Connemara ‘peated original’ (2017, OB, 40%)

Tra gli addetti ai lavori e non è oramai opinione diffusa che il whiskey irlandese, a lungo bistrattato durante il Secolo Breve, si appresti a prendersi una saporitissima rivincita nei confronti del whisky scozzese. Sono molte le aperture recenti di nuove distillerie e ancora di più sono i nuovi marchi, che si alimentano tramite l’acquisto di botti dalle distillerie storiche. Tra queste, anche se non proprio dalla storia secolare, figura Cooley, fondata nel 1987 e autrice dietro le quinte di ottimi singoli barili, acquistati e imbottigliati da realtà indipendenti più o meno famose. Cooley, che nel 2012 è stata acquistata da jim Beam, ha inoltre da tempo creato una linea di whiskey torbati, a partire dal qui presente Nas ‘original’. Questo malto è nato per sparigliare alcuni dei clichè più consolidati dell’industria del whiskey irlandese: è infatti torbato e distillato non tre, ma due volte. Ci sono tutte le premesse per una sapida recensione.

connemara-peated-single-maltN: schietto e semplice: impasto del pane, tanto limone; biscotti ai cereali (quelli al malto e miele, ad essere precisi); e poi la torba, che si sente bene, intensa anche se delicata, con un po’ di liquirizia e lontano legno bruciato. Un’indistinta aura floreale, soooo irish!

P: corpo debole, molto etereo. Piacevole, più dolce e fruttato del naso: ha note di carambola perfino, poi di mela gialla. Vaniglia. Ancora cereali. Ancora torba, non brutale ma presente. Sa di zucchero bianco, di sciroppo di zucchero.

F: slegati alcol (l’effetto è quello di un profumo vecchio) e una torba a metà tra il plasticoso e il legno bruciato. Dolcezza astratta, forse la parte meno convincente.

La nostra valutazione si ferma un po’ a sorpresa (e già immaginiamo i lettori sbigottiti) a 78/100. Al naso tutto sembra far pensare a un whisky senza pretese ma piacevole, irlandesemente easy. Tuttavia al palato e al finale si perde tra un corpo insufficiente e qualche smagliatura alcolica di troppo. D’altra parte è pur sempre vero che questo insolito irlandese torbato varcherà la soglia di casa vostra se sarete disposti a spendere circa 35 euro, il che lo rende comunque un prodottino dal buon rapporto qualità/prezzo, coi tempi che corrono.

Sottofondo musicale consigliato: The Cranberries – Linger

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Connemara Turf Mor (2010, OB, 58,2%)

Usciamo per un attimo dai confini della cara Scozia per assaggiare un whisky irlandese molto particolare, sfornato in edizione limitata dalla distilleria Cooley nel 2010, un anno prima della sua acquisizione da parte di Suntory. Questo imbottigliamento contiene malto torbato con una percentuale di fenoli di 58 ppm contro i 20 ppm delle uscite usuali della distilleria. A quel che ne sappiamo è l’imbottigliamento più torbato d’Irlanda. Ah, “turf mor” in irlandese significa “big peat”, fate voi…

irish_con8N: un whisky dall’intensità inaudita, ma su un profilo molto irlandese – ed è proprio questo che colpisce. Una muraglia di gomma fusa, solvente, cenere e gas di scarico si abbatte su una muraglia di limone, pera e vaniglia. In questa guerra senza quartiere, ogni elemento resiste indomito, andando a codificare un naso semplice, a suo modo ‘delicato’ e al contempo brutale.

P: limone, pasta di mandorle e noci; pera acerba, vaniglia, cedro candito e lime; gomma fusa. Ecco, provate a immaginare tutti questi sapori che vi devastano il palato con fiammate alcoliche contundenti. Poi aggiungeteci ancora un pizzico di violenza… ed ecco a grandi linee il profilo di questo whisky.

F: torba bella inorganica, gomma bruciata, disastro ambientale (?).

Se non sapete cosa fare una sera di queste e a un certo punto vi sentite tentati da un’esperienza estrema, evitate per una volta di legare la vostra compagna al letto e provate questo Connemara Turf Mor, un malto che è un viaggio di sola andata per l’inferno o per il paradiso (sul web si trovano infatti recensioni abbastanza contrastate, tra chi lo premia e chi esprime qualche riserva). Noi col voto ci fermiamo al purgatorio: 85/100.

Sottofondo musicale consigliato: NevermoreSound of silence a proposito di esperimenti estremi, ascoltatevi questa cover…