Edradour 10 yo ‘Straight from the Cask’ (2007/2017, OB, 58,8%)

Un paio di mesetti fa, i fascistissimi edifici dell’Eur hanno ospitato il Roma Bar Show. Al netto del fatto che 80 anni fa col cavolo che avrebbero potuto chiamarlo così, ma al massimo lo Spettacolo della Taverna a Roma, una delegazione di Whisky Facile era presente anche lì. E fra un gin tonic e un supplì, è passata anche a far visita agli amici di Velier al loro banchetto, come sempre più libidinoso delle vetrine di Victoria’s Secret. Abbiamo trovato dietro il bancone l’ottimo Daniele Cancellara del Rasputin di Firenze, investito di una missione ammirevole: aprire ogni bottiglia senza pietà. Per aiutarlo (siamo dei samaritani nati), ci siamo fatti versare qualche chicca, fra cui questo Edradour Straight from the Cask, distillato nel 2007 e imbottigliato dieci anni dopo. Oltre ad essere stata nota finora come “la distilleria più piccola di Scozia”, Edradour è anche nota per essere poco considerata. Questo malto ha una confezione di legno e una colorazione da spremuta di legno. Vediamo se sa anche di legno.

La foto è di un altro single cask, ma internet è ostile alla precisione

N: fin dalle prime snasate, lo sherry si sente nitido, ma sotto a questa coltre il distillato resta ancora imbizzarrito e scalcia nervoso. Note di dado Liepig, tanta arancia candita, legno umido, piacevolissime punte di resina… Molto interessante. Buccia di arancia concentrata, dice qualche saggio. Curioso come l’alcol resti sempre in disparte, mai contundente – e siamo a quasi 60 gradi, eh!

P: anche qui l’alcol non si sente. Complessivamente molto piacevole in effetti, si conferma molto agrumato: l’arancia (buccia?) la fa da padrone, poi tanta liquirizia, un po’ di cioccolato, albicocca disidratata. Molto buono, forse un po’ monodimensionale. E se dicessimo “panettone”, vi sembreremmo forse sgradevoli verso il povero Giampaolo nel ricordagli quello che no, decisamente non mangerà comodamente seduto sulla panchina del Milan?

F: lungo, agrumato, per nulla allappante. Caramello e arancia.

Da quando Edradour è stata rilevata da Signatory Vintage, celebre ed eccellente imbottigliatore indipendente, la qualità dei suoi whisky è andata in costante crescita, così come la sua percezione da parte degli appassionati. E dunque dobbiamo riconoscere che sì, questo single cask di Edradour è proprio buono: come abbiamo scritto anche prima, ha forse il limite di essere molto carico (di arancia, soprattutto) e dunque di essere un po’ monodimensionale. Ma in fondo, che ci frega? 86/100, ripartiamo lunedì con un altro Edradour in sherry…

Sottofondo musicale consigliato: BowLand – Kemet.

“Rockside Affair” – Rasputin, Firenze

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All’inizio dell’anno passato un nostro caro amico, e lo è per sua disgrazia fin dai tempi oramai lontanissimi del liceo, ha avuto un’idea non meno che splendida. Dopo qualche anno di permanenza nella capitale Toscana, si dev’esser chiesto: “Ma perché a Firenze non esiste un locale che coniughi buon bere con atmosfera retrò, proibizionista sì ma anche più remota fino alla belle epoque? Che unisca la riservatezza di un luogo nascosto alla rutilante vita mondana della città ‘de i cinquecento’ col brio delle serate che traboccano alcol fino a notte fonda?”. Ed è precisamente per non aver trovato una risposta a queste domande che dev’esser nato il Rasputin, primo secret bar di Firenze, da qualche parte sottoterra in Oltrarno.

Da qui alla nostra insolente presenza il passo è stato davvero breve. Catapultati nel cortocircuito temporale allestito dal padrone di casa Marco, abbiamo tenuto una degustazione di whisky estratti dal succulento portafoglio dell’importatore Beija Flor- Glendronach 12 yo, Kilkerran 12 yo, Springbank 15 yo, Kilchoman Sanaig. La serata è stata davvero gradevole e per non farci mancare nulla al secondo e al quarto malto sono stati abbinati due cocktail. Il Rockside Affair ha chiuso la degustazione stupendo i presenti, e ci è parso giusto presentarne ricetta e ideazione:

Ingredienti

  • Kilchoman Sanaig
  • Vermouth di Prato
  • Braulio

img-20160521-wa0001Il barman del Rasputin Daniele Cancellara ci spiega che “il Rockside Affair, forgiato appositamente per la degustazione del 24 novembre, ha la sua ragion d’essere nell’unione di un prodotto moderno e di nuova concezione come Kilchoman Sanaig e due capisaldi della liquoristica nostrana. Questo drink valorizza i sentori e la torbatura tipiche del whisky di Islay, accompagnandoli con la morbidezza del Vermouth di Prato e gli aromi delle erbe alpine del Braulio”.  La ricetta è abbastanza semplice, ma l’intuizione è di quelle giuste e un distillato complicato e spigoloso come Kilchoman (tra l’altro nel Sanaig c’è anche l’ulteriore elemento di difficoltà dell’invecchiamento in barili ex-sherry) viene così “addomesticato” e messo a disposizione di un’armonia più ampia. Bravi!

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