Tasting Facile 2018

Per il sesto anno consecutivo si terrà a Milano il Tasting Facile: una degustazione in cui apriamo bottiglie speciali, che vogliamo condividere con altri appassionati di whisky perché si sa, certe emozioni sono troppo grandi per essere serbate nel proprio intimo. Spinti dalla curiosità, abbiamo guardato al passato e siamo andati a cercare le bottiglie che abbiamo aperto nel corso dei cinque appuntamenti degli scorsi anni: Springbank 21 Archibald Mitchell, Rosebank 12 Zenith Import, Talisker 1947/1982 Gordon&Macphail, Linkwood 1946/1986 Sestante, Macallan 7 anni Giovinetti e Maxxxium, Macallan 18 anni 1971, Macallan 12 yo Giovinetti, Mortlach 1984/1996 Wilson&Morgan, Mortlach 16 Flora & Fauna, Ardbeg 1979/1991 G&M, Glendronach 1990/2001 Cadenheads, Glendronach 1990/2013 Silver Seal, Glendronach 15 Revival, Octomore Comus, Highland Park 25, Talisker 25 ed.2004, Kilchoman 2007/2013 Sherry Cask, Clynelish 14 Flora & Fauna, Clynelish 15 Tartan Collection, Port Ellen 1971/1990 G&M, Lagavulin 12 yo 2013, Tomintoul 1967/2000 G&M, Bruichladdich 16 “Cuvee E”.

Nessuna degustazione è mai costata più di 35 euro. Quest’anno, purtroppo, ci vediamo costretti ad alzare l’asticella del prezzo, che salirà a 50€: e però, francamente, speriamo che il parterre possa farvi accettare questo gettone con serenità – anche perché, come dire, c’è un Macallan del 1958 (anche se la banda col vintage è caduta, le caratteristiche dell’etichetta sono molto precise) qua in mezzo.

  • Bell’s 12 yo (anni ’70)
  • Glen Grant 10 yo (anni ’80)
  • Macallan 1958 Rinaldi (imbott. 1971)
  • Longrow 19 Cadenhead’s ‘Warehouse Tasting’ Single Cask
  • Lagavulin Jazz Festival 2017

Il Tasting Facile sarà il 15 dicembre, la sede è quella ormai consueta dell’Harp Pub Guinness a Milano, e il costo – come detto – sarà di 50€. La degustazione è riservata a 30 persone, e si prenota esclusivamente mandando una mail a info.whiskyfacile@gmail.com – per cortesia, se ci avete dato adesione a voce rimandateci la mail, perché se fate affidamento sulla nostra memoria cascate male.

Non dovremmo bere male, dai…

Bell’s 12 yo ‘De Luxe’ (anni ’80, OB, 43%, 75 cl)

Bell’s è uno dei marchi storici dei blended di casa Diageo, e contiene – dicono quelli che se ne intendono davvero – whisky distillato a Caol Ila, Inchgower, Blair Athol, Bladnoch, Dufftown, Glendullan… I collezionisti di whisky e gli amanti della paccottiglia ricorderanno, ad esempio, molti decanter in ceramica a forma di campana, fantastici da esporre sulle mensole di casa della nonna. I più paiono non ricordare però questa bottiglia rettangolare, messa sul mercato tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80: per fortuna, diciamo noi, perché è un piccolo gioiello che ancora oggi si riesce a trovare, qui e là, con la dovuta attenzione, a un prezzo ragionevole. L’abbiamo presentato in tante degustazioni, ce ne siamo portati qualche bottiglia a casa, oggi finalmente lo esponiamo alla pubblica gogna sul sito.

bells-12-year-old-de-luxe-blended-scotch-whisky-boxed-1980sN: poco alcol e tanta intensità: ma quel che più stupisce è la qualità degli aromi, la complessità di un whisky che quand’è uscito era un malto ‘da battaglia’, da bere senza troppi ricami. Il primo sentore che ci seduce è quella patina che si trova solo nei whisky vecchi, tra la cera, il legno umido, la carta vecchia… C’è una mineralità, data probabilmente da una quota di torba (oltre alla probabile presenza di Caol Ila, all’epoca era più diffusa in varie distillerie) davvero fantastica. In più, questo naso bello setoso e rotondo è reso ancora più caldo da profonde note cremose di frutta gialla (pesca e mele), fragole; vaniglia, zucchero a velo; quei mix di frutta essiccata… Arancia secca sul termosifone nelle sere d’inverno… Ah, il Natale appena passato! E poi il malto, cerealoso (proprio Kellog’s) e ‘fienoso’. Un naso davvero incantevole.

P: anche se dopo circa trent’anni in bottiglia ha forse perso qualcosa in intensità, il panorama che si offre alle papille è di tutto rispetto. Ancora attacca su una mineralità torbosa, con una cera spaventosamente buona, con anche note di stoppino, quasi di fumo; poi si spalanca la frutta gialla (pesche, albicocche disidratate). In un palato naturalmente più semplice del naso, è in grandissima ascesa una maltosità piena, cerealosa e biscottata, notevolissima. Cremosino, con un buon caramello.

F: non lunghissimo ma pulito, tutto diviso tra malto croccante e un fumo minerale.

Il naso da solo vale il prezzo del biglietto, con una complessità incredibile e degli aromi che oggidì si trovano solo in alcuni sparuti campioni; poi si ‘normalizza’, ma merita comunque un premio, ricordando sempre che si trattava di un whisky da bere senza pensieri, senza troppe pippe mentali su aromi, fase retro-olfattiva, eccetera eccetera. 87/100, complimenti Bell’s.

Sottofondo musicale consigliato: Tom Waits – Chocolate Jesus.