Banff 34 yo (1976/2010, Cadenhead’s, 53,8%)

Il sito MaltMadness ritiene che Banff sia il nome di distilleria più buffo dell’intera Scozia, e forse ha ragione; siccome siamo dei simpaticoni, aggiungiamo una tacca al fucile e assaggiamo proprio un Banff, distillato nel 1976 (come dite? no, non eravamo ancora nati, noi) imbottigliato da Cadenhead’s nel 2010 dopo 34 anni di maturazione in una botte di quercia americana. Come sapete, noi staremo al banchetto proprio di Cadenhead’s, al Milano Whisky Festival di domani e domenica, ma questa bottiglia non l’avremo con noi. [UPDATE: Monica, dopo aver letto la recensione, ci dice che la bottiglia ci sarà! e se non ve la bevete voi, state sereni, la finiremo noi…] Il colore è dorato.

18847N: subito molto complesso e molto intenso. Caratteri generali: una cera straripante (par quasi un Clynelish), una leggera torba ‘terrosa’, oleosa, minerale; note di miele nette, granitiche e gradevolissime. Non si pensi però a un’austerità trattenuta e fine a se stessa: accanto si scatena una grande fanfara di note bourbonose, cremose e fruttate. Si inizia da una vaniglia / crema pasticciera, per passare alla mela gialla, poi panna cotta, poi agrumi canditi… L’età la dimostra solo con una lieve legnosità speziata che ancora, però, non ha preso il sopravvento (eucalipto, ma forse son fiori freschi?). Pian piano cresce un’affumicatura ‘sporca’ davvero incantevole. Orzata? Noce brasiliana (la noce di Pecan)? Cocco? Complesso, in continua oscillazione tra cremosità e austerità. C’è veramente di tutto…

P: fuoco alle polveri! Sostanzialmente, pare coerente col naso: a dire il vero, pare senz’altro meno torbato, ma si conferma alla grande quel senso di olio, cera e miele. Grandissima arancia, e grandissimo agrume, in generale; poi ancora crema, vaniglia, una frutta secca da panico (la noce brasiliana a pallate), banana, frutta gialla cremosissima… Stiam qui a spezzare il capello, ma è tutto molto compatto e orgogliosamente unito.

F: lungo e persistente; infinito, ritorna il fumo; si sente il legno, la crema di vaniglia, la cera… Stupisce una nota di cioccolato amaro.

Come direbbe Piccinini, “ccezzionale!”: tutto legato, olio crema cera: a sorpresa, sconsigliamo l’aggiunta d’acqua, che non aggiunge ma anzi ruba quella maestosa compattezza del palato. Come primo Banff della nostra carriera, non possiamo decisamente lamentarci!, e il voto sarà di 93/100. Ci vediamo domani al festival, allora?

Sottofondo musicale consigliato: David Byrne e St. VincentThe Forest Awakes, e grazie a Tombino.

Rosebank 21 yo (1990/2011, OB, 53,8%)

Reduci dal Milano Whisky Festival, ricominciamo a lavorare cercando di far fuori un po’ dei samples raccolti in passato: bisogna far spazio ai nuovi! Tra le Special Release della Diageo, ogni anno spiccavano le espressioni delle molte distillerie chiuse di proprietà del gruppo: oltre a Port Ellen e Brora, non bisogna dimenticare, ad esempio, una piccola distilleria delle Lowlands ormai trasformata in condominio… Oggi assaggiamo proprio il Rosebank 21 anni, Special Release 2011, un vatting di botti di sherry e bourbon, tutte refill. Il colore è paglierino chiaro.

N: moderatamente alcolico, ma comunque aperto e non respingente. C’è quello che riconosciamo come “odore tipico del malto Rosebank” (sarà solo suggestione?), fresco e floreale, profumato e leggero, ma non per questo privo di complessità. Accanto ad aspetti tipicamente ex-bourbon (pasta di mandorle, vaniglia e zucchero a velo; molta frutta gialla, tra cui pera, prugna gialla, qualche nota tropicale…) emergono interessanti richiami di tabacco, anice, ginepro, perfino di vino bianco secco. C’è, senza invadere, del buon legno. Suggestioni di scorza di limone. Il lato floreale non prevale sul fruttato.

P: che buono, e com’è elegante questo sapore! Un attacco deciso sulle note di malto, pieno e senza spigoli; poi, esplode una dolcezza intensa ma mai ruffiana, dominata da note di vaniglia, di marshmallow, di crema di limone… La frutta è meno presente che al naso, ma comunque gialla (susine, uva bianca). Un palato complessivamente più semplice, tutto giocato sulla perfetta interazione tra malto e botte. Qualcosa di ‘frizzantino’ verso il finale: sarà zenzero?

F: prevale il malto, e in generale la dimensione dolce/fruttata cede il passo alle componenti più “vegetali”: insomma, il malto.

Che dire, a noi i Rosebank piacciono sempre… Fosse leggermente più complesso, soprattutto al palato, sarebbe ancora più straordinario: di certo, indubbiamente è equilibrato, elegante, fresco, è una perfetta espressione delle Lowlands. Molto buono, semplicemente. 89/100 è la nostra opinione, Serge la pensa così.

Sottofondo musicale consigliato: non c’entra niente, eh, ma ci tengono compagnia di questi tempi. Die antwoordFatty Boom Boom.