AnCnoc 22 yo (2016, OB, 46%)

Miscela di barili ex-bourbon ed ex-sherry, questo AnCnoc di 22 anni è stato lanciato nel 2013. La distilleria si chiama Knockdhu, ma negli anni ’90 ha deciso il cambio di nome del whisky per evitare confusioni con Knockando, e ne ha approfittato per rifarsi il look: pur essendo nello Speyside (è la distilleria più a est della regione, per gli appassionati degli inevitabili primati vantabili da ciascuna distilleria) ama considerarsi delle Highlands, e in etichetta infatti si dichiara Highland Malt – cosa coerente con lo stile della distilleria, generalmente. Bando alle chiacchiere, diamoci dentro.

N: molto fresco e ricco, ma con sobrietà. Note di biscotti burrosi al miele e vaniglia si confondono con accenti floreali davvero suadenti. Buccia di mele rosse, prugne fresche e un po’ di arancia candita lo rendono fruttato e, di nuovo, per nulla pesante. E dopo qualche minuto si leva una sensazione di legno caldo e frutta secca (nocciole su tutto) che arrotonda e dona profondità. Facile ma non monodimensionale, anzi ama oscillare tra un lato minerale e qualcosa di molto meno impalpabile, tipo un bel panettone natalizio. Anche una nota di cioccolato al latte.

P: l’attacco non è un mostro di potenza senza controllo, anzi forse un filo watery. Ripaga però il bevitore, raffinato o ignorante che sia, con note cremose di vaniglia e ancora un bel cestone di frutta giallorossa (?), per esempio mele, susine e uvetta. Tanta arancia e cioccolato. Anche un bel pacchetto di frutta secca tostata, deciso ma non invasivo. Si dimenticavano le spezie, che invece ci sono, con nette suggestioni di chiodi di garofano e pepe.

F: frutta secca uber alles assieme a toffee, spezie da cucina e una certa sensazione minerale che definiremmo come ‘ok’.

Proprio buono, rotondo ma complicato da noticine speziate che – immaginiamo – non a tutti piaceranno. Molto gradevole la sensazione generale sia al naso che al palato, una sensazione di freschezza ma anche di discreta complessità, che col tempo va ‘scurendosi’. Peccato solo per un palato un filo timido, che però gli permette di conservare quel binomio dolcezza-eleganza che in definitiva vale pur sempre un convinto 87/100, stesso voto che abbiamo dato al 18 anni. Dovessimo scegliere, non sapremmo. Nota di colore: dovrebbe costare attorno ai 110 euri, che per un 22 anni ci pare prezzo onesto.

Sottofondo musicale consigliato: Blur – Charmless man.

AnCnoc 18 yo (2016, OB, 46%)

Per la nostra settimana #barelylegal oggi sbarchiamo a Knockdhu, prima distilleria fondata dalla benemerita DCL (Distillery Company Limited, che sarà Diageo) a fine ‘800 – il suo whisky si chiama An Cnoc, importato da Compagnia dei Caraibi, che da qualche tempo ha rilevato l’importazione per l’Italia del portfolio di Inver House (e dunque Balblair, Old Pultneney). Oggi assaggiamo ovviamente il 18 anni, con gioia perché è il primo AnCnoc a finire sul sito. Dopo cinque anni e mezzo, già, siamo degli sbadati.

N: naso molto espressivo e pieno, rivela un bel carattere e mostra una certa stratificazione aromatica. La quota di botti sherry è ben presente, con frutta rossa in composta (fragole lampone ciliegia) e anche qualche sfumatura tra il cacao e il caffè, delicati e bene integrati. Ma quel che davvero colpisce è il lato dolciario, tra la tarte tatin, delle pesche sciroppate e arancia glassata (o marmellata, insomma, ci intendiamo).

P: non è un whisky ‘esplosivo’ ma ha senz’altro una grande intensità, che rimane costante; ha un bel muro di frutta dolce (sia rossa che gialla, pesche sciroppate, marmellata d’arancia), sa farsi anche un po’ cremoso (toffee e pasticcino alla frutta) e poi si chiude con un poco di tannino, tra spezie (noce moscata, forse caffè, zenzero candito) ed una inconfondibile nocciola.

F: molto pieno, con tanta frutta secca, chiodi di garofano e un po’ di frutta generica, sia rossa che no.

Ancora una volta partiamo dal voto, che è 87/100: è davvero un ottimo whisky “al sapor di whisky”, integra molto bene l’apporto delle due tipologie di botti, creando effettivamente un perfetto Speysider di età medio-alta, complesso, composito e intenso. Promosso con tante pacche sulle spalle.

Sottofondo musicale consigliato: Pino Daniele – Nero a metà.