Ardbeg ‘Grooves’ (2018, OB, 46%)

È quel momento dell’anno in cui l’afa inizia a inumidire la nostra volontà; in cui gli studenti dei licei preparano uova e farina per l’ultimo giorno, fregandosene dell’ultima interrogazione, ché tanto ormai il destino è segnato; in cui le ragazze indossano pantaloncini sempre più corti, e la freschezza delle gambe stordisce i passanti; in cui le prime sirene di calciomercato iniziano a occupare le testate nazionali, e già si attende la prima pantera avvistata in Abruzzo; in cui i supermercati sparano aria condizionata a cannone costringendoti a tenere in macchina un maglioncino leggero, ma il mal di gola è lì, dietro il banco della frutta; in cui il banco della frutta inizia a rivolgere agli avventori aromi suadenti, di pesche succose e albicocche dorate; insomma, è quel momento dell’anno in cui Ardbeg rilascia la sua edizione limitata annuale. Quest’anno tocca al “Grooves“, con una storiella di marketing basata sulla Summer of Love, Peat ‘n’ Love, hippy… di cui onestamente ci sfugge la ragione – ma è colpa nostra!, è che leggere certi comunicati stampa ci fa così fatica… Si tratta del solito NAS (whisky senza età dichiarata), invecchiato – pare – in barili ex-vino (quale vino? boh) pesantemente abbrustoliti all’interno, per rendere il legno molto attivo, e pretende di essere un’edizione limitata, che però casualmente si troverà stabile sugli scaffali fino all’anno venturo, almeno. Storiella entusiasmante, vero?, e che neppure il sito ufficiale si disturba a spiegare molto di più (parla solo di “our grooviest casks”, fate voi). L’abbiamo assaggiato all’Ardbeg Day di sabato scorso, ne abbiamo prelevato un campione e riassaggiato con calma a casa: eccolo.

N: molto aromatico, aperto e piacevole – ha evidente una nota di freschezza agrumata (lime e cedro), ma a farla da padrona è una fitta coltre di sensazioni zuccherine, caramellate e bruciacchiate (zucchero di canna, dolcetti con miele e cannella; e come dimenticarsi una mela rossa caramellata?; brioche industriale con zucchero e mele, se avete presente la Melizia dell’autogrill…). Ah, ma non ci possiamo certo dimenticare l’isola: una torba fumosa, intensa anche se non devastante, e poi un’aria di mare, iodata, davvero molto piacevole.

P: in attacco ripropone subito con convinzione il binomio zucchero bruciacchiato / torba catramosa, qui con catramatura crescente (un senso di copertone bruciato – come dite, “avete mai assaggiato un copertone bruciato?” Fatevi i fatti vostri, impertinenti, noi mangiamo quel che ci pare); il sorso conserva una certa agilità, grazie anche qui a note agrumate e sapide davvero sugli scudi. Ma la sorpresa è dietro l’angolo: proprio mentre ci si aspetta il passaggio dalla compattezza all’esplosività, quest’Ardbeg sembra quasi svanire, anzitutto a livello tattile – si fa infatti velocemente ‘acquoso’, e si avvia rapidamente verso…

F: …un epilogo di dolcezza un po’ indefinita, semplice e non proprio entusiasmante. Ancora copertone bruciato e sale, questi sì molto persistenti.

Come l’anno scorsooooo… e come l’anno primaaaa…. ci troviamo a commentare un prodotto più che dignitoso, onesto anche se un po’ spinto verso la dolcezza – e d’altro canto, l’uso spinto dei legni non può che portare a questi risultati, e va bene così. Resta il consueto imbarazzo nella valutazione: accettabile in assoluto, piacerà moltissimo ai neofiti, non potrà invece soddisfare appieno palati più educati – e pure, costa 125€. 85/100 dunque, ma resta il fatto che con la stessa cifra ci compriamo tre Ardbeg Ten, due Corryvreckan, due Uigeadail – o uno Uigeadail e un Corryvreckan, insomma dai, ci siamo capiti.

