Ichiro’s Malt ‘Mizunara Wood Reserve’ (2013, OB, 46%)

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Come al solito, il caro Ichiro Akuto dimostra di essere un visionario (altri direbbero “un pazzo squinternato”) blendando sotto il marchio Ichiro’s Malt del whisky di Hanyu, distilleria ormai chiusa da quasi vent’anni, e di Chichibu, distilleria molto giovane ma già di culto tra gli appassionati e i collezionisti. Ichiro sa come si lavora, la qualità di Chichibu è lì a dimostrarlo; al contempo, sa pure come si blenda, dato che gli Ichiro’s Malt sono sempre una garanzia in termini qualitativi. Oggi, grazie alla gentilezza di Marco Callegari e di Alessandro Coggi, assaggiamo la versione ‘MWR’, Mizunara Wood reserve, finita per qualche mese in barili di legno Mizunara, ovvero di quercia autoctona giapponese.

japan_ich2N: l’impatto è straordinariamente accogliente, caldo, morbido e fruttatissimo. Volete sapere di cosa profuma un whisky ‘classico’ e ricco, che sa di whisky? Annusate questo: pesche sciroppate, mele rosse, albicocche mature e succose; poi brioche all’albicocca, caramello, ma con suggestioni anche più ‘legnose’ e profumate, tipo ‘legno di sandalo’; pian piano si apre anche una dimensione più calda, che ricorda nitidamente il tuorlo d’uovo. Molto rotondo, incredibilmente privo di spigoli.

P: ancora rotondissimo e piacione, non si può dire che sia un whisky scarico: tutto sommato coerente col naso, in più si sente una nota di cereale, anzi di pane dolce – ma la variazione più rilevante è di proporzioni, si fa un po’ meno fruttato (per quanto pesche e albicocche, fresche ma anche disidratate restino ben presenti) a tutto vantaggio di quelle note di tuorlo d’uovo. Succo d’arancia.

F: di media durata; oltre ad una bella frutta piacevole, resta un sentore tra il floreale e lo speziato, che sviluppa il sandalo del naso e si ferma appena prima del chiodo di garofano; ci intendiamo?

Piacevole e ‘rotondone’, semplice ed esuberante, come vorremmo fossero tutti i no age… L’apporto del legno Mizunara si sente, con quelle note speziate e legnosine, ma riesce a restare educato, senza stravolgere il tema di fondo dell’imbottigliamento con etichetta a foglia. Certo, ad acquistarlo qui non costa poco (circa 120€), ma è un malto indispensabile per ogni bottigliera attenta al whisky con gli occhi a mandorla – anche perché per metterci Hanyu e Chichibu bisognerebbe comunque spendere molto di più, e dunque… 85/100.

Sottofondo musicale consigliato: Steven Wilson – People who eat darkness.

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Piove whisky (anche d’estate)

Schermata 2016-07-27 alle 11.40.22Clynelish 13 yo (1992/2005, Ian McLeod’s Dun Bheagan, 46%)

La nostra cara Clynelish tradisce raramente: e infatti il naso è un bel lecca lecca di fragola e cera, al palato esplodono burro e panna cotta… E cera e frutti rossi sono ancora lì. Davvero un bel sogno burroso, che si merita tutto il suo 86/100.

Schermata 2016-07-27 alle 11.36.59Bladnoch 20 yo Cask Strength (1993/2013, OB, 55%)

Burro, erba tagliata, frutta gialla, limone… Al palato riesce ad essere sia cremoso che molto vegetale, paradossalmente nudo e davvero molto intenso. Sembra di stare su un prato, con la spiga in bocca, una torta paradiso e una bella donna. Cosa volete di più dalla vita? Beh, magari non quest’etichetta… 88/100

Schermata 2016-07-27 alle 11.41.20Ichiro’s Malt Double Distilleries (2015, OB, 46%)

Miscela di Hanyu e Chichibu: spaventosamente intenso, mirabilmente fruttato… Mostra benissimo la qualità dei malti di partenza, in un panorama che, a livello di descrittori, ricorda un tripudio di botti ex-bourbon: banana, frutta gialla, vaniglia, note di burro. Buono buonissimo. 87/100

tobermory19_drumlanrigTobermory 19 yo (1994/2013, Douglas of Drumlanrig, 46%)

Sporco sporco, non troppo carico ma pieno di spigoli, esibisce tutte le asperità dell’Isola di Mull e del suo distillato; sia al naso che al palato resiste una nota metallica molto peculiare che talora pare prendersi fin troppo spazio; per il resto, molto erbaceo e maltoso, con un’anima di uvetta. Non la vorreste anche voi un’anima di uvetta? 82/100