Bruichladdich ‘The Laddie’ 8 yo (2015, OB, 50%)

Espressione esclusiva per il Travel Retail (vale a dire che te lo compri solo in aereoporto, e se non viaggi devi stare muto!), il Laddie 8 è l’unica versione di Bruichladdich a riportare l’età dichiarata in etichetta – ma il core range della “distilleria progressiva” è talmente variegato e ricco di espressioni particolarissime e tendenti all’artigianalità che tanto ci piace (i vari vintage della serie Bere Barley e Islay Barley, ad esempio) che proprio non ci sentiamo di stigmatizzarla. Ne abbiamo preso un campione alla Bowmore House, albergo che ci ha ospitato nel nostro ultimo viaggio scozzese.

schermata-2016-10-24-alle-23-36-59N: note esplicite, fin dall’inizio, di malto (lo definiremmo ‘croccante’ solo per il gusto di indispettire i nostri lettori più esigenti), di cereali, di corn flakes magari zuccherati. Si sente che il complesso è giovane, con un lieve sentore di lieviti (suona come un gioco di parole ma è così), di mash tun. Note fruttate anche, soprattutto pere e mele, ed un leggerissimo velo di vaniglia. Il tutto è come racchiuso da una brezza di mare, da un qualche odore di pesce, ma come in lontananza. Una bella salamoia. Biscotti al burro.

P: qui il lato costiero si prende la briga di aprire le danze, con un primo impatto ancora leggermente sapido e piuttosto minerale,  di certo con qualche ricordo di burro e poi di buccia di limone (anzi, del bianco del limone: avete presente?, un po’ amaro…). Poi il lato maltoso e dolce esplode, letteralmente, anche grazie alla gradazione importante: molto vario, va da una bella vaniglia a note fruttate, di pere, mele, anche qualcosa di più caldo – perché ignorare la confettura d’albicocca?

F: lungo e pulito, molto intenso; maltoso, maltosissimo, ancora burro salato.

A noi piacciono tanto i nuovi Laddie, che ci possiamo fare. È pulito ma minerale, è giovane ma esibisce una bella complessità… Si dice sempre che quando si assaggia un whisky in Scozia bisogna stare attenti, perché è sempre più buono di quando lo si riassaggia a casa: questo non è il caso, per fortuna, avanti con un 85/100.

Sottofondo musicale consigliato: Animals as leaders – Aritmophobia.

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Bruichladdich ‘The Classic Laddie – Scottish Barley’ (2014, OB, 50%)

Oggi è il giorno di Star Wars, tutti lo sanno: anche noi non ci siamo distratti ed anzi oggi assaggeremo un whisky che, appunto, ha uno strettissimo legame con la saga di George Lucas e Chewbecca: infatti, non c’entra niente. Sorprendente vero? Fantastico! Assaggiamo la versione Classic Laddie – Scottish Barley di Bruichladdich, ovvero un NAS di botti di Laddie (ci intendiamo, no?, la versione ‘base’, non torbata, di Bruichladdich) selezionate da Jim McEwan: whisky distillato da solo orzo scozzese, invecchiato in quercia americana, di fronte al Loch Indaal, imbottigliato a 50%. Il claim è “we believe barley matters”, e ci piace tanto.

Mar15-BruichladdichScottishBarleyN: già da una prima snasata pare ‘dolce’ ma affilato, senza concessioni alla ruffianeria. Innanzitutto, spicca un lato oleoso e minerale quasi inaspettato, in un whisky che fieramente si presenta come ‘unpeated’, con note marine e appunto minerali, di roccia bagnata, di scogli. Poi però cresce il lato fruttato, cremoso, cerealoso: note di corn flakes e di miele millefiori, di pasta di mandorla e gelato alla banana; di pesche e orzata. Un che di ‘stireria’, di amido.

P: se esistesse un corn flake salato (e forse esiste, chi lo sa, non abbiam voglia di googlare) saprebbe certamente di Laddie Scottish Barley. Replica benissimo la dicotomia del naso, con corpose sorsate di ‘cereale minerale’, con un miele ed una frutta gialla intensi che si lasciano avvolgere da un abbraccio di sapida acqua di mare. Complessivamente, la dolcezza retrocede un po’, col suo portato di frutta gialla da pasticcino (che al naso ci era parso plausibile rappresentarci con: banana), lasciando spazio alle ondate marine e minerali.

F: pulitissimo; elegante, ma non privo di una intrigante mineralità; ancora mare e banana non troppo dolce.

Eccellente e beverino, piacevolissimo: e i nostri amici che, dopo un weekend di sci a base Laddie S.B., hanno razziato un’enoteca comprando tutte le bottiglie rimaste (costa meno di 50€…), sono lì, sbronzi in un angolo a dimostrarlo. A parte tutto, come quasi tutti i Laddie che abbiamo assaggiato mostra una splendida rotondità cerealosa, cui si abbina un lato spigoloso, marino e minerale, roccioso, che ci piace tanto tanto. 86/100, e forse è poco.

Sottofondo musicale consigliato: Moondog – Enough about human rights.

