, poi caramello bruciato, la parte bruciacchiata della creme brulee, presente?, poi uvetta. Sale. Un senso che definiremmo come umami. Timo. Ancora un che di tabasco chipotle. Crostata di noce pecan. Mela cotta con cannella e chiodi di garofano.

F: erba riarsa, alghe secche, timo e menta. Salato, fa salivare. Dolcezza finita.

Decisamente buono: i torbati in refill sherry hanno spesso questo senso molto ‘gastronomico’, con sentori di cibo salato, di frutta bruciata, erbe aromatiche e frutti rossi… Pienamente promosso, complimenti a Bruno per l’ennesimo colpo! 88/100, valar dohaeris a tutti.

Sottofondo musicale consigliato: Go Dugong – Vidita (El Buho rmx).

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Bowmore 15 yo (2002/2017, Valinch&Mallet per Mulligan’s Pub Milano, 53%)

Giuseppe dietro al suo bancone

Lunedì siamo stati al Mulligan’s per festeggiare i primi 50 anni di presenza della famiglia Bertoni in via Govone a Milano. Noi naturalmente non potevamo mancare, sia per il piacere di guardare le bottiglie esposte nelle vetrinette (un piacere in fondo masochistico, lo sappiamo), sia per assaggiare i tre imbottigliamenti celebrativi. Giuseppe Bertoni, storico proprietario del pub, si è affidato alle disponibilità degli amici Fabio e Davide di Valinch & Mallet: oggi pubblichiamo la recensione del whisky che più ci è piaciuto del trio, ovvero un Bowmore di 15 anni in bourbon – e noi ricordiamo bene come l’accoppiata V&M e Bowmore possa dare frutti spettacolari…

N: un Bowmore elegantissimo, con una torba profonda, da ‘stireria’: note di amido, intense. Il fumo c’è, è acre ma molto rarefatto, sottile, raffinato, perfino con sfumature di canfora. C’è poi una nota fruttata molto intensa e piacevole, al limite del tropicale, con pesche e mango. Impasto del pane, ma anche – a dirla tutta – qualcosa di più ‘dolce’, vanigliato: pastafrolla. Mandorle.

P: il corpo è molto ‘beverino’, certo non ti esplode sul palato. E però c’è una piccola deflagrazione di cenere, di pepe, molto più intensa di quanto il naso lasciasse presagire: con il tempo questo lato torboso si manifesta anche con una nota di cera deliziosa. Poi ancora frutta tropicale, limone, papaya e pesca bianca verso il finale.

F: lungo, elegante, tutto sulla cenere e su un mero ricordo di dolcezza fruttata (mela e pera).

L’avevamo anticipato: dei tre imbottigliamenti di Beppe, questo è il nostro preferito. Elegante, raffinato, giocato su delicati contrasti di mondi opposti: ci ha stupito il corpo molto beverino, ma non lo consideriamo un difetto – solo un pretesto per versarne un altro bicchiere, e poi un altro, e poi un altro ancora… 88/100.

Sottofondo musicale consigliato: Morrisey – Spent the day in bed.