Yamazaki 1995/2010 (La Maison du Whisky, ‘Owner’s cask’, 54.9%)

shinjiro-toriiScuro come la notte, questo Yamazaki è stato l’ultimo dei whisky assaggiati sabato scorso, e di certo il più controverso. Questo malto proviene dalla più vecchia distilleria di solo whisky del Giappone, fondata nel 1923 dal Shinjiro Torii (cioè quel signore con la faccia austera che vedete qui a fianco). Abbiamo a che fare con un 15 anni, distillato nel 1995 e imbottigliato nell’anno del Triplete dell’Inter da La Maison du Whisky, nella serie ‘Owner’s Cask’. Affrontiamolo.

Schermata 2013-05-16 a 23.49.41N: non che il colore lasciasse dubbi… è uno sherry monster fatto e finito, anche se non privo di ‘deviazioni’. Tanta buona frutta rossa e pacchi di prugne secche (ma proprio pacchi). Albicocche disidratate, datteri; note di aceto balsamico. Poi, però, c’è anche un lato diverso, speziato, erboso e molto particolare: rabarbaro (Salvatore Mannino parlava di Fernet Branca, e in effetti…), tamarindo. Non molto ‘legnoso’. Tabacco aromatizzato ai frutti rossi (quello del narghilé). Snasata dopo snasata, ricorda prima un infuso d’erbe, poi prende il sopravvento la ‘dolcezza’… Bello cangiante.

P: uno shock. Il corpo, innanzitutto, pare un po’ slegato e ‘acquosino’; al di là di una bella frutta rossa che si riconferma (assieme a tante prugne secche), gli aspetti più particolari del naso si ripresentano sotto forma di incubi… La parte erbacea e legnosa vincit omnia, tannini a go go che donano un amaro ahinoi davvero schiacciante. Un senso di fondo di caffè (proprio quel residuo della moka), poi tè dimenticato in infusione, fave di cacao…

F: coerente col palato, purtroppo, in un primo momento; è però molto lungo, e dopo un po’ tornano suggestioni fruttate (diciamo mon cheri).

Il bifrontismo di questo Yamazaki lascia stupefatti: il naso è davvero molto buono, ma si scontra con un palato francamente deludente, in cui l’apporto della botte è andato decisamente oltre il lecito… E insomma, trasformando le parole in numeri, la media tra naso e palato sarà di 80/100; è comunque un’esperienza molto interessante, e se avete occasione, almeno, annusatelo…

Sottofondo musicale consigliato: Faith No MoreWar Pigs, cover dei Black Sabbath…