Sottofondo musicale consigliato: Cream – Sunshine of your love.

Whisky & Shout – Un posto a Milano

Whisky & Shout – Un posto a Milano: noi c’eravamo, per fortuna.

Cascina Cuccagna è un posto praticamente inimmaginabile, che in tanti però tanti hanno già scoperto con gli occhi pieni di stupore. Avreste mai scommesso sull’esistenza di una cascina del 1695 totalmente restaurata, trasformata dai visionari creatori di Un posto a Milano in uno spazio polifunzionale  (da spazio espositivo, bistrot, ostello e tanto altro) e posizionata a ridosso del centro di Milano, così come per magia? Non barate! No, non l’avevate fatto! A tutto questo aggiungiamo la felice intuizione dei gestori che, tra le tante attività ed eventi organizzati, hanno pensato bene di unire le eccellenze gastronomiche degli agricoltori appena fuori Milano (uno dei punti di forza della Cascina) all’eccellenza proveniente da Oltremanica.

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Giuseppe e Masumi aprono le danze
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il “menù” dell’aperitivo…
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…e il menù della cena. Un tripudio di sapori!

E a questo punto avrete capito che siamo qui a parlare ancora una volta di whisky. Sì, perché pare sia il nostro chiodo fisso. Giovedì scorso, grazie alla collaborazione del Milano Whisky Festival (qui incarnato nella figura di Giuseppe Gervasio Dolci), ha preso avvio una serie di incontri, le serate ‘Whisky & Shout’. Noi c’eravamo, perché la gentilissima Arianna, di Un posto a Milano, ha pensato bene di ritenerci delle vere autorità del settore e ci ha fatto graditissimo invito. A partire dall’aperitivo abbiamo potuto partecipare- che paludamento linguistico, in realtà abbiamo solo bevuto con grande entusiasmo!- alla presentazione di due imbottigliamenti selezionati dal Milano Whisky Festival, un Arran 6 anni e uno Springbank 13 yo, in abbinamento a un piatto di salumi. Poi il trasferimento nello spazio ristorante gestito dallo chef Nicola Cavallaro, che per l’occasione ha preparato un piatto da abbinare ai due whisky, nuovamente serviti a tavola. Abbiamo così assaggiato, per non dire degustato, per non dire divorato, un delizioso brasato con purea di patate, salsa al cioccolato e scorzetta d’arancia. Davvero notevole e tra l’altro l’abbinamento coi due malti a nostro parere è perfettamente riuscito.

A gennaio e febbraio si replicherà con la stessa formula. Vi anticipiamo il programma, così nessuno potrà dire “ma io non sapevo, ditelo però quando ci sono queste cose fantastiche!”.

Martedì 27 gennaio 2015: Kilchoman vintage 2008 –  5 anni. Caol ila vintage 2004 – 10 anni.

aperitivo dalle ore 19.00 – degustazione due whisky + caprini erborinati in abbinamento – €5. Cena dalle ore 19.30 – degustazione due whisky + risotto erborinato – €12.

Martedì 24 febbraio 2015: Grendronach vintage 1993 – 19 anni. Glenfarclas vintage 2006 – 8 anni

aperitivo dalle ore 19.00 – degustazione due whisky + piatto di cioccolato in abbinamento – €5. Cena dalle ore 19.30 – degustazione due whisky + assaggio di dolci in abbonamento – €15.

Ah, la serata è stata l’occasione per vedere anche molte facce nuove, oltre agli appassionati che spasmodicamente vagano per Milano in cerca di eventi del genere. Accorgersi che la nicchia del Single Malt si espande e conquista nuovi favori fa sempre piacere, ed è alla fine l’obiettivo di queste iniziative: portare il whisky “là dove c’era l’erba…”.

Grazie ancora allo staff di Un posto a Milano e appuntamento al 27 gennaio!