Invergordon 42 yo (1973/2016, Wilson & Morgan, 52%)

Ormai non è più una novità: i prezzi delle botti di single malt salgono costantemente, dunque tanti imbottigliatori indipendenti hanno deciso di aprirsi al grain whisky – considerato meno pregiato perché miscela di cereali meno nobili rispetto all’orzo, il grain ha però una caratteristica che lo rende unico: regge invecchiamenti lunghissimi, anche perché (il segreto sta qui) generalmente questi whisky finivano/finiscono in barili a secondo, terzo, quarto riempimento… Perché già, la sua originale destinazione era dare ciccia ai blended. Dopo questa lezioncina di storia, eccoci a testare uno dei molti Invergordon ultraquarantenni messi sul mercato di recente: refill bourbon cask (#13000000042) selezionato e imbottigliato dall’italianissimo Wilson&Morgan per 221 bottiglie esistenti.

3208_9_1N: naso intenso e compatto. Si distinguono in un primo momento note di caramello bruciacchiato e caramella mou. Diciamo un’eresia se diciamo che a tratti sembra un rye? Questa suggestione ci conduce attraverso una serie di note balsamiche (caramelle miele ed eucalipto) e speziate (pepe). Lucido per legno, frutta secca e buccia d’arancia.

P: davvero esplosivo e con una texture importante. Il palato è infatti molto ‘grasso’, con una sensazione burrosa netta (ancora toffee e miele) e a sorpresa ci sono bombe di frutta tropicale proprio in ingresso: maracuja uber alles. Non sorprende invece il vasto repertorio balsamico, tra l’eucalipto e la menta. Chiudono le spezie: noi sentiamo chiodi di garofano e pepe nero, ma ognuno si senta libero di perdercisi. Nocciole. In realtà c’è anche un’astringenza di fondo che contrasta col resto, che va a complicare ulterioriormente il palato.

F: ancora burro e maracuja a formare un finale lungo e incantevole. Il balsamico dona freschezza e lo speziato profondità e complessità. Un finale che culla e su cui spendere più di un pensiero.

92/100: un grain di questo tipo non capita certo tutti i giorni… Non la solita compattezza dolce fatta di sfumature, ma un whisky dalle tante anime (spezie, tropici, burro, balsamico), tutte molto nette e distinguibili. E costa circa 300€, il che, per un single cask ultraquarantenne di questo livello, non è neppure tanto. Il sommo Giuseppe ha da poco bevuto un sister cask, anche questo evidentemente molto buono… Buona Pasqua!

Sottofondo musicale consigliato: Cat Stevens – Moon Shadow.

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Cena Gluglu – Grain Whiskies, 26/2/15

FullSizeRenderGiovedì scorso abbiamo avuto il piacere di partecipare per la prima volta ad un evento organizzato dallo storico Whisky Club Gluglu, attivo da quindici anni grazie soprattutto alla voglia e all’entusiasmo di Glen Maur, mattatore e mastermind del club. Il format è stato quello della cena-degustazione: sei (in realtà sette, in realtà otto…) whisky abbinati ad altrettante portate, raffinatissime, preparate dallo chef Mario Pozzi della Trattoria del Glicine di Cernobbio. Il tema era il grain whisky, genere solitamente sottostimato (“pff, roba da blended”) ma che sa regalare guizzi di genio: abbiamo assaggiato l’Haig Club (quello di Beckham); uno Strathclyde 12 anni (2001/2013) della serie Cask Strength di Chivas, a 62,1%; un Invergordon 21 di Cadenhead’s (1991/2013, 46%); un North British di Wilson & Morgan (1991/2014, cask #3325); un Girvan ancora di Cadenhead’s di 33 anni (1979/2013) a 46%; un Port Dundas ufficiale (Special Release di Diageo 2011) a 57,4%. Tra questi grain, che onestamente ci hanno complessivamente sorpreso positivamente (alla faccia di tutti i pregiudizi…), una menzione d’onore la diamo all’Invergordon, che ci ha stupito perché inusuale, meno dolce degli altri e più particolare, con note quasi torbate ed erbacee al palato; ma eccellenti erano anche il Girvan, molto complesso e strutturato, così come il North British; e lo Strathclyde, pure così giovane, aveva un’intensità al palato molto piacevole. Non ci spingiamo a dare valutazioni numeriche, ma di certo ora possiamo dirci anche appassionati di grain!

FullSizeRender-3Ma oltre a questi sei, abbiamo avuto il privilegio di assaggiare in anteprima un Tomatin 8 anni, selezionato da Gluglu nella neonata serie “Travel Adventures” (per cui si preannunciano confezioni speciali…): un gradevolissimo refill sherry butt, giovane e maltoso ma non privo di guizzi e di qualche nota ‘sporca’, come piace a noi. Presto lo recensiremo con calma, così come recensiremo la vera sorpresa della serata, per cui saremo sempre grati a Mauro: uno Springbank 1965/1990 selezionato e imbottigliato da Samaroli. Un whisky magnifico, semplicemente, con un naso veramente incantevole, di quelli che continuano a mutare, passando da note di cera e libri vecchi a frutta secca, frutta cotta, frutta fresca, tabacco… E si potrebbe andare avanti all’infinito – ma come detto, lo recensiremo presto con calma.

FullSizeRender-2Insomma, un ingresso nel mondo Gluglu veramente ‘in pompa magna’: speriamo davvero di riuscire a organizzare qualcosa assieme, e, se non altro, possiamo assicurare che non sarà certo l’ultima riunione del club cui avremo partecipato… Slàinte!