mortlach 16 yo

Mortlach 16 yo (2019, OB, 43,4%)

Un cerchio che si chiude dopo una lunghissima curva: la nostra prima recensione fu proprio un Mortlach 16 yo Flora & Fauna, a quel tempo l’unico imbottigliamento ufficiale di una distilleria della scuderia Diageo che infatti aveva sempre operato nell’ombra, fornendo col suo distillato ricco di personalità una corposa base per i blended whisky. Poi, dopo l’uscita dal porto nebbioso dei blended grazie a tanti ottimi imbottigliamenti indie che avevano svelato il carattere davvero particolare della distilleria di Dufftown, all’improvviso la follia: nel 2014 Diageo decide d’emblée di premiurizzare il marchio e lancia quattro imbottigliamenti da mezzo litro dai 60 euro del NAS ai 600 euro del 25 yo. Li mortè!, direbbero i più accorti, e infatti la serie pare non sia andata benissimo, visto che già a metà 2018 arriva la marcia indietro, con l’uscita di un nuovo core range, dal volto sicuramente “più umano, più vero”: un 12, un 16 e un 20 anni generosamente immessi in vetri da 70 cl e prezzati da 50 a 200 euro circa. Sul 16 yo di oggi abbiamo assistito tra l’altro a una curiosa diatriba sull’altalenante qualità dei vari batch, per cui rimandiamo alla recensione di whiskynotes. Chi si appassionasse alla vicenda, sappia che quello nel nostro bicchiere è il batch L8283DM002.

mortlach 16 yoN: molto aperto, piacevole, ricco e di una paradossale freschezza ‘pesante’. Molti agrumi in evidenza, soprattutto arancia, scorza di arancia rossa, perfino un po’ di marmellata. Fichi, molto intensi e dolci, profumati (anche qui, c’è pure marmellata di fichi); anche pesche (siamo monotoni se diciamo confettura di pesche?). Ananas sciroppato. Un poco di cuoio, di pelle. Tabacco fruttato da narghilè. Sotto tutto, ecco una robusta nota di malto, di cereale.

P: l’ingresso sembra debole, ma è solo un’impressione perché diventa avvolgente e molto intenso. Ancora caldo e fruttato, fruttatissimo, tutto sul giallo/arancione: la principale nota è ancora di fichi, in ogni forma, poi c’è un bell’agrume (arancia, scorza lievemente amara), mango molto maturo. E poi… dimenticate le note sulfuree e carnose di Mortlach, fate spazio a una robusta nota di malto cerealoso, dolce, caldo ma leggermente ‘polveroso’. Legno, magari un pochino di aghi di pino.

F: lungo, intenso, molto coerente, ancora con fichi e malto e arancia. Miele. Eccellente, con mille riverberi di sapore.

Il collo delle bottiglie di questa serie Distiller’s Dram titola “anche simpaticamente” (doveroso tributo al grande Maurizio Mosca) “The beast of Duffotwn”, un vezzoso nomignolo che Mortlach si è guadagnata grazie a un new make spirit molto robusto, con una peculiare nota carnosa e sulfurea e potremmo dire unica nel panorama degli scotch whisky. Ecco per questo 16 anni invece dimenticatevi brodi di carne, soffritti, ragù e immaginate un whisky molto elegante, che pur essendo fruttato e zuccherino, resta incredibilmente equilibrato, educato per essere appunto un Mortlach. E tra i suoi pregi sicuramente ci sono anche una pienezza e una ricchezza nella bevuta che di rado si incontrano a gradazioni così basse. Tutto ciò non può che farci gioire e assegnare un 88/100, che a dire il vero sorprende un poco anche noi medesimi. Se vi ha incuriosito, il prezzo è intorno agli 80 euro.

Sottofondo musicale: Milt BucknerThe Beast

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Mortlach 25 yo (1993/2018, Adelphi, 56%)

Samuel che spala torba, miagolando

Siamo delle persone semplici: vediamo un single cask di Mortlach di 25 anni e non capiamo più niente. Fortuna vuole che ci sia giunto in omaggio un grasso sample di (indovinate un po’) un single cask di Mortlach di 25 anni imbottigliato da Adelphi l’anno scorso: e in questo caso, si scrive “fortuna” ma si legge “Samuel“. Miagolando di giubilo, non spendiamo parole superflue e passiamo ai fatti.

