Lost in Caol Ila: una sessione di quattro

Ogni giorno, quando apriamo il mobile dei sample per cercare ispirazione, ce n’è un mucchietto che ci guarda sconsolato, triste, gemendo e chiedendo pietà. Noi lo abbiamo sempre ignorato, perché – lo sapete anche voi – questi sample sono dei viziati, frignano frignano continuamente e compito di un buon blogger, nelle sue funzioni di educatore, è di non assecondarne troppo i capricci. Oggi però, sentito il composto silenzio che giungeva dalle retrovie, abbiamo deciso di essere magnanimi e optare per un premio: abbiamo tirato fuori un gruppo di quattro Caol Ila, tra i 5 e i 13 anni, di quattro imbottigliatori indipendenti diversi, e ce li beviamo, adesso, davanti a voi, senza vergogna. Come di consueto in questi casi, si va di impressioni, di sentenze, lasciamo in bozza le noiose recensioni lunghe.

Caol Ila 5 yo (2008/2014, Hepburn’s Choice, 46%)

Un concentrato di mare e di torba, sbattuto in faccia per quel che è: un concentrato di mare e di torba. Evidente la nuda gioventù, con lieviti ed agrumi, e note erbacee e di alga. In bocca è salatissimo! Per i duri e puri: 85/100.

Caol Ila 10 yo (1995, Douglas Laing’s Provenance, 46%)

Al naso si presenta molto trattenuto, timido, e al tempo stesso morbido e invitante, con crema pasticciera e una leggera marinità. Al palato perde la dolcezza, rimane solo un erbaceo zuccherino, un po’ slegato e amaricante. 75/100.

Caol Ila 11 yo (1996/2008, Hart Brothers, 46%)

Ancora leggermente diverso: la torba è più inorganica, da tubo di scappamento, e al palato diventa anche più dolce grazie a un maggiore apporto del barile (crema, vaniglia). Oleoso. Formaggio. Poca marinità, poco agrume – anche se in crescita costante. 86/100.

Caol Ila 13 yo (1990/2003, Gordon & MacPhail, 58,2%)

Il Caol Ila più completo del lotto. Pieno e saporito, di certo qui la gradazione aiuta; ottimo equilibrio tra marinità, torba forte e contributo della botte – cremoso, oleoso (proprio olio d’oliva), con vaniglia, clorofilla, forse una banana giovane, non verde, non troppo matura. Banana, insomma, dai. 88/100.

Sottofondo musicale consigliato: Quentin40 – Giovane1.

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Caol Ila 10 yo Provenance (1998/2008, spring distillation, 46%)

Eccoci al secondo Caol Ila. Come il precedente (lo Shieldaig 9 yo) anche questo è invecchiato in botti di bourbon, e come il precedente è a gradazione ridotta (46% contro i 43% dello Sheildaig). La serie dei McGibbon’s Provenance (Provenance e basta, per gli amici) copre la fascia a costo contenuto degli imbottigliamenti di Douglas Laing: nella foto vedete un'”immagine di repertorio” della nostra bottiglia (ora quasi terminata), ma sappiate che il look dell’intera linea è stato appena rifatto, con risultati eufemisticamente opinabili.

Tornando alla nostra bottiglia semivuota: questo Caol Ila è il risultato dell’unione di due botti ex-bourbon; il colore è di un bel giallo caldo, dorato.

N: note torbate e affumicate, molto gradevoli. Quel che spicca, però – soprattutto in contrasto con lo Shieldaig – è l’immediata dolcezza: tantissima vaniglia, anzi, proprio vanillina, ricorda incredibilmente una torta appena uscita dal forno (una torta al limone, forse? Nei Caol Ila spunta sempre una lieve nota di limone a tradimento). Il naso è molto caldo e l’equilibrio tra torba e dolcezza è veramente armonioso, per quanto anche questo malto non brilli per complessità. Qualche lieve nota marina emerge ogni tanto, ma solo a tratti e molto debolmente.

P: molto simile al naso: torba e vaniglia, vaniglia e torba, affumicatura e vaniglia, vaniglia e affumicatura. Liquirizia. Molto cremoso, lascia una piacevole sensazione in bocca. Niente mare.

F: piuttosto rapido, vanisce in fretta, e a prevalere è il “camino spento”: la triade torba-affumicato-salato (l’unico momento in cui si avverte l’altrimenti tipico aspetto marino della distilleria) domina, ma lo fa per poco.

Se lo Shieldaig era monodimensionale, questo Provenance non è certamente un tripudio di complessità e sfumature: anzi, si può dire serenamente che è anche questo un prodotto didattico, nel senso che è il perfetto risultato dell’unione di un buon distillato Caol Ila e di una buona botte da poco svuotata dal bourbon che conteneva: torba e vaniglia, vaniglia e torba, torba e vaniglia, vaniglia e torba… Ben poco di più, però: diciamo che rappresenta bene e con grande semplicità il lato più dolce che un giovane torbato può avere. Per questa ragione, la nostra valutazione è di 81/100: ci è piaciuto e ci piace, consiglieremmo l’acquisto di una bottiglia ad un amico, anche per il suo prezzo ragionevole (intorno ai 35 euro). Avvertiamo, però: bevetelo in fretta, se lo lasciate a prendere aria, dopo un po’ perde aromi e corpo.

In attesa di vedere in che modo interagiscono Caol Ila e botti ex-sherry, possiamo tirare le prime somme: come profilo complessivo, rispetto al Caol Ila 12 ufficiale questi due giovani malti sono, in un certo senso, entrambi deficitari, perché al primo manca la dolcezza, al secondo manca il lato marino; e a entrambi manca l’oleosità che si ritrova in molti altri prodotti della stessa distilleria. Sono entrambi semplici ma godibili, anche se certamente il Provenance ha per noi più appeal grazie ad una spiccata dolcezza.

Sottofondo musicale consigliato: Björk Guðmundsdóttir & tríó Guðmundar Ingólfssonar – Litli tónlistarmaðurinn, dall’album Gling Glò (se siete intimoriti dallo spelling: è una canzone di Bjork e del suo trio jazz di inizio anni ’90).