Glen Moray ‘Chardonnay Cask Finish’ (2019, OB, 40%)

Direttamente dall’ultima puntata dell’Online Whisky Show, in cui eravamo a spasso per lo Speyside con Andrea e Giuseppe del Milano Whisky Festival, ecco un Glen Moray senza età dichiarata, invecchiato in botti ex-bourbon e poi finito in barili di Chardonnay. La ricetta, letta così, ci lascerebbe un po’ perplessi, se non fosse che quando siamo andati in distilleria nel maggio 2018 abbiamo assaggiato un single cask, proprio ex-Chardonnay, veramente piacevole e convincente. Questo imbottigliamento, parte della gamma base di Glen Moray, è ridotto a 40%.

image (1)N: come spesso ci è capitato con i Glen Moray ridotti a 40%, l’alcol curiosamente tende a sparare un po’, e ci vuole del tempo prima di superare questa trincea. Quando si passa in territorio nemico, si apre pian piano una frutta gialla molto matura, tra pesca e mela gialla; ma anche qualcosa di più zuccherino, caramelle gelée alla frutta (agli agrumi, anzi), panini al latte, vaniglia. Qua e là fa capolino un’acidità, molto vinosa (dai, potevate sforzarvi un po’ di più); vinosità che certo contribuisce a caricare la potenza della frutta stessa.

P: a dominare la scena, in un palato complessivamente un po’ esile come struttura e un po’ troppo alcolico, è certamente la vinosità, ed è una vinosità piuttosto secca. Ci sono emersioni dolci, naturalmente, tutte di brioche burrosa appena sfornata e frutta gialla matura (ananas in scatola); pasta di mandorla anche. La seconda metà del palato invece tende a farsi un po’ amarognola e legnosetta: fava di cacao, frutta secca, legno fresco.

F: frutta secca, legno fresco ancora e burro; cocco essiccato. Tanta mandorla amara. Piuttosto lungo.

Non rende giustizia alla bontà del single cask bevuto nel café della distilleria, questo è poco ma è sicuro, ma non è neppure così disastroso come abbiamo sentito dire da alcuni. La presenza del vino è invadente, soprattutto nella prima parte del palato; ma in particolare il naso sembra davvero invitante, con legno e distillato bene integrati e una grande frutta esuberante. Nel complesso, un whisky non indimenticabile ma meritevole di un assaggio: 80/100.

Annunci

Glenfarclas 18 yo (2019, OB, 43%)

In mezzo alle tante cose deprimenti di questo periodo di lockdown per fortuna ne abbiamo pescata una che ci sta dando tante soddisfazioni. Assieme ad Andrea e Giuseppe del Milano Whisky Festival ci siamo infatti inventati l’Online whisky show, una degustazione che supera le barriere fisiche, perché vi porta a casa i campioni da 3 cl di whisky, e che la sera della diretta sta dimostrando di essere capace di riunire idealmente appassionati di

93798785_3112231168795187_2359633441621803008_o
Aggrediremo ancora Glenfarclas il 19/05 nella serata “Sherry Casks”

whisky da tutta Italia in un grossa sala di Zoom (più di 80 persone per serata). Non ci fermeremo per tutto maggio e giugno, e ogni martedì sera ci sarà una degustazione tematica di cinque whisky tenuta da noi 4 (ah tra l’altro le dirette le trovate poi su facebook e su questo canale Youtube per chi volesse bere il proprio kit in un altro momento). Qui trovate il calendario delle serate, che saranno impreziosite di volta in volta dalla presenza di ospiti importanti, dall’Italia e dalla Scozia. Intanto nell’infausta data del 5 maggio ci siamo fatti un bel giretto per lo Speyside, assaggiando Glen Moray, Dufftown, Glenburgie, Cragellachie e appunto il Glenfarclas di oggi. Questo 18 anni, a ben vedere, è una rarità perché, pur nello sterminato core range della distilleria di Ballindalloch, un classico diciottenne non c’è mai stato. Ma l’arcano è presto svelato: trattasi di imbottigliamento destinato al travel retail, che però i nostri prodi A&G hanno portato in Italia e messo su whiskyshop.it.

 

149852-bigN: decisamente non è uno sherry monster, ma questo è lo stile dei Glenfarclas del core range (l’avevamo bevuto quasi tutto all’inizio dell’avventura di questo blog) e dunque ce lo aspettiamo. Abbiamo profonde note di uvetta, di frutta gialla essiccata (albicocca; anche mele cotte); cioccolato al latte e mandorle, ovomaltina. Panettone. Attraversa questi sentori una nota metallica, leggera, come di rame, o di ruggine, molto interessante.

P: anche qui abbastanza gentile, complessivamente giocato su una teoria di frutta gialla ancora (mele e pere di nuovo), vaniglia, un poco di uvetta. Sicuramente si sente ancora tanto il malto (ovomaltina a go go), la presenza di botti poco aggressive è evidente. Ha solo il difetto di ‘cadere’ un po’ troppo in fretta…

F: …per chiudersi su un finale anche abbastanza lungo, tutto tostato e su uvetta e cioccolato.

Sappiamo che in distilleria sono molto orgogliosi della consistency del loro distillato, basti pensae all’aneddoto dell’alambicco sostituito qualche anno fa, di cui fu riprodotto persino un bozzo accidentale per evitare qualsiasi cambio nello stile del new make. E poi non dimentichiamo che Glenfarclas è rimasta l’unica grande distilleria a distillare tramite fuoco diretto sia sui wash che per gli spirit still. Ha quindi perfettamente senso che anche in imbottigliamenti di età avanzata non vogliano vanificare tutto il lavoro sul distillato per coprirlo con botti molto attive, e sicuramente è anche il caso di questo 18 anni. Un Glenfarclas molto competitivo come prezzo (circa 60 euro!), ma che a nostro giudizio difetta un poco in personalità, con un senso diffuso di ‘travel retail’ posato stancamente sulle spalle: 83/100.

Sottofondo musicale consigliato: Queen – The Show Must Go On