Mortlach 25 yo (1993/2018, Adelphi, 56%)

Samuel che spala torba, miagolando

Siamo delle persone semplici: vediamo un single cask di Mortlach di 25 anni e non capiamo più niente. Fortuna vuole che ci sia giunto in omaggio un grasso sample di (indovinate un po’) un single cask di Mortlach di 25 anni imbottigliato da Adelphi l’anno scorso: e in questo caso, si scrive “fortuna” ma si legge “Samuel“. Miagolando di giubilo, non spendiamo parole superflue e passiamo ai fatti.

Mortlach 1993/2018 Adelphi

N: mancano tutte le note più sporche della Bestia di Dufftown, e dunque niente zolfo o brodo di carne, almeno all’inizio. Iper fruttato, si sente immediatamente il forte contributo del barile: mon cheri, frutta rossa sotto spirito e cioccolato, marmellata di fragola. Crema di marroni e marmellata di arancia. Mela rossa. Sentori di crostata di mele?, brioche alla mela, strudel (ma senza cannella).

P: esplosivo, molto intenso, ancora molto fruttato: frutta rossa, marmellata di fragola, succo di mela… Ancora tanto agrumato, arancia. Arriva poi quella nota che ci dice “Mortlach”, ed è una nota di brodo di carne – niente zolfo però. Riduzione di anatra all’arancia. Polvere di caffè, qualche spezia del legno, foglie di tabacco. Biscotti allo zenzero e cannella (qui sì), verso il finale…

F: ed è subito Ikea sotto Natale, con il biscotto cannella e zenzero che conduce pian piano alla frutta esuberante del palato (arancia e mela).

La nostra semplicità, dichiarata in avvio, trova conferma nella goduria della bevuta. È un Mortlach in una versione molto ‘pulita’, senza note sulfuree troppo marcate e con solo una noticina di brodo di carne al palato a ricordarci che la Bestia di Dufftown è carnivora… Pulito, si diceva, ma con una personalità che neppure Pogba al suo primo anno in Italia. 90/100, e grazie infinite al nostro miciolone Samuel: dai che manca poco, tra poco possiamo tornare a brindare insieme.

Sottofondo musicale consigliato: dal Machete Mixtape Vol.4, Gang!

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Mortlach 21 yo (1992/2013, Douglas Laing’s Director’s Cut, 56,7%)

Conosciamo tutti la vicenda di Mortlach: la distilleria lavora per decenni come fornitrice di bulk-whisky per i blended di casa Diageo, e intanto la sua reputazione cresce grazie ai numerosi imbottigliamenti indipendenti di alta qualità, con una particolare predilezione per pesanti invecchiamenti in sherry, i più adatti ad abbinarsi ad un distillato molto particolare, sporco in virtù di un processo di distillazione unico. Poi, pochi anni fa, Diageo decide di imbottigliarlo come single malt di fascia premium, in decanter da 50cl (come questo), con prezzi “da Macallan”, inserendo una buona quota di maturazioni ex-bourbon nella miscela. Gli appassionati storcono il naso e continuano a rifornirsi presso gli indipendenti: così facciamo anche noi, pescando questo ventunenne scurissimo selezionato da Douglas Laing e messo in vetro nel 2013, a grado pieno, nella serie Director’s Cut.

N: sherry monster prometteva d’essere e sherry monster è – così tanto da tarpare le ali perfino agli spigoli del distillato di Mortlach… L’impatto è di un whisky molto morbido, ‘dolcione’, tra traboccanti frutti rossi (sceglieteli voi: tanto ci sono tutti), brioche al burro, cioccolato al latte, magari caldo, quasi gianduia. Suggestioni di caffè, che promettono un palato forse un po’ astringente… E poi caramello, con qualche nota ‘bruciacchiata’ da creme brulée. Legno, tanto legno, con emersioni resinose molto evidenti, pur non entrando nei territori balsamici. Ti satura il naso… Solo alla fine, dopo un po’, emerge un piacevolissimo sentore di tabacco di sigaro caraibico.

P: un nettare, un succo di frutta e legno, straordinariamente privo di gradazione alcolica. Ce lo attendevamo astringente, e invece è lontano da questa dimensione: ancora frutta rossa (strabiliante, mostruosa nella sua succosa intensità), cioccolato al latte, crema, tanta uvetta… Un tripudio di pasticceria ‘pesante’: crema rappresa, poi nocciolato, confetture, fichi. 

F: lungo, intenso e persistente, ancora su frutta rossa e cioccolato

La selezione di Douglas Laing colpisce nel segno: è un whisky delizioso, per dirla con il Gerva “è un nettare”, uno sherry monster fatto e finito, pulito, succoso… Certo, le caratteristiche grasse e sporchine del distillato restano tarpate. Qualcuno potrebbe dire “è tutta botte!”: costui avrebbe ragione probabilmente, ma questo whisky è equilibrato, non si spinge mai nel ‘troppo legno’ astringente, ruffiano nel senso migliore, piacione: e in effetti a noi piace, 89/100.

Sottofondo musicale consigliato: VNV Nation – Beloved.