Bruichladdich Laddie Five-o (2013, OB, 47,7%) – Feis (Sac)ile 2013

Il sesto malto del Feis Sacile era il Bruichladdich “Laddie Five-o”; teoricamente doveva essere ai più sconosciuto, ma è bastato avvicinare il naso per capire la distilleria d’origine… Questo imbottigliamento è un tributo ai 50 anni di “whisky creation” del buon Jim McEwan, personaggio leggendario che, ad esempio, potete vedere qui in una sua performance a Senago un paio d’anni fa. Non abbiamo approfondito la questione del “five-o”, solo per pigrizia: ma se avete visto The Wire (e se non l’avete vista, siete delle bestie! è la serie più bella della storia delle serie!) sapete che con il grido “five-o” si segnalava agli altri spacciatori l’arrivo della polizia. Perché lo scriviamo? Boh. Il colore è ambrato.

bruichladdich-laddie-five-o-feis-ile-2013-whiskyN: con bella personalità, da subito, mostra una costruzione nei legni molto solida. Vaniglia, plum cake, anche un po’ di cocco? Grande attore, come sempre coi Laddie, è il malto, intenso e saporito; ma anche burro, crema, uvetta. Una lieve traccia iodata, un’altra minerale? Elegante, con note di scorzette d’arancia, ancora crema pasticciera. Non abbiamo informazioni in merito (Davide contribuirà a precisare), ma certamente si tratta di un vatting di porzioni di botti diverse, bourbon e sherry, probabilmente un po’ di first fill e un po’ no. Buono.

P: che corpo! Più intensa la quota di sherry; cioccolato e frutta rossa, ma anche parzialmente burroso e tropicale (cocco). Buono, caldo ed elegante; cremoso in bocca, con una bella frutta caramellata, vaniglia, toffee, pera. Poderose note di malto e un bel bilanciamento dato forse dal legno, che riequilibra con note leggermente amarine sul finale. Veramente ben costruito, anche se si chiude con una curiosa suggestione vagamente ‘saponosa’.

F: si può essere delicati e intensi al contempo? Cocco, malto, ritorna un che di salato che al palato avevamo perduto.

Beh, molto buono. Lo stile è proprio lo stesso del Laddie Ten che avevamo assaggiato tempo fa, certamente questo è un po’ più ‘normale’ (nel senso che alcune deliziose note affumicate e marine del Ten qui non ci sono o sono molto in sordina) e più ruffiano, più dolce. Ma è una bella dolcezza, e la premieremo con 87/100.

Sottofondo musicale consigliato: Blind Boys From AlabamaWay down in the hole, tema della prima stagione di The wire.

Bruichladdich 10 yo “Laddie” (2011, OB, 46%)

L’estate del whisky è stata scossa (?) dalla vendita della distilleria Bruichladdich, che dalla gestione precedente (che aveva rilanciato il marchio, ampliando il range e producendo una gran quantità di imbottigliamenti… della strategia avevamo accennato qui) è passata nelle mani dei francesi della Remy Cointreau per una cifra record, una barca di quattrini, che neanche dentro ai celebri pouf dell’era-tangentopoli. Della vicenda si è occupato diffusamente il nostro amico Davide, e ai suoi articoli rimandiamo, condividendo peraltro la convinzione che le preoccupazioni avanzate da molti (quorum il Malt Maniac Oliver Klimek) non siano necessariamente fondate: mica perché sono francesi e molto ricchi rovineranno tutto, o no? Ma comunque: la vendita è arrivata al momento giusto, perché il rinnovamento della distilleria è giunto a compimento alla fine dell’anno scorso, quando è stato messo sul mercato il primo 10 anni ufficiale completamente prodotto dalla gestione di Jim McEwan, ovvero il Laddie – che appunto assaggiamo oggi.

N: uvetta, caramello… Note speziate (noce moscata e cannella) accanto a una deliziosa dolcezza da toffee. Note di frutta, varie (scorza d’aranzia, limone, ma anche qualcosa di più caldo… facciamola facile, diciamo marmellata d’arancia). C’è poi, fin dall’inizio e sullo sfondo, una netta marinità (profumo di spiaggia, salmastro, diciamo alghe) e, dopo un po’, perfino una leggera affumicatura. Pasta di mandorle. Punte leggerissime mentolate?

P: wow, davvero buono. Per farla breve, come al naso ma di più: soprattutto, c’è una dolcezza fruttata (mela, pesca, albicocca, frutta tropicale…) davvero da capogiro. Poi, ancora, le note di scorza d’agrume, quelle salmastre (liquirizia salata?), quelle affumicate. Zucchero di canna abbrustolito? Avrete presente, no?, l’avrete pur fatta una torta ricoperta di zucchero che vi siete dimenticati in forno per un paio di minuti di troppo… Pepatino, verso il finale.

F: persistente, buono. Affumicato e secco, soprattutto. Pepe. Toffee, caramello.

Molto buono, davvero. Non è magari complessissimo, ma è molto coerente e qualitativamente di ottimo livello. Intenso, saporito, con quelle note marine e – a tratti – affumicate (ricordate: non torbato) davvero eccellenti; molto più buono di quanto non lascino presagire le tasting notes ufficiali… Ah, costa 35 euro: anche per questa ragione, gli dobbiamo dare almeno 87/100. Serge le pensa così, Ruben così.

Sottofondo musicale consigliato: Paolo Conte Bartali, alla faccia dei francesi. Tiè.