Mortlach 1993/2018 Adelphi

N: mancano tutte le note più sporche della Bestia di Dufftown, e dunque niente zolfo o brodo di carne, almeno all’inizio. Iper fruttato, si sente immediatamente il forte contributo del barile: mon cheri, frutta rossa sotto spirito e cioccolato, marmellata di fragola. Crema di marroni e marmellata di arancia. Mela rossa. Sentori di crostata di mele?, brioche alla mela, strudel (ma senza cannella).

P: esplosivo, molto intenso, ancora molto fruttato: frutta rossa, marmellata di fragola, succo di mela… Ancora tanto agrumato, arancia. Arriva poi quella nota che ci dice “Mortlach”, ed è una nota di brodo di carne – niente zolfo però. Riduzione di anatra all’arancia. Polvere di caffè, qualche spezia del legno, foglie di tabacco. Biscotti allo zenzero e cannella (qui sì), verso il finale…

F: ed è subito Ikea sotto Natale, con il biscotto cannella e zenzero che conduce pian piano alla frutta esuberante del palato (arancia e mela).

La nostra semplicità, dichiarata in avvio, trova conferma nella goduria della bevuta. È un Mortlach in una versione molto ‘pulita’, senza note sulfuree troppo marcate e con solo una noticina di brodo di carne al palato a ricordarci che la Bestia di Dufftown è carnivora… Pulito, si diceva, ma con una personalità che neppure Pogba al suo primo anno in Italia. 90/100, e grazie infinite al nostro miciolone Samuel: dai che manca poco, tra poco possiamo tornare a brindare insieme.

Sottofondo musicale consigliato: dal Machete Mixtape Vol.4, Gang!

Mortlach 21 yo (1992/2013, Douglas Laing’s Director’s Cut, 56,7%)

Conosciamo tutti la vicenda di Mortlach: la distilleria lavora per decenni come fornitrice di bulk-whisky per i blended di casa Diageo, e intanto la sua reputazione cresce grazie ai numerosi imbottigliamenti indipendenti di alta qualità, con una particolare predilezione per pesanti invecchiamenti in sherry, i più adatti ad abbinarsi ad un distillato molto particolare, sporco in virtù di un processo di distillazione unico. Poi, pochi anni fa, Diageo decide di imbottigliarlo come single malt di fascia premium, in decanter da 50cl (come questo), con prezzi “da Macallan”, inserendo una buona quota di maturazioni ex-bourbon nella miscela. Gli appassionati storcono il naso e continuano a rifornirsi presso gli indipendenti: così facciamo anche noi, pescando questo ventunenne scurissimo selezionato da Douglas Laing e messo in vetro nel 2013, a grado pieno, nella serie Director’s Cut.

N: sherry monster prometteva d’essere e sherry monster è – così tanto da tarpare le ali perfino agli spigoli del distillato di Mortlach… L’impatto è di un whisky molto morbido, ‘dolcione’, tra traboccanti frutti rossi (sceglieteli voi: tanto ci sono tutti), brioche al burro, cioccolato al latte, magari caldo, quasi gianduia. Suggestioni di caffè, che promettono un palato forse un po’ astringente… E poi caramello, con qualche nota ‘bruciacchiata’ da creme brulée. Legno, tanto legno, con emersioni resinose molto evidenti, pur non entrando nei territori balsamici. Ti satura il naso… Solo alla fine, dopo un po’, emerge un piacevolissimo sentore di tabacco di sigaro caraibico.

P: un nettare, un succo di frutta e legno, straordinariamente privo di gradazione alcolica. Ce lo attendevamo astringente, e invece è lontano da questa dimensione: ancora frutta rossa (strabiliante, mostruosa nella sua succosa intensità), cioccolato al latte, crema, tanta uvetta… Un tripudio di pasticceria ‘pesante’: crema rappresa, poi nocciolato, confetture, fichi. 

F: lungo, intenso e persistente, ancora su frutta rossa e cioccolato

La selezione di Douglas Laing colpisce nel segno: è un whisky delizioso, per dirla con il Gerva “è un nettare”, uno sherry monster fatto e finito, pulito, succoso… Certo, le caratteristiche grasse e sporchine del distillato restano tarpate. Qualcuno potrebbe dire “è tutta botte!”: costui avrebbe ragione probabilmente, ma questo whisky è equilibrato, non si spinge mai nel ‘troppo legno’ astringente, ruffiano nel senso migliore, piacione: e in effetti a noi piace, 89/100.

Sottofondo musicale consigliato: VNV Nation – Beloved.