Glencadam 17yo (2015, OB, 46%)

Torniamo a visitare Glencadam, distilleria con sede a Brechin di proprietà di Angus Dundee: si tratta di un produttore dal piglio molto poco sexy, con bottiglie dal look obsoleto – cosa che a noi, si sa, piace tanto. Generalmente il whisky di Glencadam è molto piacevole e fruttato, grazie anche, si dice, alla peculiare forma degli alambicchi con i lyne arms angolati all’insù, cosa che favorisce il reflusso. Oggi assaggiamo un’edizione limitata dal ricco range della distilleria, il 17 anni finito in barili di Porto. Sapete come la pensiamo sul Porto nella maturazione del whisky, ma abbiamo stima di Glencadam e non partiamo prevenuti.

IMG_1322_5N: l’apporto del Porto (riusciremo mai a evitare questo giochino di parole veramente pessimo? forse no) non si nasconde, con grandi note di marmellata di fragole; mantiene però una sua grande eleganza anche maltosa, con note di marzapane, di pane nero tostato, un sentore di brioche; e ci pare di trovare, ad equilibrare questi descrittori così zuccherini, perfino una venatura minerale, conferendo freschezza. Angelo Corbetta, che beve con noi, insiste sulla mela rossa.

P: l’attacco è fin da subito molto zuccheroso, con ancora note di marmellata di frutta e di croissant ultra-burroso. Molta vaniglia. Una nota vinosa piena, robusta, molto persistente; insistono poi note maltose dal distillato, e sicuramente i sentori di cereale sono ben fusi all’interno di questo universo di dolcezza – cosa non scontata con il Porto.

F: lungo, persistente, ancora molto dolce, richiudendosi con la frutta secca e un po’ di malto.

Chiariamoci subito: dolce, è dolce. E però nel complesso ci appare migliore della media dei finish in Porto, con i barili certamente presenti ma senza essere del tutto prevaricanti sugli aromi del distillato. Equilibrato, dunque, e piacevole: 86/100, anche se certo non costa poco…

Sottofondo musicale consigliato: Masayoshi Takanaka – Sexy Dance.

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Balvenie 21 yo Portwood (2013, OB, 43%)

Abbiamo chiuso la settimana con un whisky decisamente particolare: apriamo quella nuova con un malto che, in un certo senso, rappresenta il concetto di whisky per antonomasia. Parliamo del distillato di Balvenie, la distilleria di Dufftown che fa girar la testa a grandi e piccini (se andate in Scozia e non passate di là, vergogna cada su di voi!); assaggiamo una versione particolare, un 21 anni finito (non sappiamo dire per quanto tempo) in botti di Porto. Si sa, generalmente queste operazioni servono per ‘nascondere’ un malto non eccelso, ma nel caso di Balvenie la cosa sorprenderebbe: come dice sempre Andrea Giannone, voi l’avete mai assaggiato un Balvenie cattivo?

The Balvenie Portwood 21 Years Single Malt-600x600N: abbastanza alcolico; il passaggio in seconda botte certo non passa inosservato, soprattutto si percepisce una palatina zuccherina, vinosa, fragolosa (gelée alla fragola). Il malto solitamente generoso di Balvenie pare un po’ sotto tono; troviamo invece discrete suggestioni di uvetta, zuppa inglese, liquore alle arance. Non complessissimo, ma gradevole e rotondo, anche grazie a piacevoli richiami di legno speziato. Chiodi di garofano? Mele cotogne? Leggermente mentolato.

P: botta dolciastra iniziale, simile al naso: fragola, certo, ma anche una nota che si presta ad essere interpretata come caramello, come miele. Poi, il tutto va assopendosi senza grossi sussulti, rotolando su un tappeto speziato (chiodi di garofano, ancora) e di frutta secca. Ancora un pittore di menta. Corpo blandino, si perde un po’ via.

F: media durata, su un dolce mieloso e con note marcate vinose, liquorose.

La distilleria ci ha abituato a non sbagliare un colpo, e anche questo, pur senza entusiasmare, è senz’altro un whisky dignitoso: ma perché l’invecchiamento finale in Porto per un 21 anni? Il malto Balvenie è così buono da solo! 82/100, non un punto di più, non uno di meno, anche considerando il prezzo: una bottiglia di questo, ad esempio, costa il triplo dell’eccellente 12 DoubleWood, e il doppio del notevolissimo 15 Single Barrel.

Sottofondo musicale consigliato: Kiesza – Hideaway.