Bowmore ‘Bw7’ (2001/2017, Elements of Islay, 53,2%)

“Quando un uomo è stanco di Londra, è stanco della vita, perché a Londra si trova tutto ciò che la vita può offrire”. E come andare contro al pensiero del critico letterario Samuel Johnson, evidentemente innamorato matto della capitale del Regno Unito. Per corroborare la sua opinione basterebbe ad esempio citare l’epopea dei fratelli Sukhinder e Raj Singh, che dal 1999 a oggi sotto l’ombra del Big Ben hanno costruito un impero nel mondo del whisky. Loro è The Whisky Exchange, uno dei siti di ecommerce più grandi del settore, il sito d’aste whisky.auction e sempre una loro creazione sono le serie Elements of Islay, Port Askaig, The Single Malts of Scotland, The Whisky Trail e il rum Black Tot, tutti marchi sotto il cappello di Elixir Distillers. Uno di noi ha recentemente sbirciato nella collezione privata di Sukhinder e per lo shock non ha parlato per qualche giorno. Insomma non proprio “tutto ciò che la vita può offrire” ma sicuramente una buona parte di divertimento è assicurato. Elements of Islay è nata nel 2008 e, grazie all’aiuto di eleganti bottiglie da mezzo litro simili a campioni da laboratorio chimico, si propone di esplorare meticolosamente gli stili di tutte le distillerie di Islay. Oggi assaggiamo la settima espressione di Bowmore, un assemblaggio di sherry butts che hanno maturato il nostro whisky dal 2001 al 2017.

162583-bigN: ah, ma quanto sono buoni i Bowmore in sherry?! Iniziamo da note di barbecue, di salsa rubra, a dare conto di un’affumicatura salatina, da torba organica. La componente fruttata è deliziosa, esuberante, con la ‘solita’ tropicalità frizzante (guava matura, mango), ma anche mele rosse. Chinotto senza disdegnare sfumature floreali. Molto complesso come spesso accade ai Bowmore in sherry.

P: in bocca è fantastico, con note di viole glassate, di caramello bruciato e salato, ancora barbecue (maiale in agrodolce si può dire?). Burro e spezie tipo cannella. C’è un fumetto che ricorda il legno bruciato – se si potesse addentare un falò in spiaggia sicuramente avrebbe questo sapore. La frutta sta un passo indietro, con  mela e arancia.

F: miele di castagno, cenere salata, frutta in composta. Bruciato, molto bruciato.

I più accorti sanno che la serie Elements of Islay è concepita per deludere raramente il bevitore; d’altronde anche il posizionamento commerciale è di fascia alta: per questa bottiglia siamo sui 120 euro per 50 cl, per dire. Tralasciando per un attimo il volgare mondo delle transazioni commerciali, bisogna tuttavia ammettere che siamo al cospetto di un ottimo Bowmore, capace di rispettare le caratteristiche del distillato, ma ben supportato da un parterre di botti che aggiungono guizzi e robustezza. Francamente questo è uno degli stili che preferiamo ed è un attimo dare 90/100.

Sottofondo musicale consigliato: The Clash – London Calling

Arran 18 yo (1996/2014, High Spirits for Gluglu, 53,2%)

Giovedì prossimo il whiskyclub Gluglu ci ha invitati a partecipare attivamente ad una cena-degustazione che si terrà a Como, presso il ristorante Teatro in piazza Verdi: il tema sarà Arran, distilleria dell’isola di Arran (…) che da poco ha lanciato il suo primo maggiorenne ufficiale. Mauro Leoni, mastermind del whiskyclub, ha voluto però precorrere la stessa distilleria, e nello scorso settembre ha imbottigliato il suo Arran 18 anni, che oggi assaggiamo – e che giovedì concluderà il percorso di degustazione.

Schermata 2015-05-08 alle 10.45.49N: solo lievemente alcolico (pare pungente al modo di certi bianchi secchi…); mostra un naso piuttosto caldo, con intense note di cereali (pane caldo; brioche; biscotti ai cereali, campo di grano al sole, d’estate…) e una bella frutta gialla (albicocca), oltre a una generosa nota agrumata (arancia candita?). C’è una punta minerale appena accennata (forse burro?). Vaniglia. Un classico single cask in bourbon, però molto rispettoso del distillato, che emerge in tutta la sua cerealosa peculiarità. Marzapane in progressivo aumento, assieme a qualcosa di floreale…

P: replica perfettamente il profilo del naso, con una solida coerenza cerealosa. Sembra di mangiare corn flakes pucciati nel whisky! Marzapane, brioche, albicocca, biscotti ai cereali… Soprattutto verso la fine, tende a farsi un poco più minerale (come d’altro canto già al naso), con una nota intensa tra il miele amaro, la scorzetta d’arancia e il burro fresco. Molto piacevole.

F: piuttosto lungo e mediamente intenso. Ancora il protagonista è il cereale, poi un poco di miele e biscotti.

L’abbiamo appena scritto: il protagonista assoluto è un cereale caldo e dolce, che se al naso pare più orientato sulle note della vaniglia e dei biscotti progressivamente tende a farsi sempre più (piacevolmente) amarino, con note di miele davvero godibili. Un inno al malto, suonato da Arran e cantato dalla voce di Glen Maur. 86/100, e avanti il prosismo!

Sottofondo musicale consigliato: diventiamo evocativi e proponiamo John e Phil Cunningham – The Arran Boat.